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Trionfo, rammarico e brivido nel fine settimana motoristico

domenica 6 giugno 2021
di Roberto Pace

Un trionfo, un po’ di rammarico e un piccolo brivido nel fine settimana motoristico a quattro ruote.

Il trionfo è firmato Kedda, factory orvietana di Andrea Fravolini, che prepara e assiste Danny Molinaro nel Campionato Italiano Sport Prototipi. La Wolf numero sei, come già accaduto nel 2020, ha vinto entrambe le gare disputate all’autodromo di Misano. Una pista nella quale macchina e pilota hanno mostrato una superiorità, addirittura disarmante, su tutti gli altri. Poleman nelle libere e nelle qualifiche, Molinaro ha chiuso gara 1 in testa senza troppo affanno. Nella seconda, partito dalla terza fila, ha impiegato qualche chilometro per portarsi davanti, senza più abbandonare la posizione. La classifica sorride in attesa del quarto appuntamento del Mugello.

Il rammarico lo causa Michele Fattorini. Il quale, dopo prove libere oltremodo discrete, qualifiche quasi perfette guastate da Celentano,  un esordiente attardatosi  sulla traiettoria di corsa a bassa velocità,   gara uno condotta in rimonta e in maniera arrembante fino a classificarsi ottimo quinto, rovinava il castello sbagliando completamente la partenza in gara due. Sulla griglia era in seconda fila, con davanti ancora Celentano, finito in quella posizione per il consueto rovesciamento di classifica della prima corsa, come da regolamento. Un po’ preoccupato ripensando alle prove, con un’ansia della prestazione dovuta, forse, al fatto di partire più avanti del solito ma inusuale per lui, Michele non riusciva ad approfittare della situazione, ritrovandosi intruppato nel gruppo, già alla prima curva. Recuperata qualche posizione, era poi costretto sulla via di fuga per evitare l’impatto con due macchine rimaste sulla carreggiata dopo un contatto. Cui ne seguivano altri per autorizzare anche la possibilità del primo podio nel C.I.S.P.. Almeno fino all’errore, quando mancavano tre minuti circa per la bandiera a scacchi, con un testa coda per relegarlo fuori dalla zona punti.

Il brivido l’ha servito Francesco Laschino. Impegnato nella Lago-Montefiascone, il geometra orvietano si distingueva nella prima salita, portando al traguardo la Mini Cooper S. 1600  RSPLUS  nel tempo ragguardevole di 2'29.71, quinto della classifica assoluta.  La frittata capitava nella seconda salita, nel tratto veloce, in pianura, dalla riva del Lago ai primi tornanti verso Montefiascone. Forse un attimo di deconcentrazione, un eccesso di confidenza o altro, con il risultato di qualche ammaccatura, fortunatamente superficiale, al pilota e danni seri, invece, alla Mini dell’Orvieto Corse. Un episodio, quello capitato a Francesco, per far tremare gli appassionati più anziani di Montefiascone nel ricordo di un incidente avvenuto, nello stesso tratto, in un’edizione fine anni '60, nel quale perì, tragicamente, il pilota romano Paolo Pinna, al volante di una Lancia Fulvia.

Disavventura di Laschino a parte, per gli altri orvietani in gara si è trattato di un bel ritorno allo sport più amato. Alessandro Caprioli secondo di gruppo e terzo nell’assoluta dove a prevalere è stato il tuderte Daniele Filippetti con l’Osellina 1000. Particolare il tempo in gara 1 di Caprioli e Gregori, avversario diretto, pari al centesimo di secondo. Riccardo Trippini e Luca Chioccia hanno viaggiato quasi in simbiosi, chiudendo al nono e decimo posto dei ventitré classificati, distanziati di soli 56/100, pur correndo in classi diverse. Gabriele Bissichini, destreggiandosi fra il pilota e il preparatore, ha chiuso dodicesimo. Poco più dietro il comandante della Polstrada, Stefano Spagnoli, arrivato davanti all’esordiente, Leonardo Leonardi, pilota di casa con i colori dell’Orvieto corse.

La gara valida per il Campionato Italiano Velocità in Salita per vetture storiche se l’è aggiudicata Stefano Peroni, come solito molto spettacolare, alla guida della Martini MK2. Dietro di lui Filippo Caliceti  sull’Osella PA 90, già del padre Mario, simpatico e estroverso pilota bolognese, habitué della Castellana e grande amico di Orvieto. Nelle classifiche per Gruppi, gli indigeni sono tutti ben messi, da Giampiero Olivieri a Enrico Manucci, passando per Tonino Camilli e Marco De Palma e arrivando a Luciano Posti.