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Orvieto fanalino di coda nella differenziata in Umbria. Insoddisfacenti i risultati dei 4 Ato: Verdi e civici insistono sulla raccolta porta a porta

martedì 17 febbraio 2009

Orvieto fanalino di coda nella raccolta differenziata in Umbria con il 16 per cento, seguito da Città di Castello (17,5 per cento) e Foligno (18,8 per cento). Lo segnala il capogruppo regionale dei Verdi e civici a Palazzo Cesaroni, commentando i dati sulla produzione di rifiuti e la raccolta differenziata relativi al 2007, ricordando come, secondo il decreto legislativo 152 del 2006 la percentuale da raggiungere doveva essere del 35 per cento nel 2006 e del 45 per cento nel 2008, mentre il Piano regionale dei rifiuti attualmente in vigore prevedeva il raggiungimento del 45 per cento entro il 2006.

"I deludenti dati sulla raccolta differenziata in Umbria - sottolinea ancora Dottorini - confermano la necessità di un'inversione di marcia nella gestione del ciclo dei rifiuti. Sono del tutto insoddisfacenti infatti le performance dei quattro Ato, nessuno dei quali raggiunge le percentuali di differenziata previste dalla normativa nazionale e regionale. Questo significa che gli strumenti utilizzati finora non si sono dimostrati adeguati e che occorre imprimere un'accelerazione nel passaggio alla raccolta domiciliare, nel prevedere sanzioni per i comuni inadempienti e nell'incentivare i comportamenti virtuosi dei cittadini. Solo in questo modo, oltre che promuovendo una seria politica di riduzione e riuso, riusciremo a raggiungere quel 65 per cento di raccolta differenziata che il nuovo Piano dei rifiuti prevede venga raggiunto di qui a tre anni. Il fatto che rispetto al 2006 la raccolta differenziata non faccia passi avanti, ma anzi diminuisca passando dal 29 al 28,3 per cento, è significativo di un sistema destinato a rimanere bloccato, a meno che non venga impresso un netto cambio di marcia".

Secondo quanto Dottorini segnala, il sistema basato sulla sola raccolta stradale negli appositi contenitori ha terminato il suo potenziale di crescita, e per prevedere incrementi significativi è indispensabile l'introduzione a livello capillare di efficaci sistemi di raccolta domiciliare. "I comuni più virtuosi - aggiunge il presidente regionale dei Verdi - sono quelli che hanno messo in atto politiche di raccolta porta a porta e premialità dei comportamenti virtuosi, a conferma di quanto i Verdi e civici e gli ambientalisti sostengono da anni. Ma è opportuno anche eliminare quei conflitti di interesse nella gestione della raccolta differenziata e dello smaltimento ultimo che in parte spiegano risultati inverosimili, come nei casi di Orvieto (16 per cento) e Città di Castello (17,5 per cento) che assieme a Foligno (18,8 per cento) sono l'emblema di una gestione fallimentare. Perché, infatti, le aziende dovrebbero promuovere la raccolta differenziata se hanno a disposizione discariche o altri impianti per smaltire i rifiuti spendendo pochissimo e scaricando sulla collettività tutti i costi? E' possibile immaginare il raggiungimento del 65 per cento di differenziata solo eliminando certe storture e mettendo i comuni nelle condizioni di non sottovalutare i risultati nefasti di certe loro politiche. Occorre mettere in atto una seria politica di premialità che distingua nettamente tra comuni inadempienti e comuni virtuosi che già oggi possono vantare risultati superiori al 50 per cento di differenziata".

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