Castellana, sessant'anni e non sentirli

La Castellana compie sessant'anni. Tanti ne sono trascorsi dalla prima edizione della cronoscalata di Orvieto nata nel 1966. Quella, di un compleanno importante sarà la prima senza Paolo Roselli, il direttore, scomparso da pochi giorni, i cui amici e collaboratori sono già all’opera anche per onorarne al meglio la memoria. Rimangono da definirne i dettagli a differenza di una tre giorni speciale intitolata "Birra e Motori" ideata dall’Associazione Castellana in partenariato con il comitato, "Birra a tutto rock", organizzatore della Festa della Birra a Sferracavallo.
Come si può evincere dal titolo non sarà soltanto occasione per una bevuta e i motori avranno uno spazio speciale dedicato. Luogo dell’appuntamento, Piazza del Popolo, da giovedì 24 a sabato 26 settembre. Un evento che, oltre ad altre iniziative ancora allo stato di bozza dimostra come la corsa di Orvieto grazie alla passione di un gruppo di amici ben strutturato mantenga vitalità e importanza. D’altra parte, con un tracciato definito e descritto in modo straordinario da Carlo Burlando (RIP 1991), inviato speciale della rivista Autosprint per l’edizione del 1968.
"Pittoresco, gioiello di grazia naturale che non è una salita per camosci ma un divertimento per scoiattoli dove la guida la fa da padrona. La zona partenza e quella prospiciente l’arrivo sono pane per chi non ha timori, la parte centrale esalta coloro che alle doti velocistiche assommano precisione e perizia di guida". Non poteva essere diversamente. La corsa della Castellana, dice Burlando, pretende "precisione e perizia", oggi moltiplicate per l’evolversi delle vetture e della loro componentistica.
Ciononostante, o meglio, proprio per questo, lo spettacolo si rinnova restando eccellente e avvincente. Magari, senza più folle oceaniche com’era agli inizi quando la gente aveva ancora fame di osservare da vicino le macchine e tornare a casa con nelle orecchie i rumori da sogno provenienti dai motori termici, scarico libero ecc. ecc. Comprensibile, come i giovani del terzo millennio trovino difficoltà a entrare in quel circuito vizioso che, invece, pervadeva nei loro coetanei di allora cui era sufficiente raccogliere la voce di una macchina in prova per riempire la curva di "San Giorgio" oppure seguire il camion con sopra la Bizzarrini 5300, pilota Giancarlo Naddeo, che era alla ricerca di un piano di carico e scarico per mettere la vettura con le ruote a terra.
Il motorsport, a Orvieto, affonda un non c’è male le proprie radici. Un paio di lustri prima della Castellana c’era stato il circuito motociclistico cittadino (Piazza Cahen – Viale Giosué Carducci (Confaloniera) – Piazza del Popolo – Via della Costituente – Via del Duomo – Piazza Duomo – Via Postierla – Piazza Cahen). All’incirca in contemporanea con le prime edizioni della Castellana troviamo le gare di velocità in pista all’Auto-motodromo di San Brizio, zona fiume Paglia deviando dalla Patarina. Da quelle parti, oggi sede di un impianto per inerti, il titolare della Scuola Guida “Moderna”, Sveno Troscia, aveva edificato una zona per esercitazioni di scuola guida pure utilizzabile, a quei tempi, per gare di Kart, Moto, le Formula 850 assemblate dal famoso Sor Gino De Sanctis, già pilota diventato poi preparatore e costruttore di telai.
Il San Brizio era ancora sprovvisto di recinzione. Di notte, diventava preda dei giovani orvietani più audaci pronti a sfidarsi in duelli infiniti. I “numeri” si sprecavano come, altrettanto, le corse al pronto soccorso dell’ospedale per “rammendare” qualche infortunio cui faceva seguito la visita alle autocarrozzerie della zona per riparare ai danni. Diversi protagonisti di quelle avventure hanno, poi, fatto parte dell’Associazione La Castellana che ebbe fondatori, tra gli altri, Pino Bianconi, Manlio Scaletti, il dottor Fracassini e, nella cui orbita c’erano piloti, tra cui, Rodolfo Coscioni, Antonio Barberani, Mario e Marcello Gradoli, team manager come Vittorio Palazzetti e fotografi dallo scatto facile tipo Giampiero Olivieri. 
