ambiente

Materiale per la biblioteca dalla raccolta degli oli esausti di origine vegetale

mercoledì 23 marzo 2016
Materiale per la biblioteca dalla raccolta degli oli esausti di origine vegetale

Da oltre un anno il Comune di Castel Viscardo ha attivato il servizio di raccolta e smaltimento degli oli esausti di origine vegetale. E già si cominciano a raccogliere i primi frutti. La società Urasom, che si occupa appunto della raccolta e utilizzo degli oli vegetali come carburante verde, ha compensato infatti la raccolta degli oli con materiale distribuito nelle biblioteche del Comune di Castel Viscardo (pennarelli, pastelli, colori a cera, matite, colla, temperini). Un valido esempio che dimostra come, da materiale di riciclo, possa essere alimentata anche la cultura.

“Siamo veramente soddisfatti di questo progetto – spiega il vicesindaco Luigia Borri - esempio concreto di come sia possibile trasformare il rifiuto in entrata economica. Tutte le città dovrebbero attivarlo e capirne l'importanza per l'ambiente e per se stessi. Anche perché, è bene sottolinearlo, raccogliere e smaltire con le giuste modalità gli oli esausti significa anche evitarne lo smaltimento nei depuratori. Insomma, riciclare, è un ottimo modo per dimostrare il nostro amore per l'ambiente che ci circonda ma anche per noi stessi e per le generazioni future”.

Per oli esausti si intendono quelli utilizzati per friggere, l’olio di conservazione dei cibi in scatola dal cui riciclo si produce poi il biodiesel. Ogni anno in Italia si restituiscono all’ambiente più di 5 litri di olio usato a testa. La pratica più comune è quella di gettare l’olio vegetale esausto (ad esempio di frittura) nel lavandino e quindi immesso nel sistema fognario per finire nei depuratori.

Nel depuratore l’olio influenza negativamente i trattamenti biologici e fa aumentare i consumi di energia elettrica necessari alla depurazione. Inoltre, l’olio esausto viene disperso direttamente nel suolo fino a depositarsi con un film sottilissimo attorno alle particele di terra e forma cosi uno strato di sbarramento tra le particelle stesse, l’acqua e le radici capillari delle piante, impedendo l’assunzione delle sostanze nutritive. Anche negli specchi e corsi d’acqua gli oli galleggiano formando un film tra l’elemento liquido e l’aria impedendo di fatto il corretto scambio gassoso tra i due elementi. L’accordo sottoscritto consentirà di effettuare la raccolta dell’olio esausto prodotto dai cittadini con un metodo sicuro ed economico per la comunità.

Commenta su Facebook