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Antonella Palmisano conquista il cuore di Orvieto. Una campionessa olimpica, una lezione di vita

sabato 17 ottobre 2026

Emozioni, ricordi e insegnamenti preziosi quelli lasciati dall'annunciato incontro tra la campionessa olimpica Antonella Palmisano delle Fiamme Gialle e il Panathlon Club Orvieto che venerdì 16 ottobre, a nome della città, ha accolto con entusiasmo, affetto e profonda ammirazione una delle più grandi protagoniste dello sport italiano, medaglia d’oro nella marcia ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020, svoltisi in Giappone tra luglio e agosto 2021 a causa della pandemia da Covid. Una giornata fortemente voluta dal Club orvietano con l’obiettivo di offrire soprattutto ai giovani l’opportunità di incontrare un'atleta straordinaria e una donna capace di trasmettere, attraverso la propria esperienza, i valori più autentici dello sport e della vita.

Il primo appuntamento si è svolto alla Scuola Media di Ciconia, dove Antonella Palmisano è stata accolta dal professor Franco Picchialepri, dalla dirigente scolastica Isabella Olimpieri, dalla presidente del Panathlon Club Orvieto Lucia Custodi, dalla consigliera nazionale del Distretto Italia del Panathlon International Rita Custodi e dal presidente regionale del Coni Carlo Moscatelli. Presente anche Elena Lorenzotti, che ha gentilmente accompagnato la campionessa da Roma a Orvieto, contribuendo con grande disponibilità alla realizzazione di questa giornata.

L’incontro con i ragazzi si è trasformato in un momento di straordinaria partecipazione. Per circa due ore, senza interruzione, l'atleta ha dialogato con gli studenti, rispondendo alle loro numerosissime domande con semplicità, spontaneità e grande sensibilità. I giovani hanno dimostrato curiosità ed entusiasmo, desiderosi di conoscere non soltanto i segreti dei suoi successi, ma anche i sacrifici, le emozioni e le difficoltà che accompagnano il percorso di una campionessa olimpica. Un incontro autentico, nel quale la distanza tra una grande protagonista dello sport e i ragazzi è sembrata annullarsi, lasciando spazio al dialogo, ai sorrisi e alla condivisione. Al termine, gli studenti hanno voluto ringraziare Antonella Palmisano donandole alcuni lavori realizzati a scuola con l’aiuto delle loro insegnanti: un gesto semplice, ma carico di affetto e significato.

La giornata è proseguita nel pomeriggio allo Stadio Comunale "Luigi Muzi", dove i giovani delle società di atletica leggera hanno avuto il privilegio di condividere con lei un allenamento. Un’esperienza certamente indimenticabile per questi ragazzi, che hanno potuto osservare da vicino una campionessa olimpica, ascoltare i suoi consigli e vivere momenti di sport autentico. A rendere ancora più significativo l’incontro è stata la presenza di due importanti protagonisti della marcia orvietana, Romolo Pelliccia e Valeria Pedetti, campioni di casa che rappresentano con orgoglio la passione e la tradizione sportiva del territorio. Un bel momento di incontro tra generazioni, unite dalla stessa passione per l’atletica e dalla consapevolezza che ogni grande risultato nasce sempre da un piccolo passo, compiuto con impegno e determinazione.

Nonostante il tempo limitato, Rita e Lucia Custodi hanno voluto accompagnare Antonella alla scoperta di alcuni dei luoghi più suggestivi di Orvieto.
Dal celebre Pozzo di San Patrizio, attraverso un giro in pulmino tra gli angoli più caratteristici della città, fino al Duomo, autentico capolavoro d’arte e simbolo identitario. Una breve visita, ma ricca di fascino, attraverso la quale Orvieto ha potuto mostrare alla sua illustre ospite una parte del suo straordinario patrimonio artistico e culturale.

La giornata si è conclusa con la conviviale del Panathlon Club Orvieto, Senior e Junior, al Ristorante "Il Malandrino", alla presenza dei soci e degli ospiti, in un’atmosfera di grande partecipazione, cordialità ed emozione. Durante la serata Antonella Palmisano ha raccontato la propria storia sportiva e umana, regalando ai presenti una testimonianza intensa e profondamente significativa. Ha parlato della gioia immensa delle vittorie, dell’emozione indescrivibile di conquistare una medaglia olimpica, ma anche di tutto ciò che spesso rimane nascosto dietro un grande successo.

