"Questa sera non correrete da soli"

Cari ragazzi, ci siamo. Oggi è il grande giorno.
Tra poche ore tutte le ansie, le paure e i dubbi che vi hanno accompagnato in questi giorni spariranno. Succederà tutto in un attimo: fino al momento del passaggio del testimone sentirete l’agitazione crescere, il cuore battere forte e magari anche le gambe tremare. Ma non abbiate paura di quella sensazione. Trasformatela in energia, in forza, in grinta.
Per alcuni di voi sarà la prima Staffetta dei Quartieri e posso immaginare quanto sia grande l’emozione. Ma vi svelo un segreto: anche dopo tanti anni, ogni volta è come la prima. L’emozione non cambia mai. Io non corro più questa fantastica staffetta, eppure il cuore mi batte ancora forte soltanto a ripensarci. Ricordo l’attesa del compagno che arriva, l’adrenalina che sale negli ultimi metri prima della partenza, quel momento in cui ricevi il testimone e tutto il resto scompare.
Poi arriva la discesa. Lì non ci sono le urla della piazza, non c’è il boato della gente. Per un attimo ti senti quasi solo. Ma è proprio lì che devi fare la cosa più semplice e più importante: non pensare. Lascia correre le gambe, trova il tuo ritmo e fallo girare con naturalezza.
Arriva la “esse”: tre passi, destra, sinistra e poi giù veloci verso il Teatro. Si gira a sinistra e inizia il tratto più duro, la salita. Ma non guardate i vostri piedi. Guardate avanti. Guardate l’avversario, guardate il punto più alto della curva. Lo sguardo vi porterà dove il corpo pensa di non poter arrivare. Voi continuate soltanto a far girare le gambe.
Poi arriva la curva a sinistra e da lì cambia tutto. Da quel momento sentirete soltanto le urla della gente. Due ali di folla vi accompagneranno fino al Duomo. Il primo strappo in curva, poi quello all’altezza di Piazza San Giuseppe, del Bar Duomo, del Ristorante Maurizio. Infine la piazza.
E lì succede qualcosa di speciale. Le gambe diventano pesanti come pietre, il fiato manca, ma l’energia della piazza vi solleva. Sentirete il tifo, il calore, la passione di un’intera comunità che vi spinge avanti. In quei momenti ricordate le parole di Alex Zanardi: “Quando pensi di non farcela più, conta fino a cinque. E se non basta, conta ancora fino a cinque".
Fatelo ancora e ancora, fino al passaggio del testimone. Perché è proprio lì che si fa la differenza. Quando tutti iniziano a mollare, voi tenete duro ancora qualche secondo. Ancora cinque. Sempre altri cinque. Comunque vada sarà un successo, perché avete lavorato, vi siete impegnati e avete l’onore di rappresentare i vostri colori.
Godetevi ogni metro, ogni emozione, ogni battito del cuore. Divertitevi, correte con il sorriso e rendete orgogliosi voi stessi prima di chiunque altro. E ricordate: questa sera non correrete da soli. Con voi correranno i vostri compagni, il vostro quartiere e tutta la storia di questa meravigliosa staffetta. Questa sera il cronometro dirà un tempo, ma non misurerà il coraggio che avrete messo in strada. Quello resterà nei vostri ricordi per sempre.
Forza ragazzi, correte con il cuore.
Lettera firmata
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