sociale

Cura, attenzione e inclusione: la scelta dei docenti dell'IIS "Majorana-Maitani" per una continuità autentica

martedì 9 giugno 2026

Sono obiettivi indubbiamente nobili quelli sanciti dall’articolo 13 dell’Ordinanza Ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026, che attua le norme sull’inclusione scolastica: garantire la continuità nella relazione educativa, offrire una maggiore serenità a studenti e studentesse e tutelare il diritto allo studio. Eppure, dietro la retorica del benessere degli alunni e delle alunne con disabilità, la nuova disposizione ministeriale rischia di rivelarsi una toppa normativa per arginare le storiche falle del sistema di reclutamento, finendo per penalizzare la dignità professionale dei docenti di sostegno specializzati e, paradossalmente, per depotenziare l’idea stessa di inclusione.

Il gruppo dei docenti e delle docenti di sostegno dell’IIS "Majorana-Maitani" ha preso fin da subito una posizione chiara: con garbo e tatto, ma con altrettanta determinazione, ha espresso il proprio dissenso nei confronti di una norma che sposta il focus sui diritti sbagliati. Esistono vie ben diverse per tutelare autenticamente sia gli studenti sia i professionisti della scuola. Riuniti compatti in un incontro chiesto e ottenuto con la dirigente scolastica, gli insegnanti hanno comunicato la decisione unanime di non aderire a eventuali richieste derivanti dall'applicazione rigida di questa ordinanza. Una scelta mossa non da logiche di contrapposizione, ma da una profonda preoccupazione per la qualità dei processi educativi.

Al primo posto tra le criticità vi è un meccanismo di reclutamento strutturalmente fragile. La norma, infatti, tenta di forzare la continuità didattica vincolando i docenti precari e specializzati, anziché risolvere il problema alla radice attraverso un piano straordinario di assunzioni in ruolo e la stabilizzazione dei posti nell'organico di diritto. L’obiezione più profonda mossa all'ordinanza tocca però l'essenza stessa della pedagogia inclusiva italiana e i pilastri scientifici dell'ICF (la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute). Il provvedimento ministeriale sembra infatti interpretare il ruolo dell'insegnante di sostegno in chiave puramente assistenziale, quasi fosse una figura ad personam legata in modo esclusivo e isolato al singolo alunno.

In questo modo si scavalca il principio cardine del nostro sistema scolastico e della stessa prospettiva bio-psico-sociale dell'ICF: il docente di sostegno è, a tutti gli effetti, una figura educativa della classe e non del singolo studente o della singola studentessa. Secondo il modello ICF, la disabilità non è una caratteristica intrinseca dell'individuo, ma il risultato dell'interazione tra la persona e l'ambiente in cui vive. L'insegnante agisce proprio come facilitatore del contesto, modificando i fattoriambientali e abbattendo le barriere invisibili che ostacolano la piena partecipazione e l'apprendimento di ciascuno. "Il compito del docente di sostegno non è l'isolamento dello studente, ma la costruzione di connessioni all'interno del gruppo".

Questa figura rappresenta una risorsa strategica per la scuola e per la classe, in primo luogo, perché media tra le diverse componenti educative e contribuisce a generare un clima relazionale positivo. Attraverso la sensibilizzazione del gruppo dei pari, l'insegnante guida i ragazzi ad accogliere le specificità di ciascuno, trasformando la diversità da potenziale limite a ricchezza collettiva e risorsa per l'apprendimento di tutti. L'attenzione e la cura verso gli studenti e le studentesse non sono mai state in discussione. Proprio partendo da questi principi pedagogici, i docenti e la stessa dirigente scolastica si augurano di poter comunque garantire, nel pieno rispetto delle legittime norme di assegnazione e delle graduatorie, la migliore continuità possibile a tutti gli studenti da loro seguiti.

Le/I docenti di sostegno dell’IIS Majorana Maitani di Orvieto

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