Gli allenamenti durissimi, i sacrifici quotidiani, le rinunce, gli infortuni, le difficoltà, i momenti di incertezza e, soprattutto, la necessità di trovare ogni volta dentro di sé la forza per ricominciare. Perché dietro ogni medaglia non c’è soltanto un risultato, ma una storia fatta di volontà, disciplina, sofferenza, speranza e straordinaria determinazione. Ed è proprio nella capacità di rialzarsi dopo una caduta, di ritrovare fiducia dopo una delusione e di continuare a credere nei propri obiettivi anche quando il cammino diventa difficile, che si riconosce la grandezza di un’autentica campionessa.

Questa è la dimensione dello sport che il Panathlon ama, sostiene e desidera trasmettere alle nuove generazioni. Uno sport che sia prima di tutto scuola di vita, educazione al rispetto, alla lealtà, alla disciplina, alla solidarietà e all’amicizia. Uno sport nel quale il valore della persona non si misura soltanto attraverso le vittorie, i record e le medaglie, ma anche attraverso il comportamento, l’esempio, il rispetto degli avversari e la capacità di affrontare con dignità anche le sconfitte. C’è un’immagine particolarmente bella e significativa nella storia di Antonella Palmisano: quella del cammino.

La marcia è una disciplina severa, che richiede tecnica, concentrazione, pazienza e una volontà fuori dal comune. Ogni passo deve rispettare una regola, ogni chilometro richiede sacrificio, ogni traguardo deve essere conquistato con determinazione. In fondo, è una bellissima metafora della vita.
Anche nella vita, infatti, occorre imparare a camminare con pazienza, affrontare gli ostacoli, rispettare le regole, superare le difficoltà e non perdere mai la fiducia nei propri sogni. Attraverso la sua storia, Antonella ha ricordato che non è importante soltanto arrivare primi, ma soprattutto avere il coraggio di continuare il proprio cammino, anche quando la strada sembra diventare più difficile.

Per la presidente Lucia Custodi, questa giornata ha rappresentato un momento di particolare emozione e soddisfazione, coronando il desiderio di offrire alla città e soprattutto ai giovani un incontro capace di lasciare un segno profondo. "Avere Antonella Palmisano a Orvieto - ha detto - è stato per il nostro Panathlon motivo di immenso orgoglio e di grande emozione. Abbiamo desiderato fortemente questa giornata perché crediamo che lo sport, prima ancora di formare campioni, debba contribuire a formare persone. Vedere gli occhi dei ragazzi, ascoltare le loro domande, osservare il loro entusiasmo davanti a una campionessa olimpica è stata la soddisfazione più grande. Antonella ci ha regalato molto più del racconto delle sue vittorie: ci ha trasmesso una lezione di vita, ricordandoci che i sogni richiedono coraggio, sacrificio, umiltà e soprattutto la forza di non arrendersi mai. È questo il messaggio che, come Panathlon Club Orvieto, desideriamo lasciare alle nuove generazioni".

Tra applausi, mazzi di fiori e brindisi non sono mancate parole di sincera riconoscenza, in un clima di grande affetto nei confronti di una donna che, accanto alla straordinaria grandezza sportiva, ha dimostrato sensibilità, semplicità e una profonda umanità. Il Panathlon Club Orvieto desidera esprimere il proprio ringraziamento ad Antonella Palmisano, a tutte le persone che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa, alla scuola, agli insegnanti, alle società sportive, ai giovani atleti e a quanti hanno condiviso questa giornata speciale.

"Cara Antonella, Orvieto, città di storia, cultura e grandi tradizioni, è stata particolarmente lieta e orgogliosa di averti accolta. Ti abbiamo ammirata come campionessa olimpica, ma abbiamo imparato a conoscerti e ad apprezzarti soprattutto come donna, per la tua semplicità, la tua determinazione e la tua capacità di parlare al cuore delle persone. Grazie per aver regalato ai nostri giovani un sogno, ai nostri sportivi un esempio e a tutti noi un ricordo che porteremo nel cuore. Perché le medaglie brillano nel tempo, ma sono i valori, gli esempi e le emozioni che una grande campionessa sa trasmettere a lasciare il segno più profondo!".

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