sport

Calcio, il quadro sulla corsa all'Europa per la 37esima giornata 

martedì 19 maggio 2026
di Riccardo Carmesini

In vetta alla classifica c’è ben poco da aggiungere. L’Inter è ancora nel pieno dei festeggiamenti dopo aver conquistato anche la Coppa Italia, centrando uno storico Double in questa stagione memorabile culminata con la vittoria dello scudetto e della coppa nazionale.

Contro il Verona, mister Chivu decide di concedere una meritata passerella a chi ha trovato meno spazio in campionato: tra i titolari si rivede Diouf, ma c'è gloria anche per i giovani più promettenti del vivaio come Mosconi già lanciato nel turno precedente contro la Lazio e infine una chance speciale per Di Gennaro, storico terzo portiere e uomo spogliatoio dei nerazzurri in questi anni.

Il match del Bentegodi termina 1-1: a sbloccare la gara è un autogol sfortunato di Edmundsson, mentre nel finale ci pensa Bowie a firmare la rete del definitivo pareggio. Un punto a testa in una sfida priva di reali sussulti per la classifica. 

Sospiro di sollievo per Antonio Conte che, dopo un periodo decisamente negativo, ottiene la matematica qualificazione alla prossima Champions League. I campani riescono a superare nettamente il Pisa, passeggiando alla Cetilar Arena contro una squadra mai realmente pervenuta in questa stagione.

In Toscana è andato in scena un autentico festival del gol: ad aprire le danze ci ha pensato Rrahmani, seguito dal ritorno al gol di Højlund dopo mesi di digiuno. A completare il tris ci ha pensato McTominay, forse uno dei migliori in campo nonostante una stagione complessivamente non all’altezza delle sue reali qualità.

Con ogni probabilità, Conte si separerà dal Napoli a fine campionato. Proprio per questo, sarà fondamentale chiudere in bellezza per lasciare un ottimo ricordo nella piazza azzurra, la squadra che ha saputo rilanciare e guidare fino alla conquista dello scudetto.

Apoteosi totale per il Milan, che conquista il successo contro il Genoa al termine di una sfida rocambolesca, ricca di gol e di emozioni da una parte e dall’altra. Il Diavolo si riprende il terzo posto in classifica e adesso si trova a un solo passo dal traguardo finale.

Dopo un periodo buio, caratterizzato da troppi punti persi e con il morale sotto i tacchi, finalmente si rivede la luce dopo la tempesta: adesso i rossoneri possono spiccare il volo verso il "paradiso" della matematica qualificazione in Champions League.

Contro il Grifone, però, gli uomini di Fonseca hanno rischiato a più riprese. Dopo essere andati in vantaggio di due reti, hanno subito il ritorno del Genoa, che è andato vicinissimo a un clamoroso ribaltone; un pareggio che avrebbe avuto il sapore di una beffa epocale per il Milan.

Da questo match emerge comunque una nota estremamente positiva: la prestazione di Christopher Nkunku. Nonostante il francese sembri ormai sul taccuino dei cedibili per la prossima estate, con questa prova d'orgoglio punta a convincere tifosi e società a puntare ancora su di lui per il futuro in rossonero.

Il futuro adesso è tutto nelle mani della Roma. Grazie a un Gianluca Mancini devastante, autore della doppietta di testa che ha steso la Lazio, i giallorossi scavalcano la Juventus complice il passo falso dei bianconeri e si prendono di forza il piazzamento Champions. Si prospetta una settimana lunghissima e ricca di tensione: i capitolini avranno l’obbligo di vincere contro il Verona per blindare definitivamente l'accesso alla massima competizione europea.

Comunque vada, Gasperini ha compiuto un vero e proprio miracolo sportivo, guidando la Roma al termine di una delle migliori stagioni degli ultimi anni, come non si vedeva dai tempi di Spalletti.

La stracittadina, a dire il vero, non ha regalato grandi emozioni dal punto di vista dello spettacolo: merito di una Roma cinica e colpa di una Lazio appannata, apparsa quasi del tutto priva di carattere e personalità.

In un clima ancora denso di festeggiamenti, il Como si avvicina prepotentemente alla zona Champions. Adesso i lariani sperano in un passo falso della Roma, anche se l'obiettivo principale resta legato a una crescita graduale e significativa nel tempo. La società comasca non ha fretta, non ha imposto l'obbligo di qualificarsi a una specifica competizione europea, e forse è proprio questa serenità il vero ingrediente del successo.

La squadra continua a macinare gioco e a collezionare vittorie pesanti. L'ultima è arrivata contro un Parma estremamente difensivo, concentrato nel proteggere la propria area con compattezza e organizzazione. Il Como è stato però capace di trovare il pertugio giusto grazie ad Alberto Moreno.

Lo spagnolo è diventato uno dei simboli di questo finale di stagione: non era partito per essere un protagonista assoluto, ma complice l'assenza di Valle è riuscito a ritagliarsi il suo spazio, avendo spesso un impatto decisivo sulle partite.

Adesso si fa davvero dura per la Juventus: servirà una serie di incastri difficili per permettere ai bianconeri di rientrare in zona Champions. Una stagione al limite del fallimento, che rischia di vedere la Vecchia Signora fuori dalle prime quattro per la prima volta dall'inizio dell'era Conte (considerando i risultati sul campo).

Contro la Fiorentina ha pesato, come per gran parte del campionato, l'assenza di un portiere decisivo. Di Gregorio si è rivelato poco incisivo in questa annata, macchiando le sue prestazioni con diverse papere ed errori madornali. L'esempio perfetto è il gol del vantaggio viola firmato da Sottil: una conclusione forte ma centrale, che un portiere di livello avrebbe dovuto respingere senza problemi.

Il resto della partita è rimasto inevitabilmente condizionato da questo episodio. La Juve non è più riuscita a reagire, subendo nel finale il raddoppio di Mandragora: una vera e propria prodezza col mancino da fuori area, destinata a rimanere uno dei gol più spettacolari dell’intero campionato.

L’Atalanta chiude la sua stagione blindando il piazzamento in Conference League. Risulta indolore la sconfitta subita contro il Bologna, poiché gli emiliani restano comunque in svantaggio negli scontri diretti, complice il 2-0 a favore dei bergamaschi nella gara d'andata.

Per Raffaele Palladino si aprirà così una nuova parentesi europea: l'allenatore giocherà nuovamente la Conference League dopo aver già guidato la Fiorentina fino alla semifinale della competizione. Il Bologna, dal canto suo, nelle ultime giornate aveva accarezzato concretamente l’idea di conquistare l'Europa per la terza stagione consecutiva, ma alla fine saranno proprio i bergamaschi a disputare la Conference il prossimo anno.

Adesso siamo veramente alla battute finali, con un solo turno che ci allontana dal triplice fischio finale. La corsa champions è tutta persa agli ultimi 90 minuti, con 4 squadre ancora in corsa. 

Nota della Redazione: Orvietonews, giornale online registrato presso il Tribunale di Orvieto (TR) nr. 94 del 14/12/2000, non è una bacheca pubblica. Pur mantenendo fede alla disponibilità e allo spirito di servizio che ci ha sempre contraddistinto risultando di gran lunga l’organo di informazione più seguito e letto del nostro territorio, la pubblicazione di comunicati politici, note stampa e altri contributi inviati alla redazione avviene a discrezione della direzione, che si riserva il diritto di selezionare e modificare i contenuti in base a criteri giornalistici e di rilevanza per i lettori.