Se si applicano i concetti dell’Universal Design allo sport che succede? Cioè, se una pratica sportiva, le sue regole, i suoi strumenti sono pensati fin dall’inizio per essere accessibili prevedendo, per esempio, che una squadra di basket possa essere composta sia da persone con disabilità, sia da persone senza disabilità? Una piccola rivoluzione. Che l’EISI (Ente Italiano Sport Inclusivi) ha fatto propria.
Il movimento del "Disability Pride", dal canto suo, ci sta facendo capire che la disabilità non è un fatto soltanto medico di un individuo, ma il risultato di come le mentalità e le strutture sociali costruiscono le cosiddette normalità. Certe barriere esistono perché la società – spesso per mancanza di consapevolezza o per una progettazione basata su uno standard unico di "normalità" – sceglie (anche implicitamente) di mantenere barriere architettoniche, digitali, culturali e comunicative.
Sabato 26 settembre alla Scuola Primaria "Luigi Barzini" e secondaria "Luca Signorelli" di Orvieto, le Associazioni Val di Paglia bene comune, Comitato Orvietano per la Salute Pubblica, Tartaruga Xyz, Associazione Corrado Spatola ed Arrapaho Asd hanno organizzato un appuntamento sotto l’egida del “Disability Pride Umbria”. Si è parlato di Baskin con Vincenzo Macchini dell’Ente Italiano Sport Inclusivi (EISI), Marco Peciarolo del Comitato Italiano Paralimpico (CIP) Umbria e Marco Corba, docente di educazione fisica, che hanno illustrato i principi portanti di questa disciplina sportiva. Paola Quattoni di Tartaruga Xyz e Francesca Granelli di Associazione Peter Pan, ci hanno raccontato poi la loro esperienza quotidiana “sul campo”.
Il Baskin nasce nel 2001 a Cremona per iniziativa di Antonio Bodini (ingegnere e padre di una bambina con disabilità) e Fausto Capellini (insegnante di educazione fisica). L’idea è semplice: uno sport di squadra in cui tutti possono giocare insieme da protagonisti superando l'assistenzialismo. Nel Baskin non esistono "addetti speciali" o assistenti in campo. Le competenze individuali vengono valorizzate assegnando ruoli specifici; in questo modo ogni atleta compete contro un avversario di pari livello, azzerando il divario iniziale.
Per vincere bisogna collaborare: i giocatori più dinamici devono necessariamente fare affidamento e passare la palla ai compagni con mobilità ridotta, trasformando così la diversità in una risorsa strategica. Infine se una regola o una struttura esclude qualcuno, viene cambiata. Ad esempio, si modificano gli spazi di gioco, si usano ausili specifici o si aggiungono canestri supplementari ad altezze differenziate. È dunque l’esaltazione dello sport ai suoi massimi valori etici e formativi.
Si tratta dunque di una disciplina in forte espansione anche nella nostra Regione, che necessita però anche di spazi adeguati. E proprio le palestre sono una delle criticità emerse durante l’incontro svoltosi nella prima parte della mattinata, al quale hanno partecipato con vivo interesse il sindaco di Orvieto Roberta Tardani e l’assessore alle Politiche Sociali Alda Coppola. Rinnoviamo dunque l’appello di fare uno sforzo al fine di progettare nuovi spazi: ai nostri rappresentanti comunali per le scuole dell’infanzia, le primarie e le secondarie di primo grado ed alla Provincia di Terni per le secondarie di secondo grado, sui cui edifici ha la competenza esclusiva.
Infine alla Regione Umbria, che ha il compito fondamentale della programmazione e del finanziamento, chiediamo di raccogliere il fabbisogno dei Comuni e della Provincia, per definire i piani per l'edilizia scolastica e la distribuzione dei fondi economici necessari a realizzare le opere. Inoltre, ci è sembrato un po' paradossale che proprio nel mese in cui si mette in risalto il tema della disabilità e la necessità di riprogettare gli spazi e le soluzioni architettoniche invertendo il paradigma, la maggior parte delle soluzioni di mobilità (ascensori al parcheggio del Campo della Fiera, la funicolare etc.) fossero indisponibili per un così lungo periodo di tempo.
Speriamo siano fruibili perlomeno per il quarto evento del “Disability Pride Umbria” in programma per metà Ottobre, proprio quello dedicato all’accessibilità turistica! Per la buona riuscita dell’evento ci è doveroso ringraziare pubblicamente, l’A.s.d. Pallacanestro Orvieto, Bartolucci Delio Forniture S.r.l., Conad, il bar San Paolo e l’Istituto comprensivo Orvieto Baschi per aver contribuito alla realizzazione dell’evento.
Infine, il modo migliore per promuovere questa disciplina sportiva ci è sembrato quello di associarlo al 1° Memorial "Alberto Nannarelli", stimatissima personalità della comunità orvietana scomparso prematuramente lo scorso gennaio, che è stato capace di unire l'eccellenza accademica internazionale (Professore di Ingegneria Elettronica e Informatica alla University of California, Irvine) a una profonda e mai interrotta passione per la propria terra e per la pallacanestro.
Si conclude con questo evento un Settembre che oltre ad un po' di aria fresca, ha portato nel nostro territorio importanti momenti di riflessione e conoscenza delle realtà emergenti che stanno rivoluzionando il concetto di disabilità: non più una condizione da assistere, ma una ricchezza implicita della nostra società da valorizzare, per vivere tutti meglio. Grazie alle Associazioni del territorio che hanno aderito alla carta dei valori del Disability Pride Network.
Comitato Organizzatore Disability Pride Umbria