C’è una parola antica, quella di Sant’Ireneo secondo cui la gloria di Dio è l’uomo vivente. Attorno ad essa l’Associazione "Laici Amore Misericordioso" chiama a raccolta i propri membri e chiunque voglia unirsi a loro presso il Santuario dell’Amore Misericordioso di Collevalenza, dal pomeriggio di venerdì 23 al pranzo di domenica 25 ottobre, per il convegno nazionale dal titolo "La gloria di Dio è l’uomo vivente. L’Amore Misericordioso nell’algoritmo dell'Intelligenza Artificiale".
Il tema raccoglie l’appello di Papa Leone XIV. La sua prima Enciclica, "Magnifica Humanitas", sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, si apre con l’immagine di una magnifica umanità creata da Dio posta davanti a una scelta decisiva, innalzare una nuova torre di Babele oppure edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme. È un testo che porta l’intelligenza artificiale nel sottotitolo e la nomina appena 15 volte, mentre la parola dignità vi ricorre 98 volte e la parola persona 160, assumendo la tecnica come la nuova questione sociale del nostro tempo. È questa la soglia sulla quale l’Associazione ha scelto di sostare, e non intende sostarvi da sola.
Ad aprire la riflessione, sabato mattina nell’Auditorium San Giovanni Paolo II, sarà Suor Myriam D’Agostino, una voce che sconcerta le attese. Teologa, psicologa clinica, giornalista, life coach e counselor nonché prima e unica monaca iscritta all’Ordine dei giornalisti dell’Umbria. Una donna che ha attraversato i linguaggi del nostro tempo senza smarrire il silenzio della vita consacrata.
Alla sua relazione seguirà il metodo che i LAM hanno scelto per questi tre giorni, e che è il vero cuore del convegno. Alle 11 di sabato 24 ottobre i partecipanti si divideranno in gruppi e a ciascun gruppo verrà assegnato un luogo del Santuario, perché il lavoro comunitario non avvenga in un’aula sola ma si disperda negli spazi che custodiscono il carisma. I gruppi lavoreranno in due tempi, prima del pranzo e poi dalle 16.30, separati dalla Liturgia delle Acque in Basilica, così che la riflessione passi attraverso la preghiera e non le corra accanto. Alle 18.30 tutti si ritroveranno in Auditorium A per le relazioni dei gruppi. Si condivideranno testimonianze, idee e preghiere, e da questa restituzione corale, non da una conferenza, nasceranno i ponti di dialogo, perdono e riconciliazione che l’Associazione intende ricostruire.
Nella mattina di domenica 25 ottobre il coordinatore dei Laici Amore Misericordioso LAM per l’Italia, Luca Antonietti, a nome dell’Equipe Nazionale conferirà il riconoscimento "Voci di Speranza 2026" a Luca Tomassini. Classe 1965, fondatore, presidente e amministratore delegato del Gruppo Vetrya, è considerato uno dei padri della telefonia mobile italiana e fra i maggiori innovatori del Paese. Tomassini ha scritto il volume che verrà presentato in Auditorium A alla sua presenza, "L’illusione intelligente. Democrazie fragili, lavoro smaterializzato e il mondo ridisegnato dall’Intelligenza Artificiale", edito da Fior di Risorse con prefazione di Carola Frediani e postfazione di Giuseppe F. Italiano. Non un libro contro la tecnologia, né un’ode ingenua al futuro, ma l’invito a un nuovo patto fra innovazione e umanità. La speranza cristiana non si rifugia nel passato e riconosce le proprie voci ovunque qualcuno custodisca l’umano.
I tre giorni si apriranno venerdì 23 ottobre alle 17 con l’arrivo e la sistemazione, seguiti dal benvenuto dell’Equipe Nazionale e dall’introduzione ai lavori affidata ai referenti religiosi Padre Quinto Tomassi FAM e Suor Rifugio Lanese EAM. Seguiranno i Vespri in Santuario, la cena e, per chi lo desidera, le Confessioni in Cripta, in quel Santuario che Giovanni Paolo II volle raggiungere il 22 novembre 1981 nel suo primo viaggio dopo l’attentato e che elevò a Basilica minore l’anno successivo. La sera di sabato 24 ottobre è prevista la visita guidata alla Casa di Madre Speranza, domenica 25 ottobre i lavori si chiuderanno con la Santa Messa in Basilica e il Rito della Promessa, preceduta la vigilia dall’appuntamento riservato a coloro che la pronunceranno. Ogni momento del programma è aperto a tutti, senza distinzione fra chi appartiene all’Associazione e chi vi si affaccia per la prima volta.
Il convegno è dedicato ai Laici Amore Misericordioso e agli aspiranti, ma è liberamente aperto a chiunque desideri approfondire il carisma, e non occorre alcuna credenziale per varcare quella soglia. Sono attesi i gruppi e i singoli, le famiglie intere, i giovani che arrivano per curiosità, quanti hanno conosciuto Collevalenza da pellegrini e quanti non vi sono mai stati, e anche coloro che si sentono lontani dalla fede ma avvertono come propria l’inquietudine che questi giorni intendono affrontare. Tutti i bambini saranno graditi ospiti dell’Associazione, perché una riflessione sull’uomo vivente non si fa allontanando i più piccoli. Non sono previsti pullman organizzati e Collevalenza è facilmente raggiungibile da tutta Italia, cosicché ciascuno arriverà in piena autonomia, magari cogliendo l’occasione per condividere il viaggio con altri partecipanti.
Dietro ogni ora di questi tre giorni resta la lezione della Beata Madre Speranza, che qui si stabilì nel 1951 e che seppe riconoscere nel volto di ciascuno la tenerezza inesauribile di un Padre che dimentica, perdona e non tiene conto delle mancanze dei propri figli. In un’epoca nella quale la tecnica sembra possedere una risposta per ogni inquietudine e gli uomini appaiono tutti congiunti gli uni agli altri, il dialogo conosce invece una crisi profonda e muri di incomprensione e di solitudine si innalzano dalle famiglie fino alle nazioni. A Collevalenza, per tre giorni, si proverà a smontarli uno a uno. I posti sono limitati e le prenotazioni sono già aperte.
Per ulteriori informazioni:
075.89581 - casadelpellegrino@collevalenza.it