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Geotermia nell'Alfina, le precisazioni di Claudio Margottini

mercoledì 4 settembre 2013
Geotermia nell'Alfina, le precisazioni di Claudio Margottini

Continua a far discutere il progetto geotermico di Castel Giorgio, presentato e ritirato dalla società Itw-Lkw. Dopo una serie di commenti contrapposti pubblicati dalla nostra testata l'assessore all'ambiente e all'energia del Comune di Orvieto Claudio Margottini interviene rispondendo con una nota che riportiamo in versione integrale.

"Leggo con sorpresa il commento del ‘Sig. Pepe' ad un articolo comparso sulla testata on line ‘Orvietonews.it' - afferma l'Assessore Margottini - il quale, dopo la rinuncia della Società ITW-LKW al completamento dell'istruttoria di Valutazione di Impatto Ambientale in sede regionale per l'Impianto Geotermico dell'Alfina, evidenzia i grandi vantaggi che tale impianto avrebbe portato nel territorio. Analogamente rimango sorpreso dal Consigliere Circoscrizionale di Terni, Sig. Claudio Pace, che, in modo molto superficiale, riporta che senza tale impianto non si produrranno Kwh in un'Italia assetata di energia e cita, ad esempio della bontà della risorsa geotermica, un impianto di natura domestica che nella letteratura viene definito ‘geotermico' a bassa entalpia ma che nulla ha a che vedere con lo sfruttamento delle risorse geotermiche sotterranee ma solo intende mantenere a temperatura costante un fluido immesso dalla superficie a pochi centimetri oppure metri di profondità. Comprendo la mancanza di competenza specifica del Consigliere Claudio Pace ma la questione è molto più complessa e non limitata alla cosiddetta cultura del ‘no' ma legata al tema dell'etica e della responsabilità politica degli amministratori. Di seguito provo a spiegare questi concetti, precisando che tali argomenti - la geoetica - saranno anche oggetto di una tavola rotonda della manifestazione Geoitalia 2013, a Pisa, il prossimo 17 settembre, dove si incontreranno, tra gli altri, il sottoscritto, l'On. Zamberletti ed il Presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia".

"Ho studiato il progetto - prosegue l'assessore - ed ho lavorato sui documenti prodotti dalla società ITW-LKW ed anche su quelli da loro non presentati e ritrovati dalle mie ricerche. Preciso ulteriormente, scusandomi con i lettori, che oltre ad essere Assessore all'Ambiente in Orvieto sono anche docente di Geotermia per la Huazong University in Wuhan, Cina. Desidero quindi evidenziare i seguenti aspetti:

1) E' vero che i capitali per la realizzazione dell'impianto vengono da una società del Liechtenstein, mi risulta registrata in Austria; ma è altrettanto vero che tali capitali, stimati in circa 25 Milioni di Euro, generano un ritorno annuo, sulla base degli incentivi previsti dal Governo Italiano, di circa 7-8 Milioni di Euro all'anno per 15 anni. In pratica con un investimento di 25 Milioni si ottengono 105-120 Milioni di Euro, tutti provenienti dalle bollette dei contribuenti italiani e che finiscono nel Liechtenstein (forse!).

2) L'ENEL, già nel 1977 aveva evidenziato, nella stessa area, sismicità indotta con iniezioni pari ad un sesto di quelle previste dal progetto attuale. Opportuno sarebbe stato, preventivamente a qualsiasi autorizzazione, dimostrare la ininfluenza della reiniezione dei fluidi geotermici nel regime sismotettonico dell'area, con un pozzo pilota. Di tutto questo non c'è traccia nel progetto ma solo la promessa di effettuare un monitoraggio degli eventi sismici, nella fase realizzativa dell'impianto. Si tratta di un aspetto anche normativo che consente, ai progetti c.d. "Pilota" di superare la fase di ricerca e studio che è invece obbligatoria e propedeutica al rilascio delle concessione per impianti già collaudati.

3) Si dice che la geotermia che viene proposta mai ha dato luogo a incidenti gravi riconducibili a tale rischio, né in Italia né all'estero; la serie sismica svizzera di San Gallo, dello scorso mese dimostra quanto fragili siano gli equilibri sismotettonici in alcune aree del pianeta. L'Alfina ha già dimostrato con la sismicità naturale ed i test ENEL una fragilità sismotettonica che non può essere sottovalutata, specialmente da noi Amministratori che siamo mandatari pro-tempore della sicurezza dei cittadini.

4) E' anomalo citare che l'impianto ‘pilota' presenta una tecnologia già collaudata. Se ciò fosse vero questo progetto non dovrebbe rientrare in quelli definiti ‘pilota' dal Ministero dello Sviluppo Economico e quindi godere di incentivi maggiorati ed iter agevolati. Invece, se l'impianto è ‘pilota' vuol dire che la tecnologia non è collaudata e che necessita di verifiche in campo. A meno che l'impianto non sia di tipo tradizionale e la sperimentalità dello stesso serva solo ottenere maggiori incentivi dallo Stato Italiano e percorsi autorizzativi semplificati.

5) Suggerisco di non usare il termine ‘conflitto di interessi' altrimenti si dovrebbe spiegare perchè il progetto definito ‘pilota' viene approvato dalla Commissione CIRM del Ministero dello Sviluppo Economico di cui anche il Prof. Franco Barberi, project manager del progetto per l'Impianto Geotermico dell'Alfina, è membro e perchè, a supporto delle tesi della Società ITW-LKW in merito alla valutazione di impatto ambientale regionale viene attivato, in forma privatistica, l'Ing. Monteforte Specchi, Presidente della Commissione VIA Nazionale del Ministero dell'Ambiente; in conseguenza di questo atteggiamento, l'Assessore regionale all'Ambiente Silvano Rometti si è visto costretto a scrivere al Ministro dell'Ambiente, evidenziando il palese conflitto di interessi".

"Infine - conclude Margottini - mi sorprende che si dimentichi di citare che nel decreto cosiddetto ‘del fare' dei giorni scorsi, si propongono 10 impianti geotermici ‘pilota', da realizzare con procedure di VIA Nazionale e non più regionali, e magari affidate alla stessa Commissione VIA Nazionale presieduta dall'Ing. Monteforte Specchi. Mi sorge un dubbio: non è che per caso si sia voluta evitare una bocciatura in sede regionale per poi ripresentare il progetto in un contesto diverso?".

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