Mario Donini suona la campanella per la Castellana 2026

Chi semina bene raccoglie, le premesse sono buone, il buongiorno si vede dal mattino. Tre modi di dire che paiono associarsi benissimo alla Castellana di domenica 27 settembre alla quale hanno aderito 215 concorrenti, in un anno di magra per competizioni con titolarità simile, inserita a calendario in un periodo dell’anno nel quale piloti e scuderia hanno già iniziato a tirare i remi in barca.
A suonare la campana che apre ufficialmente gli eventi preparatori è toccato quest’anno a Mario Donnini, giornalista e scrittore di professione che ha già trascorso i due terzi della sua esistenza al seguito del motorsport italiano e internazionale. Persona semplice per la quale è stato semplice entrare in sintonia con l’ambiente che ruota attorno alla corsa e i personaggi chiamati a regolare la vita cittadina.
Sala consiliare gremita con tanta curiosità di conoscere le ultime novità. Ha aperto il padrone di casa, sindaco Roberta Tardani che ha confermato come i benefici per la città prodotti dalla collaborazione tra Comune e Associazione siano tangibili e inequivocabili. Giudizi confermati dal Presidente dell’Associazione, Luciano Carboni, intervenuto dopo il primo cittadino. Non potevano mancare gli auguri, pur da remoto, del Presidente CONI regionale, Carlo Moscatelli assente per doveri d’ufficio.
Illustrare organizzazione e sicurezza è toccato a Rosario Giordano, in rappresentanza di ACI SPORT e Luca Gnagnarini, vicepresidente dell’Associazione nonché responsabile della Prociv cittadina. Annunciata, qualche piccola restrizione delle zone aperte al pubblico come le modalità per migliorare i flussi verso il percorso di gara. Il lavoro di Giordano, colonna portante e trasparente alla solidità e alla sicurezza della gara, è oscuro quanto importantissimo e per questo molto apprezzato dagli organizzatori.
Mario Donnini, da Gualdo Tadino ma bolognese dall’inizio della sua collaborazione con Autosprint datata 1994, assurto a giramondo per lavoro, ha ricordato il suo unico passaggio a Orvieto, da giornalista della rivista Rombo, avvenuto nell’edizione del 1988. Si era sempre riproposto tornare e salire sulla Rupe. C’è riuscito stavolta ed è stato sufficiente una breve girata nel centro storico per far scattare una grande ammirazione.
Le eccellenti narrazioni (ha pubblicato 40 libri, una buona parte storici-autobiografici di grandi personaggi del motorsport, uno usato quale soggetto per un film, due film-documento e un terzo nella fase di montaggio) fatte con linguaggio semplice quanto incisivo hanno portato idealmente chi ascoltava a sentirsi sui campi di gare, ascoltare i rumori e carpire segreti che solitamente rimangono tali, forse per via della conduzione televisiva che, pur ben fatta, tende a indirizzare il linguaggio verso quanto è ritenuto più redditizio, in particolare durante le trasmissioni della F1.
Una lezioncina, gradita da chi segue i GP in TV, che tornerà utile per guardare e ascoltare in un modo un po’ diverso le prossime gare. Non ha nascosto la sua predilezione per le gare dove l’individuo è ancora più protagonista come quelle su strada tipo la Castellana. “Sono spettacoli da conservare mantenendoli attivi perché sono rimasti gli unici a farti vivere e provare il senso vero delle corse. Quello dove vince la passione, dove rimane un margine di rischio innegabile (ma più contenibile rispetto al passato) impossibile da azzerare essendo componente del gioco e al quale tutti possono avvicinarsi per una prova a prezzo praticabile, comunque lontano anni luce dalle cifre in circolazione a livello più alto.
Indubbiamente, le partecipazioni di Pino Allievi, Andrea Cordovani e Mario Donnini, tutti giornalisti di grande spessore si sta rivelando un’altra scelta vincente operata dall’Associazione. Dall’applauso “convinto” a Donnini si è passati alla celebrazione del casco 2026 , sempre con i simboli cittadini e la foto di tre eccellenze della gastronomia cittadina (La Rustica di Moscatelli, la Porchetta di Oreto, la Carbonara di Averino) il tutto confezionato dall’ideatore dell’iniziativa, Luca Giovannoni che lo indosserà in gara, giunto con l’edizione attuale al quarto prototipo.
Giusto, quanto sentito, il momento, anzi due della commozione con il ricordo di Attilio Broccolini e Paolo Roselli. Attilio, deceduta in gara nell’edizione 1996, era solito giungere presto sul percorso alla ricerca del posto buono e sicuro per piazzare la tenda da campeggio per lui e famiglia. Personaggio facente parte della coreografia fino a quel drammatico pomeriggio, quando, per ragioni che mai conosceremo, l’Honda di cui era alla guida andò a schiantarsi contro il terrapieno di matilè che costeggia la strada dopo il bivio d’Osarella.
Debora, la figlia, partita dopo di lui giunse per prima sul luogo dell’accaduto. Il suo racconto lucido, quanto preciso di quanto accadde ha strappato qualche lacrima pur avendo la stessa dichiarato come Attilio sia deceduto nel modo che avrebbe desiderato. Debora, particolarmente attiva nel sociale con il sostegno importante a giovani, in particolare, meno fortunati dedica al padre, ormai da diversi anni il memorial “Attilio Broccolini” assegnabile al pilota vincente una categoria su scelta dalla famiglia. Per quest’anno, il Trofeo andrà al Driver primo classificato nelle classi N/S e RS 1600 le stesse nelle quali gareggiò Attilio.
Paolo Roselli è mancato all’appello per la presentazione di quello che considerava “suo” evento. Per il quale, si era sempre adoperato con spirito di servizio encomiabile inizialmente quale coadiuvante all’organizzazione mansione mai venuta meno nonostante gli impegni degli anni successivi che lo avevano visto transitare nei ruoli di commissario di percorso, delegato ACI provinciale, segretario e Presidente dell’Associazione, Direttore di gara. Ruoli, che lo avevano condotto, a volte, fuori sede senza fiaccare l’affetto profondo per la sua salita.
Solo il male improvviso arrivato malignamente a fine 2016 ne aveva progressivamente calato la resistenza senza intaccare la resilienza rimasta fedele compagna del personaggio fino all’ultimo respiro. Monica, la sorella, da sempre impegnata nel fare tutto e di più che fosse stato possibile perché l’esistenza proseguisse il più possibile serena, d’accordo con l’Associazione, ha deciso onorare la memoria del fratello scomparso con un Memorial a ricordo prevedente un omaggio al personaggio considerato dalla famiglia come “il più vicino a Paolo” La prima scelta non poteva che cadere su Roberto Bufalino, pure lui Direttore di Gara e grandissimo amico dello scomparso con il quale aveva condiviso la presenza e la collaborazione in innumerevoli gare e la nascita di un rapporto tra famiglie oltre quello.
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