"Tra piane e rocce con la bussola al polso, la nostra avventura sui Monti Sibillini"

Un’avventura vera e propria: ecco cosa è stata la nostra uscita didattica di mercoledì 7 ottobre. La sveglia è suonata presto, quando ancora in cielo si vedevano le stelle, ma la fatica è svanita non appena siamo saliti sul pullman con direzione Castelluccio di Norcia e Val Canatra. Noi ragazzi delle classi terze (3°B della "Luca Signorelli", 3°D della "Ippolito Scalza" e 3°M di Montecchio) abbiamo vissuto una giornata speciale grazie al progetto "Sibillini: un paesaggio che racconta", organizzato in collaborazione con il CAI (Club Alpino Italiano) - Sezione di Orvieto nell'ambito del progetto "Ermes 2026".
Dopo una lezione in aula sulla sicurezza, l'uso della carta escursionistica e la regola del 10+1 del CAI, a bordo del pullman ci hanno consegnato un braccialetto tecnico integrato con bussola, fischietto e acciarino. Zaino in spalla con cambio, borracce (rigorosamente plastic-free!), cibo e powerbank, eravamo pronti a tutto. E la montagna ci ha messi alla prova fin da subito: a pochi passi dall'inizio del cammino, alla nostra compagna si sono completamente rotte le scarpe!
Con vero spirito di squadra le abbiamo avvolte e riparate con il nastro adesivo, con l’aiuto delle guide CAI. La prima salita è stata decisamente la più faticosa, ma una volta scesi verso l'area picnic, la bellezza del paesaggio, tra il verde degli alberi e l'azzurro limpido del cielo, ci ha ripagati di ogni sforzo.
Durante il percorso abbiamo alternato camminata (in cui c’è scappata anche qualche immancabile storta), osservazione diretta ed esperimenti scientifici. Le guide, infatti, ci hanno mostrato la reazione chimica tra una roccia calcarea e un reagente, facendoci comprendere da vicino l'origine carsica di questo territorio; inoltre, prima della pausa pranzo, ci siamo trasformati in piccoli manutentori del sentiero, aiutando a dipingere la classica segnaletica del CAI (la striscia orizzontale bianca e rossa).
Tra il borgo di Castelluccio, la piana, il Fosso dei Mergani e il belvedere sul Monte Vettore, abbiamo riflettuto sulla delicatezza di questo ecosistema, sulla ricostruzione post-terremoto e sui prodotti tipici del territorio, come le celebri lenticchie e la roveja. Staccare la spina dalla tecnologia per un'intera giornata ci ha permesso di riconnetterci con la natura e con noi stessi.
Abbiamo provato un profondo senso di libertà, felicità e stanchezza "buona". È stato stimolante fare amicizia con studenti degli altri plessi e mettere in pratica la scienza lontano dai banchi di scuola. Torniamo a casa con la consapevolezza di quanto sia importante frequentare la montagna in modo sicuro e rispettoso, sperando di poter rivivere presto un'avventura come questa.
Adriano Fratini e Allegra Punzi - Classe 3°B
Scuola Secondaria di 1° "Luca Signorelli"
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