cronaca

Giochi pericolosi. Gettavano tombini dal muraglione dell'Albornoz

mercoledì 25 maggio 2005
Una bella mattina di sole quella di lunedì, in cui 5 ragazzi del territorio, studenti del professionale, hanno deciso di non andare a scuola e di concedersi, piuttosto, qualche passatempo in libertà. Il luogo per trascorrere insieme la classica, di per sé non insolita, quasi "innocente" trasgressione i giardini dell'Albornoz, quelli che tante volte hanno ospitato studenti non proprio irreprensibili. Poi, chissà come, l'idea del gioco più che pericoloso, senza valutare le conseguenze a dir poco tragiche che avrebbe potuto avere. Hanno manomesso dal loro status abituale alcuni tombini - sì, proprio quelli di ghisa che, com'è noto, non sono fissi - e hanno cominciato a gettarli sulla strada della Fontana del Leone dal parapetto dell'Albornoz. Una strada transitata, sia da auto che da pedoni, dove fortunatamente non è passato nessuno nel lasso di tempo che è trascorso tra il rischiosissimo "gioco" e l'allarmato avviso che alcune persone, attonite, ne hanno dato al vicino Commissariato di Pubblica Sicurezza.
"Quello che meraviglia - ha dichiarato il dirigente del Commissariato dottor Eugenio Marinelli - è che neanche dopo, nel momento in cui se ne è discusso in Commissariato, i giovani hanno compreso a fondo quanto grave sia, indipendentemente dalle conseguenze giudiziarie, questo atto e quali avrebbero potuto essere le conseguenze. Noi preposti al controllo del territorio, vogliamo invece sottolinearne la gravità, non con un intento punitivo naturalmente, piuttosto con un intento educativo, per sensibilizzare a riflettere sulle gravi conseguenze a cui può portare una bravata. Ora finirà anche la scuola, la mia esperienza a Terni mi dice che quando sono più disoccupati, spesso i ragazzi possono indulgere a passatempi pericolosi, se non addirittura vandalici: vogliamo invitare a riflettere, su quanto tragiche possono essere le conseguenze di un atto di irresponsabile leggerezza".
Dei cinque teen- ager fermati e denunciati, che in un primo momento hanno negato l'accaduto, solo tre hanno poi ammesso di aver compiuto l'irresponsabile gesto. Presi tutti a verbale in presenza dei genitori perché minorenni, segnalati secondo l'iter al Tribunale dei Minori di Perugia per "lancio pericoloso di oggetti" - questi i termini della denuncia - con ogni probabilità, dato che sono incensurati, i giovani se la caveranno con una condanna sulla carta e un'ammenda; successivamente, se il loro comportamento non darà più adito a scorrettezze, ad annullare la menzione cartacea potrà intervenire anche il cosiddetto perdono giudiziario. Resta però - come al Commissariato tengono a sottolineare - la gravità del gesto, che pone un problema più sociale che giudiziario, facendo comprendere come, per un ben noto "effetto branco", anche i ragazzi migliori, con normalissime situazioni sociali e familiari, possano decidere, senza neanche rendersene bene conto, di compiere pericolose sciocchezze.
I ragazzi, infatti, non hanno saputo ben motivare il loro gesto. Ovviamente sgomenti i genitori che, pensando i figli tranquillamente a scuola, se li sono visti riconsegnare dall'autorità di pubblica sicurezza, e dopo un evento tanto inspiegabile quanto rischioso.
Le conseguenze avrebbero potuto essere molto più gravi; nella pensosa consolazione che, tutto sommato, "è andata bene", speriamo che, con il senno di poi, la bravata serva a far crescere e maturare responsabilmente questi e altri giovani.

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