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Nel Pozzo di San Patrizio in joelette, tra cultura ed inclusività

lunedì 5 ottobre 2026

Miriana, Giulia, Lorenzo, Antonio, Ares, Raffaello e Simone. Questi i nomi dei piccoli grandi "pionieri" che, come annunciato, a bordo di una joelette sabato 3 ottobre hanno affrontato i circa 500 scalini del Pozzo di San Patrizio scendendo e risalendo le due caratteristiche rampe elicoidali che si incrociano e non si incontrano, opera dell'ingnegno dell'architetto Antonio da Sangallo. Un pomeriggio che ha unito storia, arte e accessibilità tenute insieme dalla cultura dell’accoglienza e dell’inclusività grazie alla collaborazione tra il Comune di Orvieto, il gruppo Majella Sporting Team di Lama dei Peligni, le associazioni Tartaruga Xyz e Andromeda di Orvieto, la Sezione CAI di Orvieto e CoopCulture.

Dopo il primo emozionante esperimento dello scorso aprile, i volontari della Majella Sporting Team sono  tornati a Orvieto con cinque joelette, le speciali carrozzelle da fuoristrada a ruota unica, con cui hanno accompagnato nella visita al pozzo le ragazze e i ragazzi abruzzesi e orvietani con disabilità e con difficoltà motoria entusiasti di poter partecipare a questa esperienza. Con loro anche i referenti del gruppo di montagnoterapia del Cai di Orvieto - Emanuele Rossi, Alessandro Pintus e Paolo Carletti – che li hanno guidati nella visita alla città e al Duomo e poi, in un ideale gemellaggio, hanno donato un gagliardetto della sezione a Marco Borrelli, presidente dell’associazione abruzzese che da dieci anni porta avanti il progetto “Montagne senza barriere”.

"Ogni anno – ha detto Borrelli – organizziamo una tappa speciale e quest’anno abbiamo deciso di farla a Orvieto abbattendo non solo le barriere architettoniche del Pozzo di San Patrizio ma anche i confini regionali. Già dalla prima volta con Giulia lo scorso aprile ci siamo sentiti subito a casa e anche oggi l’accoglienza è stata fantastica. In questi dieci anni abbiamo visitato luoghi magnifici e ultimamente, oltre ad andare sulle montagne, ci dedichiamo anche ai borghi medievali e siti archeologici importanti. Quella di oggi a Orvieto la consideriamo come la ciliegina sulla torta di questa attività. Scendere in un luogo unico in Italia e nel Mondo come il Pozzo di San Patrizio  per noi rappresenta qualcosa di veramente significativo".  

"È stato un pomeriggio veramente emozionante per la nostra città – afferma il sindaco di Orvieto, Roberta Tardani – e i sorrisi e gli sguardi delle ragazze e dei ragazzi che hanno partecipato a questa esperienza valgono più di ogni parola. La realizzazione del Pozzo di San Patrizio, di cui il prossimo anno celebreremo il quinto centenario dalla costruzione, rappresenta una delle più grandi sfide ingegneristiche della storia del nostro Paese e allo stesso modo in questi anni ci ha consentito di affrontare altri tipi di sfide. Ricordo che nel post Covid, quando c’erano regole rigide sul distanziamento sociale, il Pozzo fu uno dei primi siti sotterranei al mondo a riaprire in sicurezza proprio per come era stato concepito cinquecento anni fa con le due scale che si incrociano ma non si incontrano. 

Oggi abbiamo toccato con mano la possibilità di vincere anche la sfida dell’accessibilità grazie alla sinergia e alla collaborazione tra istituzioni, soggetti e associazioni. Ringrazio la Majella Sporting Team, il suo presidente Marco Borrelli e il responsabile della sezione trekking Giuseppe Ardente, per aver aperto questa strada, le associazioni Tartaruga Xyz e Andromeda che hanno aderito al nostro invito così come la sezione Cai di Orvieto che ha recentemente acquistato una joelette e con cui potremmo attivare una collaborazione per organizzare visite al Pozzo in alcuni periodi dell’anno. Giornate come quelle di oggi e come quelle che abbiamo recentemente condiviso con le iniziative del Disability Pride – conclude – ci spingono a fare sempre di più e meglio per rendere più accessibili le nostre città e i suoi luoghi più belli ed è un impegno che come amministrazione ci siamo presi con la redazione del primo Peba, il piano per l’eliminazione delle barriere architettonica, del Comune di Orvieto".       

 

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