ambiente

"Saline di Tarquinia: 20 anni di studi, ricerche e didattica" si fanno racconto

mercoledì 5 dicembre 2018
di Davide Pompei
"Saline di Tarquinia: 20 anni di studi, ricerche e didattica" si fanno racconto

Un viaggio nella storia del Centro Ittiogenico Sperimentale Marino, un viaggio in un sito naturalistico di estrema importanza come la Riserva Naturale Saline di Tarquinia – l'unica salina del Lazio, una delle poche rimaste lungo tutta la costa italiana – senza il peso dei bagagli. Invitano a compierlo giovedì 6 dicembre alle 17 nella Sala Consiliare del Palazzo Comunale l'Associazione "Tarquinia nel Cuore" e l'Università degli Studi della Tuscia di Viterbo.

In cattedra, l'ecologo Giuseppe Nascetti, ordinario del Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche che nel corso del convegno ad ingresso libero dal titolo "Saline di Tarquinia: 20 anni di studi, ricerche e didattica" illustrerà alla cittadinanza e agli studenti dell'Istituto di Istruzione Statale Superiore "Vincenzo Cardarelli" le opere realizzate sul litorale dall'Ateneo, diventato punto di riferimento per il territorio dell’Alto Lazio.

"Ci siamo interessati alle Saline di Tarquinia – anticipa – da oltre un ventennio, analizzando la biodiversità a vari livelli di organizzazione, da quello genetico a quello di comunità all’interno delle vasche dimostrando che, con l’abbandono delle attività produttive quali la raccolta del sale, cessata completamente nel 1997, e quindi la gestione diretta da parte dell’uomo, il funzionamento del sistema ecologico delle Saline è crollato in modo estremamente rapido.

Questi risultati hanno permesso di ottenere il finanziamento del Progetto Europeo Life-Natura 'Recupero Ambientale della Riserva Naturale Saline di Tarquinia' e tutta un’altra serie di progettazioni per il recupero dell’area, promossa da una legge regionale. Tramite questi finanziamenti è stato possibile il recupero di numerosi edifici quali il Centro Visite, la Foresteria, Laboratori Scientifici e Didattici e l'Anannotteria Sperimentale divenuta Cismar, visitabile venerdì 7 dicembre dalle 10 alle 12.30.

Con un altro finanziamento europeo è stato ristrutturato un vecchio edificio del borgo e trasformato in ecoalbergo. Un recentissimo finanziamento che è stato ottenuto quest’anno, all’interno di un progetto Crima, insieme alla Stazione Zoologica 'Anthon Dornh' per la ristrutturazione dell’edificio 'Ex-Officina', permetterà di entrare in una rete europea di centri di eccellenza per la conservazione e gestione della biodiversità marina".

Nel coso della conferenza saranno illustrate anche le principali ricerche scientifiche che si svolgono nei laboratori delle Saline e che riguardano aspetti di carattere globale, quali lo stato ecologico di mari e oceani di tutto il pianeta, dal Polo Nord al Polo Sud, indagati tramite bio-indicatori dello stato di salute delle rete trofiche marine, e aspetti più locali, quali il biomonitoraggio degli impatti delle attività antropiche lungo le coste del Nord del Lazio.

Il tutto, grazie all’uso del Dna Cometa su specie target. Non mancheranno riferimenti alle attività di recupero della biodiversità marina grazie ad azioni di restocking, consistenti nel ripopolamento di alcune specie di grande interesse per la pesca costiera, quali l’Astice Europeo e la Mazzancolla. Tra le specie ittiche che nuotano nella Riserva Naturale di Popolamento Animale, costituita nel 1980 e affidata al Corpo Forestale dello Stato, il Nono, il Cefalo e l'Anguilla.

Commenta su Facebook