Basco verde ad honorem al procuratore Pier Luigi Dell'Osso

"La Guardia di Finanza rappresenta in Italia un corpo d'élite per le competenze e i ruoli altamente specifici che è chiamata a svolgere nelle indagini di polizia giudiziaria. Per questo tipo di attribuzioni è destinata ad avere contatti con ogni genere di affari e attività".
Così Pier Luigi Maria Dell'Osso, procuratore generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Brescia e già procuratore generale vicario della Direzione nazionale antimafia ha ricevuto venerdì 11 luglio ad Orvieto il basco verde ad honorem per "l’impegno e l’immutata passione profusi nella lotta alle organizzazioni criminali tradizionali e di nuova generazione".
Il contesto, è stato quello della cerimonia conclusiva del secondo Corso straordinario Antiterrorismo e Pronto Impiego, al termine della quale i neo Baschi Verdi, oltre cinquanta, hanno indossato il copricapo che d'ora in avanti ne rappresenterà le peculiari funzioni. Tradizionalmente vicino al Corpo e ai Baschi Verdi del Comparto Antiterrorismo e Pronto Impiego con i quali ha un rapporto professionale da oltre ventiquattro anni, Dell'Osso nel suo discorso ha fatto riferimento a Falcone e Borsellino e allo stretto legame tra i Baschi Verdi e la sua famiglia.
"Non tutti – ha aggiunto – sono uguali dal punto di vista dell'impermeabilità al morso terrificante della corruzione. Si tratta di soggetti che non sono degni della divisa e della fiducia dei colleghi. Quando si delinque in divisa, le prime parti lese sono proprio i colleghi onesti, laboriosi e professionali che onorano il Corpo".
Presente per l'occasione alla caserma Monte Grappa di Orvieto, sede del Centro Addestramento di Specializzazione diretto dal colonnello Giorgio Giombetti, anche il generale di corpo d’armata Giorgio Toschi, ispettore per gli istituti di istruzione della guardia di finanza.
Alla solenne cerimonia non è mancato l'affettuoso saluto di Elisabetta Baldi, vedova del giudice Antonino Caponnetto, già capo del pool antimafia della Procura della Repubblica di Palermo, che proprio ad Orvieto aveva ricevuto il basco verde ad honorem "per aver continuato l’opera dell’alto magistrato nella diffusione dei principi di legalità e giustizia, contro ogni forma di mafia e illegalità".
Tra le autorità civili e religiose, infine, hanno preso parte accanto al sindaco di Orvieto Giuseppe Germani, quello di Nocera Umbra Giovanni Bontempi e monsignor Benedetto Tuzia, vescovo della diocesi di Orvieto-Todi, anche gli ambasciatori della Nigeria e della Repubblica di Haiti presso la Santa Sede.
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