Serie C2, nasce a Orvieto la prima squadra composta interamente da detenuti

Il fischio d'inizio segna l'avvio di un'esperienza che va oltre il semplice aspetto agonistico. Per la prima volta in assoluto, una compagine formata interamente da ristretti della casa di reclusione di Orvieto prende parte a un torneo ufficiale regionale: il campionato di Serie C2 di Calcio a 5 (Girone B), inserita in un raggruppamento che conta 13 compagini. La formazione, battezzata Asdcr Orvieto C5, disputerà l'intero calendario tra le mura dell'istituto penitenziario. Ad ospitare le sfide sarà l'impianto interno in erba sintetica, perfettamente omologato per le competizioni ufficiali. L'appuntamento fisso per tutte le partite casalinghe è fissato al sabato pomeriggio, con calcio d'inizio alle 15.
Il gruppo complessivo coinvolge 19 persone, tra italiani e stranieri, ma saranno 14 i giocatori selezionabili di volta in volta per referto e panchina. Il debutto ufficiale sul campo avverrà in occasione della seconda giornata di campionato, prevista per sabato 24 ottobre, quando ad attraversare i cancelli della struttura per la sfida d'esordio sarà l'Alfina Lupi-Orvietofc Aca. A guidare il gruppo da circa due mesi c'è una coppia di allenatori che ne cura la preparazione tattica e atletica settimanale.
Il progetto è stato svelato ufficialmente a Perugia, presso la sede del Comitato Regionale della Lega Nazionale Dilettanti. Tra i promotori principali, il comandante della Polizia Penitenziaria dell'istituto orvietano, il commissario capo Luigi Bove, il presidente del Cru-Figc Luigi Repace e la vicepresidente dell'Assemblea Legislativa dell'Umbria, Bianca Maria Tagliaferri. "Un'iniziativa fortemente voluta e concretizzata grazie al lavoro di squadra tra più istituzioni. Come Lega Nazionale Dilettanti siamo fieri di sostenere progetti a sfondo sociale: lo sport deve farsi veicolo prioritario di valori positivi", ha sottolineato Luigi Repace.
Un concetto ripreso anche da Bianca Maria Tagliaferri, che ha evidenziato la portata riabilitativa dell'evento: "Si tratta di un percorso di straordinaria valenza educativa e formativa per chi sta affrontando una fase delicata della propria vita. L'obiettivo fondamentale resta il reinserimento nella società e questo tipo di esperienze restituisce speranza e prospettiva per il futuro". Raggiungere questo traguardo ha richiesto un lungo lavoro organizzativo per superare ogni cavillo burocratico e logistico. Ora però la parola passa finalmente al campo.
A margine dell'evento, il comandante Bove ha svelato un aneddoto legato all'identità del gruppo: tra le proposte informali per il nome della squadra è spuntato con un pizzico di ironia "Dalton F5", anche se spetterà ai ragazzi la decisione finale. "Nel confronto quotidiano con i detenuti ho riscontrato un grande entusiasmo", ha raccontato il comandante. "Sono motivati, felici di questa opportunità e pronti a vivere al massimo questa avventura con lo spirito di veri atleti".
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