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Uno o due gironi in Eccellenza? In crisi la coalizione fra presidenti

giovedì 10 settembre 2020
di Roberto Pace
Uno o due gironi in Eccellenza? In crisi la coalizione fra presidenti

E’ già in crisi la coalizione fra presidenti che aveva prodotto la lettera alla Federazione, con la quale si richiedevano modifiche al protocollo per il calcio dei dilettanti. Almeno così risulta dai risultati del sondaggio proposto da Eccellenza Calcio. Nicola Agostini aveva formulato ai massimi dirigenti una domanda semplice, quanto mai importante: “Cominciando a metà ottobre, sareste comunque favorevoli ad un girone unico a 18 squadre?”.

Tredici le risposte favorevoli, con altrettante motivazioni, cinque quelle contrarie, tra cui quella del Presidente dell’Orvietana, Roberto Biagioli, unitamente ai colleghi dell’Assisi Subasio, Branca, Olympia Thyrus e Pontevalleceppi. Le motivazioni addette da Biagioli sono abbastanza plausibili e le riportiamo integralmente: “Come si può pensare di giocare 34 partite iniziando a metà ottobre senza fermarsi mai? E se c’è un positivo durante la stagione o se bisogna rinviare qualche partita?

Noi abbiamo avuto un caso di positività, il ragazzo è guarito ma nessuno ci dà l’autorizzazione per farlo allenare. Come possiamo pensare di giocare mercoledì-domenica come se niente fosse? E’ un anno particolare e come tale va considerato. Fare 2 gironi da 9, in questo senso, aiuterebbe molto, considerando che si potrebbe aspettare anche la riapertura degli stadi al pubblico perché giocare a porte chiuse, fra i dilettanti, non ha proprio senso”.

Biagioli conferma, insomma, quanto affermato nell’intervista a OrvietoNews.it della scorsa settimana. Sono ancora tante, troppe le incertezze in cui si è venuto a trovare il calcio dilettantistico. Imbarcarsi in un’avventura a grosso rischio, con un campionato giocato a ritmo troppo serrato, con il rischio, tutt’altro che utopistico, di incontrare altri ostacoli sul percorso, non è ritenuto ragionevole dal Presidente. Porta quale esempio quanto successo con Schiavon, giocatore guarito dal Covid, il quale non trova la strada per ottenere il documento che ne attesti la guarigione e indispensabile per sottoporsi alle visite mediche della Società, obbligatorie per legge.

Piuttosto, ed era questa la seconda possibilità prospettata ai Presidenti, meglio o, quanto meno, meno peggio suddividere le diciotto squadre in due gironi da nove che partecipino a due campionati distinti. Tutto avrebbe termine in un tempo inferiore, le formule per stabilire promozioni e retrocessioni si conoscono già, le società si troverebbero il bilancio alleggerito, dopo le spese straordinarie già sostenute per adeguarsi alle procedure richieste a causa Covid.

L’Umbria, adesso presa a modello per non aver ancora ufficializzato i calendari, aderendo ai gironi ridotti, non sarebbe, in ogni caso la prima Regione. L’ha già fatto la Liguria con dieci squadre per girone, sono soltanto quattordici le squadre per ciascun raggruppamento in Emilia. Nel Veneto, dov’era stato anticipato l’inizio, dopo la pubblicazione dell’ultimo Dpcm è stata rinviata la prima giornata, a calendario la scorsa domenica.