La Castellana nel vivo dell'evento

Gara (e) belle, tutte combattute, ricognizioni comprese, alla ricerca delle soluzioni migliori per essere almeno 1/10 davanti agli altri. Il primo attacco di sabato mattina, per ripassare il percorso o mettere in pratica quanto imparato dal simulatore, per un assaggio di un settaggio già verificato e capire il comportamento degli pneumatici. Il secondo approccio, di pomeriggio, già con la mente alla gara ma importantissima per il riscontro del lavoro fatto e con una prima occhiata anche al crono. Il mattino della domenica promette con tutti che si lanciano a caccia della prestazione. Qualcuno va anche oltre.
Le interruzioni permettono ai ritardatari di raggiungere il tracciato e sistemarsi per la colazione, fatta con quanto portato da casa o rifornendosi da chioschi con proposte golose. Il piano sicurezza, che ha un po’ ridotto gli spazzi per il pubblico, sembra funzionare. Anche gli irriducibili della “foto da vicino” non sconfinano. Qualche macchina, invece, lo fa in modo più o meno controllato. C’è modo di fare nuove conoscenze fra sportivi locali e altri, numerosi e competenti, provenienti da più parti d’Italia con maggioranza arrivata dal sud e dalle isole. Sono esperti, conoscono i piloti che seguono anche nelle gare europee “perché la salita – dicono – a differenza della pista con le tribune sempre più distanti dalle piste – ti fa sentire più partecipe all’evento”.
Sfreccia la Lamborghini della Polizia di Stato ed è già spettacolo. Scende il primo serpentone, con le vetture storiche e una parte delle moderne. E’ il momento per il primo bagno di folla che piace tanto ai piloti e al pubblico. Senza sgasata e/o sgommata perché proibite e con le cinture allacciate. Perché, a una cinquantina di metri dalla linea di partenza staziona “il cerbero” che controlla che sa interpretare benissimo il ruolo del cattivo, anche se, si limita a dire: “è l’ultima volta – la prossima scrivo”. Fa un po’ sorridere quando scorgi l’agitazione dei piloti, i nostri super eroi, per il modo disperato in cui cercano l’aggancio della cintura. E’ passata l’ora di pranzo quando termina gara 1.
E’ tempo di commentare i tempi per capire se la classifica è ancora rimediabile nella seconda o come mantenere alta la concentrazione per quelli davanti onde conservare un vantaggio pur esiguo. Gara due, copione simile altrettanto l’attenzione e l’entusiasmo del pubblico. Lontani i tempi in cui era già un bel record conoscere il nome dei vincitori transitando, al ritorno sulla linea di partenza. Più facile, leggerlo sul giornale il lunedì mattina o chiederlo al compagno di lavoro più informato. Adesso, che si fa tutto in tempo reale, si attende con impazienza il passaggio del concorrente cui tieni di più, controlli gli intermedi o segui le riprese televisive per avere tempi e classifiche in tempo reale.
La cerimonia di premiazione è quasi istantanea, non appena scaduto il tempo fissato dai regolamenti. Si svolge direttamente in zona parco chiuso, un chilometro dopo la linea del traguardo. Vengono premiati i concorrenti delle storiche, poi delle classiche che anticipano le moderne. C’è un bel palco, coppe e trofei di ultima generazione prodotti da Bartoccini, azienda umbra che confeziona quelli della F1. Sono decisamente gradevoli. Il rapporto tra l’Associazione e l’Azienda perugina è di vecchia data. L’Azienda, dimostrando sensibilità, non lo dimentica. L’Associazione fa altrettanto e il rapporto prosegue. C’è la musica, che non guasta mai, con Giada che canta, meritandosi applausi, i suoi cavalli di battaglia. Ci sono i fuochi d’artificio – direte voi – “è già notte?” No! Però, Vincenzo Sborra, Autoforniture Orvieto, ha deciso che i fuochi alla Castellana portano bene.
Quindi, fuoco alle micce. In mezzo al fumo tricolore s’intravedono il sindaco, Roberta Tardani con l’assessore allo Sport, Piergiorgio Pizzo, il presidente dell’Autodromo di Magione, Roberto Battistelli, quello del Coni Umbria, Carlo Moscatelli e dell’Automobil Club Perugia, Ruggero Cambi. Tutti, indistintamente, amici della Castellana e dello Sport. Il fumo si dissolve, compaiono le due letterine, Anna e Maddalena, graziose collaboratrici. I primi dieci della classifica assoluta: Faggioli, Di Fulvio, Fazzino, Cassibba, Vacca, Filippo Ferretti, Pezzolla, Gregori, Fausto Ferretti e Rosa stappano lo spumante secondo tradizione. Bello trovare due orvietani tra di loro!
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