Le sfide dell'integrazione raccontate dai ragazzi della Comunità Xenia

Le sfide dell'integrazione raccontate in un libro. “Io sarò oggi” è il titolo del volume realizzato dai ragazzi ospiti della Comunità Xenia nell’ambito del Progetto SAI - Sistema di Accoglienza e Integrazione dei Comuni della Zona Sociale n.12 che è stato presentato nell'Atrio del Palazzo dei Sette. L’iniziativa, promossa dal Comune di Orvieto, capofila della Zona Sociale n.12, e dalla Cooperativa Sociale "Il Quadrifoglio", soggetto gestore del Progetto SAI 2023-2026, ha visto la partecipazione di Virginia Costa, responsabile della Divisione del Servizio Centrale SAI.
Il progetto Sistema di Accoglienza e Integrazione, ha spiegato, rappresenta la rete pubblica nazionale di accoglienza destinata ai richiedenti e titolari di protezione internazionale, ai minori stranieri non accompagnati e ad altre categorie di persone vulnerabili previste dalla normativa. Il sistema, coordinato dal Servizio centrale e realizzato dagli enti locali in collaborazione con gli enti del Terzo Settore ha come obiettivo principale quello di favorire percorsi di autonomia, inclusione sociale e integrazione sul territorio attraverso un'accoglienza integrata che offre servizi di mediazione linguistico-culturale, orientamento legale, supporto sanitario e psicologico, formazione linguistica e professionale, accompagnamento all'inserimento lavorativo e abitativo. Il modello SAI promuove interventi personalizzati, costruiti sui bisogni e sulle potenzialità di ciascun beneficiario, valorizzando il coinvolgimento delle comunità locali e delle reti territoriali per favorire una piena partecipazione alla vita sociale ed economica del Paese.
«Accogliere un minore solo significa riconoscerne la dignità, il diritto a essere ascoltato, tutelato e accompagnato verso una nuova stabilità», ha detto l'assessore alle Politiche Sociali, Alda Coppola, sottolineando che la capacità di proteggere i più vulnerabili è uno dei cardini dell’amministrazione e ringraziando i ragazzi ospiti della comunità, l’équipe degli educatori e i coordinatori della struttura».
La responsabile del progetto per il Comune di Orvieto, Claudia Cordovani, ha raccontato il percorso iniziato nel 2017 quando i sindaci della Zona sociale n. 12 hanno scelto di aderire alla rete di accoglienza SAI, all'epoca denominata SPRAR. «Una adesione - ha spiegato - che non ha rappresentato una risposta passiva o emergenziale, ma una precisa scelta per governare la presenza dei minori stranieri sul nostro territorio. E’ stata rifiutata la logica dei grandi centri di accoglienza, che troppo spesso isolano e nascondono le persone, preferendo un modello alternativo, specificamente progettato per generare una reale e profonda integrazione. L'obiettivo condiviso fin dall'inizio è stato chiaro: dare a questi ragazzi l'opportunità concreta di studiare, imparare un mestiere e di scegliere, un domani, questo territorio per vivere e mettere radici».
«Dietro la sigla MSNA Minori Stranieri Non Accompagnati - ha aggiunto l’assistente sociale referente del progetto, Antonella Pasquini - non ci sono numeri, non ci sono flussi, non ci sono dinamiche migratorie lette a distanza sui giornali, dietro quella sigla ci sono ragazzi, ci sono gli sguardi che gli educatori incrociano ogni mattina. E’una sigla composta da storie interrotte, di zaini troppo leggeri per il viaggio che hanno affrontato e di traumi decisamente troppo pesanti per la loro età».
Proprio le storie dei ragazzi sono state il fulcro dell’evento. «Il volume - ha raccontato Emanuele Mosconi, educatore referente della Comunità Xenia - nasce dalle parole e dalle esperienze dei ragazzi accolti nella struttura e rappresenta un racconto corale che intreccia percorsi migratori, speranze, difficoltà e progetti di vita. Attraverso le loro testimonianze emergono non solo le sfide affrontate nel percorso di integrazione, ma anche la ricchezza umana, culturale e relazionale che questi giovani portano con sé.
La Comunità rappresenta un luogo di incontro e di crescita, dove educatori, insegnanti, psicologi, mediatori culturali e ragazzi provenienti da diversi Paesi condividono quotidianamente esperienze, relazioni e opportunità. Un contesto nel quale si costruiscono competenze, autonomia e legami capaci di accompagnare i giovani verso una piena inclusione sociale e lavorativa. Molti di loro, conclude, sono pienamente inseriti nel nostro contesto territoriale, lavorano nel campo dell’edilizia, dell’agricoltura e/o della meccanica e hanno scelto non solo il comune di Orvieto per vivere, ma anche altri comuni della zona».
E proprio i ragazzi che vivono o che hanno vissuto in comunità hanno voluto raccontare con la loro voce ciò che è confluito nel libro: emozioni, esperienze, dolori, coraggio e desideri che grazie al lavoro di Letizia Cavallari, insegnante di lingua italiana, Delia Salemi e Elisa Dottori, che hanno lavorato alla parte grafica, si sono tramutati in versi a volte poetici a volte “sgrammaticati” e immagini capaci di restituire tutta la forza e la potenza di storie di ieri, di oggi, di domani. Martedì 30 giugno si concluderà il progetto 2023-2026, ma la Conferenza dei Sindaci della Zona Sociale n. 12 ha dato mandato alla presentazione della domanda di prosecuzione per gli anni 2026-2029.
"Io ci sarò oggi". Diciassette ragazzi che vivono o sono passati per la comunità hanno accettato di farsi intervistare, raccontando la loro storia e permettendo a chi legge il libro di porsi in ascolto, lasciar scaturire interrogativi e riflessioni, allargare la visuale. Le loro parole sono espresse in una lingua appresa in pochi mesi, non sempre fluida, di cui si è voluta conservare la spontaneità e l’immediatezza perché, pur nelle sgrammaticature, riesce pienamente ad esprimere emozioni, vissuti, sofferenze, forza e speranze. Ogni storia è unica e diversa, eppure tutti i racconti seguono una comune linea temporale, fatta di ieri, oggi e domani; di una casa lasciata e di un luogo dove imparare a sentirsi a casa, di un viaggio che li ha cambiati, di sogni da realizzare. Il libro riprende questo andamento, alternando frammenti di interviste a foto e immagini. Le foto mostrano momenti di vita quotidiana all’interno e fuori la Comunità. In Comunità, tutto passa per il fare, il fare insieme, il fare per conoscere, per elaborare e per divenire. E quindi le lezioni di italiano, la scuola, il laboratorio di falegnameria, quello di cucito, le api, gli incontri, il teatro, l’orto, le gite, le feste, lo sport. Le immagini derivano dai lavori realizzati dai ragazzi nell’ambito di un laboratorio espressivo, pensato proprio per dare forma e colore a ricordi, nostalgie, aspirazioni, alla rappresentazione di sé stessi, qui e ora.
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