Parte, da qui, la chiacchierata con Luciano Carboni, presidente dell’Associazione Castellana:
"Hai detto il giusto. Sessanta anni costituiscono un bel traguardo che proveremo a onorare al meglio. Siamo l’Associazione Sportiva divenuta da poco la più longeva dopo lo stop al percorso dell’Orvietana e sentiamo, in particolare per questa edizione, il peso della responsabilità nel portare il nome di Orvieto in giro per l’Italia. Purtroppo, non avremo al nostro fianco Paolo conosciuto e valutato dal nostro gruppo quale persona speciale. Parlo per me ma credo di interpretare l’unanime pensiero dei miei amici. Era stato Paolo a introdurmi nell’ambiente e a dare impulso alla dedizione, alla passione, all’amore per questa disciplina. E’ tutto merito suo l’aver creato un gruppo poi diventato squadra che non gioca mai per fini personali o altro ma per rendere sla nostra corsa sempre più bella. Oggi è così ma, nei momenti bui, che non sono mancati, non fosse stato per la sua “testardaggine” a non cedere adesso saremmo tutti da tutt’altra parte piuttosto che a parlare dell’edizione dei 60 anni. Che, ricordo, essere il compleanno “di vita” per la corsa ma non il numero di edizioni nelle quali la stessa è andata in scena. Quella del 2026 sarà, infatti, l’edizione n. 53".
Voi, della Castellana, somigliate a un gruppo di romantici.
"Forse, hai ragione essendo, quello delle corse in salita, l’ultimo rifugio, ancora aperto, del dilettantismo. I piloti sono tutti amatori-dilettanti, altrettanto noi organizzatori. E’ facile intenderci avendo quale obiettivo il puro divertimento. Anzi, rispetto a loro che almeno nei minuti di gara possono dare sfogo alla passione noi la corsa non riusciamo neanche a vederla. Fortuna, le riprese televisive in diretta, che ci portano un po’ dentro la corsa".
È dilettantismo un po’ costoso.
"È fuori di dubbio. Non sta a me giudicare se, tutto quanto disposto dagli organi federali tenga conto anche delle esigenze dei giovani che provano ad avvicinarsi a questo sport. Però, il conto economico di questa disciplina non è storia di oggi rispetto a altre altre. Poi, va ricordato il discorso sicurezza verso la quale c’è molta più attenzione e una conseguente lievitazione delle spese".
Dell’abbinamento con gli amici della Birra a tutto Rock cosa ci racconti?
"È, ormai, da qualche anno, che perseguiamo l’obiettivo giusto con il quale riagganciare la Castellana al centro storico della nostra città (nelle prime edizioni le verifiche tecniche e sportive avevano luogo in Piazza Cahen e Piazza Marconi n.d.r.). Qualcosa si è mosso in occasione dell’apertura ufficiale delle finali nazionali TIVM in piazza Duomo e al PalaCongressi, ma dobbiamo e vogliamo fare di più. L’attuale Amministrazione Comunale è nostro partner importante che ci aiuta con risorse vitali per il nostro sodalizio. Birra e motori di quest’anno sta a significare un altro passaggio per centrare l’obiettivo. Mi auguro, ovvero c’auguriamo aver trovato una formula giusta".
Fai mente locale. Dimentichi qualcosa?
"Certo. Non ho parlato del 12 Settembre, data che abbiamo scelta per festeggiare ufficialmente il sessantennio. Saremo al Palazzo dei Sette, in Corso Cavour, insieme a tutti i piloti orvietani che hanno preso parte alla corsa dal 1966 a oggi. Insieme a loro, saranno presenti i commissari e tutte le altre figure che hanno avuto un ruolo che contribuisse alla buona riuscita della nostra Castellana".
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