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Sulla scomparsa dell'Orvietana c'è più chiarezza

sabato 13 giugno 2026
di R.P.

Il comunicato dell’Orvietana Calcio uscito a firma dell'Ad Lorenzo Biagioli serve a comprendere meglio le motivazioni che hanno portato Roberto Biagioli a mollare la presa. Lorenzo, nipote dell’ex presidente, è un ragazzo a cui piace lavorare. Dopo il periodo di formazione all’ombra dello zio, è stato proprio quest’ultimo ad inserirlo nell’azienda e poi affidargli compiti sempre più importanti a dimostrare come la frase "largo ai giovani" non sia sempre e soltanto uno slogan da spendere per accattivarsi le pubbliche simpatie. 

Nello scritto, usando termini appropriati, spiega i timori e le  possibili conseguenze insite nell’eventuale prosecuzione della conduzione societaria a firma Biagioli che portano subito a ripensare i pungiglioni motivo dell’abbandono: dalla carrellata di giocatori transitati nella  Stagione per conseguire l’obiettivo minimo nell’extra-time, dal mancato introito di risorse con la prolungata sospensione del Torneo Frustalupi, dalla riduzione delle entrate del concorso Giovani D Valore causa le sfavorevoli contingenze di classifica, dall’ampliamento della struttura organizzativa in prospettiva  di una stabile permanenza fra i semiprofessionisti  compreso il miglioramento dello standard  qualitativo  e l’allargamento del bacino d’utenza del settore giovanile.

Una visione extra large, mai vista prima per  consistenza numerica e professionale tanto da garantire come minimo un addetto per compiti assegnabili. Tutto piacevole a vedersi, graditissimo dai fruitori (giocatori, tecnici, ecc.) ma irrimediabilmente  costoso tenuto anche conto degli incassi non pervenuti per alcune  partite di cartello causa  il mancato arrivo di tifoserie ospiti bloccate da provvedimenti di pubblica sicurezza. Tanti virus, ha scritto Lorenzo, con il rischio conclamato di un’epidemia.

La famiglia Biagioli ha ravvisato, in tutto questo, un campanello d’allarme  o avvertimento da indurla  a tirare i remi in barca. Si potrà discutere sulla scelta della formula, meno sulla sostanza. Basta, seguire quanto accade nel panorama calcistico nazionale, dalla Serie A alla seconda categoria per convincersi  come, quanto avvenuto a Orvieto, è segnale di un’epidemia nella quale il calcio di oggi non trova mezzi idonei a difendersi.


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