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Volanti orvietani tra luci e ombre al Trofeo Fagioli

martedì 25 agosto 2026

Trofeo Fagioli in chiaroscuro per i colori delle parti nostre. La luminosità più intensa è merito dei fratelli Ferretti per la prima volta in competizione tra loro con vettura simile.

Fausto, esordiente in salita alla guida di una “sport” assolve benissimo ai compiti di un esordiente migliorandosi di prova in prova per essere ottimo quarto in gara due nonché quinto assoluto in una classe dove la competizione è risultata accanita per la presenza di quindici partenti.

Filippo scende dall’ 1’47”84 in prova all’ 1’42” 85 di gara contenendo in soli 93/100 il distacco dal vincitore Di Caro nella seconda manche. Quella del fratello maggiore è stata una due giorni votata all’attacco comprese giravolta e toccata a impedirne il completamento della seconda ricognizione. La classifica finale lo trova ottimo secondo nel E2SC SS Classe 1600 e soprattutto carico di fiducia per i prossimi impegni dovuta ai costanti miglioramenti di sintonia con la vettura.

Michele Fattorini aveva trovato conferma positiva al credito riposto nella Ferrari 296 fin dai primi chilometri di prova. C’era da configurare il settaggio, collaudato nella seconda ricognizione con riscontri ottimistici senza andare alla ricerca della prestazione. Problemi, di natura elettronica, si affacciavano in gara uno costringendolo alla resa lungo il percorso. Nell’intervallo era parso aver trovata la soluzione al problema sfortunatamente riemerso a metà percorso compromettendo in via definitiva la giornata “Grande macchina – ha detto – con un potenziale immenso ancora da scoprire”.

Luca e Mattia Chioccia, attesi protagonisti sulle Clio RS CUP, hanno mancato il podio causa problemi diversi. Luca era parso averne titolo dopo prova due del sabato chiusa a qualche decimo dai migliori. Era il guasto a un tubo del sistema di raffreddamento a decidere per lui in gara uno lontano dalle posizioni migliori e succedeva altrettanto nella seconda a causa qualche sbavatura: “Spero, con oggi, aver saldato l’ultima rata con la sfortuna – ha affermato a fine gara – lo vedremo a Orvieto”.

Mattia, arrivato con riferimenti della passata edizione, si è accorto ben presto della loro poca validità. All’SOS rispondeva Michele Mocetti mettendosi a disposizione per ricostruire il tutto. Le cose andavano meglio e iniziava la rimonta. Soltanto in gara due – a suo dire – ha sentito ritrovarsi nella condizione di puntare più in alto. Troppo tardi, ma quarto.

Andrea Pepè e Matteo Giovannoni erano gli incaricati a rappresentare nel migliore dei modi Orvieto in una classe terribile qual è l’RS 16. Compito non semplice, specie per i meno esperti su un tracciato come quello eugubino di facile comprensione solo all’apparenza e invece da studiare in modo approfondito pena figuracce che i due ragazzi non hanno fatto.

Pepè lo ha fatto togliendo 6” scarsi tra la prima ricognizione e gara due con una progressione costante per allineare il suo tempo a quello dei migliori e classificarsi sesto nella classifica finale su diciannove partenti.

Matteo, alla prima gara con l’RS 16 ha fatto altrettanto sempre con le debite proporzioni. E’ riuscito a controllare la foga giovanile fino all’escursione sull’erba di gara due che ne ha, forse, compromesso il piazzamento finale almeno a giudizio del coach nonché babbo, Luca.

Altrettanto convincente, Andrea Rocchi, alla seconda gara della sua verde carriera, per essere andato sul secondo gradino del podio CIVM con la Peugeot 106 del team “Orvieto Corse”. Di nuovo a segno Luciano Posti e la fida 500 – SIL 700 secondo nel terzo raggruppamento delle storiche

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