sociale

Verso il XXVIII Congresso Eucaristico Nazionale, ad Orvieto il primo incontro con i volontari

giovedì 17 settembre 2026

È iniziato anche dal servizio dei volontari il cammino di preparazione della Chiesa di Orvieto-Todi verso il XXVIII Congresso Eucaristico Nazionale, che si terrà ad Orvieto dal 23 al 26 settembre 2027. Domenica 13 settembre, presso la sede della Caritas Diocesana, si è svolta la prima giornata informativa e formativa dedicata alle persone che hanno già scelto di mettersi a disposizione dell’organizzazione del Congresso. Oltre 150 i volontari presenti, chiamati a conoscere più da vicino il significato dell’appuntamento e, soprattutto, il valore del servizio che saranno chiamati a svolgere nei giorni del Congresso.

All’incontro hanno partecipato, insieme al vescovo Gualtiero Sigismondi, presidente del Comitato per il Congresso Eucaristico, e al segretario del Comitato, don Alessandro Fortunati, anche il dottor Claudio Gristanti, responsabile del coordinamento iniziative e dei grandi eventi della CEI, e la dottoressa Ombretta Pacchiarini, addetta di segreteria. Il dottor Grisanti, in particolare, ha richiamato lo spirito profondo con cui ciascun volontario è chiamato ad approcciarsi a questo compito: non si tratta, ha detto, soltanto di “incastrare” dei ritagli di tempo, ma di compiere una scelta libera e responsabile.

Al centro della giornata la presentazione del tema che accompagnerà il Congresso, «Unum Corpus Multi Sumus – L’Eucaristia segno di unità e fermento di pace», e l’illustrazione dei diversi ambiti nei quali saranno impegnati i volontari: dall’accoglienza dei partecipanti al supporto alle attività, dagli eventi culturali e spirituali alle celebrazioni liturgiche.

Ad aprire la giornata è stata la preghiera guidata dal vescovo Gualtiero Sigismondi, che ha voluto anzitutto ringraziare quanti hanno risposto alla prima chiamata al servizio. Un’adesione numerosa che, ha sottolineato, rappresenta un segno concreto della vitalità del volontariato, una realtà sulla quale «si regge non solo la società, ma anche la Chiesa».

Nel suo intervento il vescovo ha proposto ai presenti la parabola degli operai chiamati dal padrone a lavorare nella vigna (Mt 20,1-16), soffermandosi in particolare sulla logica della gratuità; una prospettiva che, secondo mons. Sigismondi, permette di comprendere in profondità il senso del volontariato cristiano.

«Una cultura che vuole conteggiare tutto e tutto pagare – ha detto – sperimenta grazie alle persone impegnate a titolo gratuito che la vita stessa è un dono». L’esistenza, la liberazione dal peccato e dalla morte e il dono dello Spirito Santo sono, ha ricordato, realtà ricevute gratuitamente, e per questo, pur nella diversità delle motivazioni che possono spingere una persona a impegnarsi nel volontariato, «alla base di tutte sta in fin dei conti la gratuità».

Il richiamo alla gratuità non è stato però presentato come semplice disponibilità a offrire qualche ora del proprio tempo: nel discorso del vescovo essa diventa piuttosto uno stile di vita, capace di andare oltre la logica del semplice dovere. «La gratuità non ha confini, ma orizzonti», ha sottolineato mons. Sigismondi, richiamando le parole di Gesù sul perdono.

E proprio da qui emerge anche il legame con le altre due parole consegnate ai volontari come una sorta di bussola per il cammino verso il Congresso: generosità e gratitudine. «La gratuità è, per così dire, l’acqua viva che scaturisce dalla sorgente della gratitudine. Come senza gratitudine la gratuità non ha luce, così senza la gratuità la generosità non ha voce».

La giornata ha così rappresentato un primo passo concreto verso il grande appuntamento del 2027. I volontari saranno chiamati ad accompagnare l’accoglienza dei delegati delle Chiese particolari italiane e dei numerosi pellegrini che raggiungeranno Orvieto nei giorni del Congresso, contribuendo a fare della città un luogo di incontro e di preghiera.

La stessa sede dell’incontro ha offerto, inoltre, un significativo richiamo alla storia eucaristica di Orvieto. La sede della Caritas diocesana si trova infatti nei pressi del ponte di Rio Chiaro, luogo legato dalla tradizione al passaggio del Sacro Corporale dalle mani del vescovo Giacomo a quelle di Papa Urbano IV. Il cammino dei volontari proseguirà nei prossimi mesi attraverso ulteriori momenti di formazione e preparazione. Chi desidera unirsi alla squadra del Congresso può ancora dare la propria disponibilità attraverso le modalità indicate sul sito della Diocesi di Orvieto-Todi.

A conclusione dell’incontro, il vescovo ha affidato ai volontari anche un’immagine destinata ad accompagnare questo percorso: quella della Chiesa italiana che nel settembre 2027 salirà sulla Rupe. Un cammino che, nelle sue parole, condurrà le Chiese che sono in Italia verso la «civitas eucharistica supra montem posita».

www.diocesiorvietotodi.it 

Nota della Redazione: Orvietonews, giornale online registrato presso il Tribunale di Orvieto (TR) nr. 94 del 14/12/2000, non è una bacheca pubblica. Pur mantenendo fede alla disponibilità e allo spirito di servizio che ci ha sempre contraddistinto risultando di gran lunga l’organo di informazione più seguito e letto del nostro territorio, la pubblicazione di comunicati politici, note stampa e altri contributi inviati alla redazione avviene a discrezione della direzione, che si riserva il diritto di selezionare e modificare i contenuti in base a criteri giornalistici e di rilevanza per i lettori.