ambiente

Fotovoltaico. Dalla Regione strumenti per lo sviluppo delle energie rinnovabili

mercoledì 18 agosto 2010

Sfiora un miliardo di euro l'investimento complessivo stimabile per la realizzazione in Umbria di impianti fotovoltaici con moduli al suolo, con un'impennata nel settore rispetto agli anni precedenti. A sottolinearlo è l'assessore regionale all'Ambiente, Silvano Rometti. "Le imprese umbre - afferma - dimostrano di credere nella scommessa di un nuovo modello di sviluppo basato sulla green economy che rappresenta l'asse strategico del programma di legislatura, come espresso dalla presidente della Regione Catiuscia Marini. Una economia verde che significa innovazione, ricerca, qualità, sostenibilità ambientale che abbiamo già concretamente iniziato a promuovere e sostenere, per quanto riguarda la produzione di energia da fonti rinnovabili, con la definizione di nuovi criteri per la realizzazione degli impianti fotovoltaici nel rispetto della tutela ambientale cui seguiranno, a settembre, gli indirizzi per gli impianti di produzione di biogas da biomasse agricole".

Dall'inizio dell'anno a oggi, secondo i dati forniti dagli Uffici Energie rinnovabili delle Province di Perugia e Terni, sono 112 i progetti di impianti solari fotovoltaici tra autorizzati e in istruttoria, per una produzione complessiva di energia di oltre 124 Megawatt. Di questi, 95 ricadono nel territorio provinciale di Perugia (25 autorizzati e 70 in istruttoria, per un totale di 97,7 Mw) e 17 in quello di Terni (3 già autorizzati e i restanti 14 in istruttoria, per un totale di 36,5 Mw).

"Un dato che riguarda solo gli impianti con moduli al suolo, non integrati o parzialmente integrati - rileva Rometti - Se a questo aggiungiamo i progetti per i quali è necessaria solo l'autorizzazione da parte dei Comuni, i quali hanno la competenza per impianti fino a 1 Megawatt in aree non sottoposte a vincoli, e le pratiche che risultano in sospeso, calcolando un costo di circa 4 milioni di euro per ogni Mw di produzione negli impianti di taglia elevata, si ha una stima della notevole mole di investimenti previsti in Umbria e dell'espansione del settore.
 Nei due anni precedenti, infatti, sono stati soltanto cinque i progetti autorizzati dalla Provincia di Perugia, per circa 7,5 Megawatt complessivi. Numerose - prosegue l'assessore - sono le imprese che hanno presentato la richiesta di autorizzazione dopo l'approvazione da parte della Giunta regionale dei nuovi indirizzi per minimizzare l'impatto paesaggistico degli impianti, con cui abbiamo introdotto significative novità per le aree agricole. Una opportunità di sviluppo che gli stessi imprenditori agricoli stanno dimostrando di apprezzare e cogliere".

"Come Regione - dice ancora l'assessore regionale all'Ambiente - siamo impegnati anche a semplificare le procedure di autorizzazione degli impianti. Un atto che approveremo dopo che entreranno in vigore le linee guida nazionali che recepiscono le disposizioni comunitarie in materia di impianti alimentati da fonti rinnovabili, e con il quale intendiamo favorire ulteriormente la crescita e gli investimenti delle imprese per lo sviluppo dell'energia pulita, incoraggiati anche dalla proroga degli incentivi statali del Conto Energia".

"L'incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili, insieme al risparmio energetico e alle riduzioni delle emissioni di gas serra in atmosfera - sottolinea Rometti - costituiranno uno dei pilastri del nuovo Piano Energetico Regionale su cui in autunno avvieremo il confronto e che dovrà sostituire il Piano attualmente in vigore, varato nel 2004 e non più rispondente alle esigenze dell'Umbria. Vogliamo dimostrare come sia possibile, con il coinvolgimento di cittadini e imprese, forze sociali, mondo della ricerca e della formazione, associazioni, trovare un punto di equilibrio tra interessi dell'ambiente, salvaguardia e valorizzazione del paesaggio, sviluppo e innovazione del sistema economico e quindi nuova occupazione".

"In questo modo - conclude Rometti - l'Umbria vuol dare il suo contributo a livello nazionale non solo per aumentare l'energia prodotta usando fonti rinnovabili che in Italia si attesta ora sul 17 per cento del totale, derivante per la maggior parte dalle centrali idroelettriche, ma si propone anche come laboratorio di sostenibilità, limitando ad esempio il consumo di suolo per l'installazione di impianti fotovoltaici per i quali sono da privilegiare aree già compromesse da altri impianti o vicine a infrastrutture, e come modello di sviluppo che coniuga ambiente ed economia".

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