cronaca

"Come sta la mia bambina?"

sabato 28 dicembre 2002
Ha deciso di non rispondere alle domande del magistrato romano che lo ha interrogato all'ospedale San Camillo su delega della procura orvietana. Silvano Sabatini, il trentaduenne originario di San Venanzo accusato di aver massacrato la moglie Mara Cicala con 35 coltellate, rimane ancora ricoverato in prognosi riservata dopo aver tentato il suicidio gettandosi dal tetto. Nei suoi confronti è stato emesso un provvedimento di arresto. L'uomo ha chiesto solamente notizie della bambina che, secondo la ricostruzione dell'omicidio effettuata dagli inquirenti, avrebbe assistito suo malgrado all'efferata scena del delitto. Per il resto ha riferito di non ricordarsi assolutamente nulla e, per tale motivo, si è rifiutato di fornire spiegazioni al sostituto procuratore. Il suo difensore, l'avvocato Carlo Bizzarri del foro di Perugia, ha annunciato ricorso al tribunale del riesame contro l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Orvieto Massimo Zanetti.

"Il fatto che l'inchiesta sia ancora in corso lascia il campo libero ad ogni ipotesi" ha detto l'avvocato. Secondo il legale potrebbe insomma avere una certa consistenza l'ipotesi che ad uccidere la povera Mara non sia stato il marito. Un'eventualità che non viene invece presa nemmeno in considerazione dal sostituto procuratore Carlo Dibello le cui indagini avrebbero finora consentito di attribuire un certo credito alla pista dell'omicidio passionale, pur non essendo questa l'unica pista seguita.

Nella foto gli inquirenti sul luogo del delitto. Nella scorsa edizione del giornale è stata pubblicata una didascalia che indicava erroneamente la casa dell'omicidio. Si trattava in realtà di un'altra abitazione. Ce ne scusiamo con i diretti interessati.

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