cronaca

Rapina a viso scoperto alla Cassa di Risparmio di Corso Cavour

giovedì 22 maggio 2008
di L. R.
“Chiuso per rapina”: è il cartello che molti clienti hanno potuto vedere oggi con sorpresa appeso ai battenti dell'Agenzia della Cassa di Risparmio di Orvieto in Via del Corso, che verso le 10,30 del mattino si è trovata a subire il colpo di un bandito solitario il quale, in tutta tranquillità, si è fatto consegnare il denaro in cassa - 3mila e 500 euro - dai due impiegati. Quando il rapinatore è entrato nessun cliente era presente all'interno dell'agenzia. L'uomo, dall'apparente età di 35/40 anni, calvo, con baffetti e tarchiato di corporatura, ha agito a viso scoperto, minacciando il personale dell'agenzia con un taglierino e facendosi consegnare il bottino. Si è quindi allontanato a piedi in tutta tranquillità, disperdendosi in breve tempo, tanto più che il giovedì è giorno di mercato e quindi, nella massima animazione che si verifica proprio tra le dieci e mezza e mezzogiorno, non è difficile scomparire inosservati. I carabinieri del Comando di Orvieto, prontamente intervenuti, non hanno potuto che procedere agli interrogatori e ai rilievi del caso, che stanno utilizzando con il massimo scrupolo per cercare di mettersi sulle tracce del malvivente. La stessa agenzia di Corso Cavour aveva subito una rapina oltre tre anni fa, a fine gennaio 2005 , quando un uomo di mezza età, con il volto coperto da una sciarpa e con un coltello in mano, aveva minacciato le due impiegate e si era fatto consegnare 39mila euro, un bottino ben più sostanzioso di quello di questa mattina, dileguandosi poi per le vie del centro storico. Dopo ricerche in tutto il territorio nazionale, Comando dei Carabinieri e Commissariato di Polizia erano arrivati all'inizio di marzo dello stesso anno, in collaborazione, a identificare come reo sospetto un operaio quarantenne di Castel Viscardo, originario di Roma. A mettere sulla pista dell'uomo era stato il confronto con l'identikit che gli inquirenti avevano potuto tracciare con l'aiuto delle impiegate, che per qualche momento avevano potuto vederlo in volto nel momento in cui, mentre le minacciava, la sciarpa che lo copriva gli era scivolata via. Anche questa volta la collaborazione delle impiegate e i rilievi effettuati potrebbero rivelarsi, per un'eventuale identificazione, fondamentali.

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