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"Terremoto, le scosse proprio dove vogliono fare i 4 pozzi geotermici di re-immissione"

martedì 14 giugno 2016
"Terremoto, le scosse proprio dove vogliono fare i 4 pozzi geotermici di re-immissione"

"Le principali scosse del recente terremoto di Castel Giorgio si sono verificate proprio nella zona dove la società ITW & LKW intende fare l'impianto geotermico al quale la popolazione e sindaci della zona si oppongono. In particolare, le due scosse principali, una di 4,1 gradi ed un'altra di 3,2 gradi, si sono verificate a pochi metri dal luogo dove la società intende perforare ben 4 pozzi di immissione di fluidi.
È facile stabilirlo confrontando la mappa sismica delle scosse con la mappa dell'impianto depositata dalla società.

Nell'intento di rassicurare la cittadinanza, autenticamente terrorizzata dalla scossa più violenta, la società proponente dice che l'impianto con i terremoti non c'entra nulla, e che non produrrà alcun problema. Anche perché il sisma è avvenuto molto più in profondità.  In effetti non pare affatto che sia così. I pozzi da scavare raggiungeranno, da progetto, profondità di 2,3 - 2,6 km, mentre le scosse sono avvenute in una fascia dai 3 ai 6 km di profondità, a quanto risulta negli ambienti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Il che significa che i pozzi andrebbero ad alterare le pressioni sotterranee proprio a pochissima distanza dalla faglia attiva.

Il nuovo Presidente INGV Doglioni fa parte del gruppetto di "rassicuratori", corsi al capezzale di un progetto duramente colpito dal terremoto. In una dichiarazione alla stampa ha riportato un dato di profondità del sisma di 8 km, che non corrisponderebbe alla realtà accertata dai suoi stessi tecnici. Oltre ad altre affermazioni che appaiono del tutto superficiali sulla innocuità dell'impianto in una zona sismicamente fragile come l'Alfina, e con un sottosuolo del quale troppo poco si conosce.  

Certamente non se ne sa abbastanza per stare "tranquilli". Quello che invece è certo è che c'è stato un terremoto proprio nella zona dell'impianto, che ha prodotto danni strutturali ed ha seriamente spaventato migliaia di persone. Il resto sono chiacchiere. Evidentemente l'INGV, attraversato da gravi scandali e conflitti di interesse, non ha ancora deciso di cambiare strada...C'è sempre qualcuno che, per superficialità o interesse o pressioni ricevute, tende a rassicurare. Ma non abitano a Castel Giorgio o sull'Alfina. La pelle non è la loro, e nemmeno gli immobili dei cittadini. Non hanno avuto la casa lesionata e non hanno dormito in macchina per giorni con tutta la famiglia.

A conferma delle preoccupazioni della popolazione, supportate da diversi eminenti scienziati, riportiamo uno stralcio dell'intervento del Prof. Andrea Borgia, lui sì uno dei principali esperti mondiali di geotermia, durante la sessione della commissione VIA del Ministero dell'Ambiente che doveva decidere della compatibilità ambientale del progetto. Leggete con attenzione cosa dice nell’ottobre del 2014. Non era un veggente o un mitomane, era uno scienziato serio:

“... La legge permette che la sperimentazione degli impianti pilota sia da concedere mediante un permesso di ricerca nel quale vengono stabilite le modalità di coltivazione dei fluidi geotermici ma solo laddove il proponente disponga dei dati geotermici necessari per avviare l’impianto pilota. Ma sono proprio questi dati che mancano. Infatti, non si conosce quali siano i volumi di roccia, dove sarà prelevato il fluido geotermico, né quelli dove sarà re-iniettato! I pozzi di re-iniezione sono proprio sotto il centro abitato e sono proprio questi che potrebbero indurre una maggiore sismicità. Possibile che non sia stata effettuata una campagna di rilevamento microsismico ante-operam? Dalle 4 piazzole dovranno essere fatti dei pozzi deviati. In che direzione? Dove andranno a finire? Quale è la stratigrafia che si suppone essi troveranno? Qual è la relazione con le faglie, almeno quelle indicate in figura? Niente è dato sapere di tutto questo.

E’ ingannevole dire che il fluido geotermico sarà re-iniettato nel serbatoio di provenienza, in effetti viene re-iniettato a profondità maggiori di più di 1 km rispetto a dove è estratto. E’ ingannevole il fatto che viene detto che si riequilibrano le pressioni tra estrazione e re-iniezione. In effetti, l’estrazione con riduzione di pressione è molto sopra alla re-iniezione con aumento di pressione, pertanto gli acquiferi superficiali risentono solamente della diminuzione di pressione legata all’estrazione superficiale... L’impianto parla di prelievi di fluido geotermico per usi civili ed industriali, in genere il fluido geotermico corrisponde per composizione ad un fluido tossico-nocivo, come può essere utilizzato a questo fine?

Le VINCA devono essere fatte. Infatti, il progetto prevede che il cono di emungimento dei pozzi geotermici sia di almeno 2 km di raggio, andando quindi ad interessare le aree protette, oltre che la falda che alimenta il lago di Bolsena... Non viene presentato alcun dato di permeabilità delle formazioni di copertura, ma che progetto o parere è questo? Mancano le analisi chimiche degli elementi di traccia (mercurio, arsenico, antimonio, radon, radio, ecc.). La descrizione geologica è ridicola. Il modello idrogeologico fatto è estremamente limitato e carente: per esempio non sembra includere la falda superficiale, non include faglie, non sembra includere CO2, né la salinità. E’ ingannevole dire che il modello si estende ampiamente oltre il volume interessato dal serbatoio geotermico, dovrebbe infatti estendersi almeno a distanze di almeno un ordine di grandezza superiori al modello. In base ai dati sembrerebbe che le condotte non possano portare quanto dichiarato”.

Ecco con quanta precisione un vero esperto, il prof. Andrea Borgia, ben due anni fa già sbugiardava le rassicurazioni dei rassicuratori interessati. Con analoga precisione lo ha fatto ora il terremoto.

Ormai è chiaro che questo progetto è pericoloso e si basa su dati insufficienti, artatamente rassicuratori, in un contesto zeppo di illegalità e conflitti di interesse. Le autorità responsabili, governative e regionali, dovrebbero ora finalmente mettere fine a questa pericolosissima farsa e respingere definitivamente il progetto. Lo devono alla popolazione della Tuscia.

Circa Righini-manager ITW/LKW- non si inventi i numeri dei partecipanti alla festa dell’Alfina del 12 giugno: non li deduca dalle …foto! Se avesse partecipato alla festa si sarebbe sincerato della presenza di centinaia e centinaia di persone che hanno affollato e riempito l’Oratorio Parrocchiale di Castel Giorgio, come ben sanno i cittadini che vi hanno partecipato".

COORDINAMENTO ASSOCIAZIONI ORVIETANO, TUSCIA E LAGO DI BOLSENA

 

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