Raffaele Vergaro, il bomber prossimo architetto

Raffaele Vergaro vive il 24esimo anno in modo intenso come, del resto, ha fatto sempre fin dall’adolescenza da ragazzo abituato a fare le cose per bene. Nello studio, studente d’architettura con un percorso scolastico davvero invidiabile, nell’hobby preferito che è stato e continua a essere il calcio. Disciplina alla quale si è avvicinato prestissimo con i primi calci sul campo di Celleno dove risiede e vestire poi la maglia della Nuova Tuscia, società del capoluogo dove babbo Luca lo accompagnava regolarmente.
Il papà è orvietano, Lucia, la mamma ha le radici nel paese famoso per la bontà delle ciliegie. Elena, la sorella, è fortissima in atletica leggera, specialità ostacoli. Luca è stato, anche lui, un frequentatore del pianeta calcio contrastato dalle ginocchia un po’ riottose. Andrea, lo zio, era una delle colonne dello Sferracavallo (ex Federico Mosconi) allenato da Alberto Corradini.
E’ il primo tifoso del ragazzo e non perde una partita dell’Orvieto FC. La squadra dove gioca adesso Raffaele dopo un percorso di gioventù molto variegato con tappe oltremodo importanti. E’ transitato per la Viterbese, Frosinone, Ternana, ancora Viterbese tutti club di un certo spessore provando le emozioni di campionati giovanili di altissimo livello come il Primavera.
Felice per aver fatto certe esperienze e senza rimpianti pur riconoscendo l’influenza negativa di una delle dinamiche che fanno male al calcio nelle quali sono altri i fattori che ti fanno o meno andare avanti. Capitolo chiuso e tutta la passione dirottata sulla squadra attuale allenata da Riccardo Fatone. Se così non fosse, sarebbe stato difficile per il goleador sobbarcarsi i sacrifici per conciliare studio e pallone.
E’ studente pendolare, si muove giornalmente sulla tratta Celleno-Roma-Orvieto. Ai risultati scolastici “eccellenti” si aggiungono i goal che realizza con regolarità. Nella stagione passata ne ha realizzati 18 ed è stato il miglior realizzatore del girone B. A oggi il totale fa 107 (centosette) un bel bottino per un giovane nato nel terzo millennio. Raffaele condivide il concetto secondo cui la rete più bella sarà la prossima. Un paio, fra quelle in archivio, le conserva nel cuore. Gli incontentabili, quelli cui nel calcio non va mai bene nulla e non son pochi, gli rimproverano le occasioni mancate.
Dimenticando, di controllare, ogni tanto, le classifiche cannonieri che lo trovano, come già detto, sempre ai vertici. Quello dei bomber è il ranking cui tiene di più. Le reti più belle? Nessun dubbio nell’indicare quella con lo Sporting Terni (collo pieno al volo di prima intenzione), decisiva per il passaggio dell’Orvieto FC dalla Prima nella Promozione, oltre alla più emozionante, la seconda al Petrignano con la squadra di Sferracavallo in inferiorità numerica.
E’ persona intelligente, la sua autoanalisi è molto puntuale: “ Ho grandi motivazioni nella ricerca del goal e quando succede la scarica di adrenalina mi da un senso d’appagamento totale. Alle volte il fattore stimolante supera la razionalità facilitando l’errore. Però, mi diverto così”. Racconta come l’ambiente spogliatoio dell’Orvieto FC sia veramente fantastico e ciò garantisce fiducia anche per quello che potrà essere il risultato di fine stagione: “Sento dire di squadre candidate al successo finale e noi non siamo tra queste. Meglio così. Viaggiare a fari spenti può far comodo.
Dobbiamo continuare a crederci”. Chiude, con un bel pensiero per Riccardo Fatone e lo staff: “ Sono speciali! Al mister, sono con lui per il terzo anno, ho chiesto di correggere i miei errori, quelli commessi più spesso. Ci stiamo lavorando e le cose vanno meglio. per lui il ringraziamento è doppio”. Domenica l’Orvieto FC gioca in trasferta con la Clitunno Ducato. Obiettivo? Riprendere a fare punti dopo lo stop estemporaneo (partita giocata in due spezzoni) di Sangemini.
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