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Passaggio di consegne al Panathlon Orvieto. Serata con Gino Goti e Paolo Cotigni

martedì 15 settembre 2020
di Roberto Pace
Passaggio di consegne al Panathlon Orvieto. Serata con Gino Goti e Paolo Cotigni

Riaprono le scuole e riprende anche l’attività del Panathlon Orvieto, peraltro mai cessata, auspice il successo delle conviviali in video conferenza che hanno raccolto innumerevoli consensi. L’appuntamento è per venerdì 18 settembre, presso il Ristorante "La Penisola", sul Lago di Corbara. La serata, che vedrà l’atto ufficiale per il passaggio delle consegne tra la presidente uscente, Rita Custodi, e la sorella Lucia, neo-presidente (insieme, nella foto) si avvarrà della partecipazione di Gino Goti, personaggio a tutto tondo, giornalista, scrittore, annunciatore, radio telecronista, regista.

Anche storiografo, con un archivio personale riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali, come Archivio di Interesse Storico Nazionale, perla di una carriera nella quale lo studio è sempre stato il partner preferenziale del lavoro. Con una predilezione particolare per il ciclismo, che l’ha portato a raccontare un numero infinito di gare nazionali e internazionali. Toccherà a lui, relatore della serata, interagire con Paolo Cotigni, l’Orvietano, ambasciatore italico e della città del Duomo, padrone dell’edizione 2019 dell’Himalayan Highest Mtb Race, senza vestire la classica tenuta da montagna, ma in sella a una Mtb.

L’edizione vinta da Paolo era la numero cinque, si correva in India, zona Kashmir, sfiorando il Pakistan. Un’impresa per sportivi veri, con quindici audaci a rappresentare l'India e altre parti del mondo. Tre giorni per acclimatarsi poi, subito, le sei tappe, con panorami mozzafiato, fondo per lo più sterrato, frazioni giornaliere di oltre 100 chilometri in quota, sempre tre colli da scalare, ad un’altitudine fra i 5/6000 metri sul livello del mare.

Ai vertici del suo capolavoro, l’affermazione nella cronoscalata individuale, con traguardo ai 5602 metri del passo del Kardung, il più alto del mondo, conclusa con il gesto d’amore, vero scopo della missione indiana: issare bandierine, il più possibile vicino al cielo, insieme le foto di Leonardo, il figlio, di Barbara e di Matteo, amici del cuore, tre giovani vite, spezzate, prematuramente da un crudele destino.