Memoria, coraggio e responsabilità. Sono le parole che hanno guidato il Progetto Legalità dedicato a Renata Fonte, vittima innocente di mafia, che ha visto protagonisti gli alunni della Scuola Primaria e Secondaria di Baschi. L’iniziativa, svoltasi alla presenza del sindaco, Damiano Bernardini, del consigliere comunale, Massimiliano Fratini, dell’insegnante Clelia Ciambella per la Scuola Primaria e della docente Federica Sabatini per la Secondaria, ha voluto ricordare la figura di Renata Fonte, assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione del Comune di Nardò, uccisa dalla mafia il 31 marzo 1984 per essersi opposta alla speculazione edilizia sul parco di Porto Selvaggio.
Il progetto ha coinvolto i ragazzi in un percorso condiviso di educazione alla cittadinanza. Gli alunni della Primaria hanno lavorato alla realizzazione di disegni e pensieri dedicati alle vittime della mafia. Quelli della Secondaria, invece, hanno approfondito la storia della donna e il contesto degli anni ’80, riflettendo sul valore delle scelte e sul coraggio di dire no alle ingiustizie. Durante l’incontro conclusivo, le insegnanti hanno guidato i ragazzi in un momento di confronto.

"Raccontare Renata Fonte ai più piccoli - ha detto il sindaco - significa spiegare che la legalità non è una parola astratta. È fatta di gesti quotidiani: rispettare l’ambiente, non voltarsi dall’altra parte, avere cura del bene comune. Per i ragazzi più grandi conoscere questa storia è un modo per capire che la mafia si combatte anche con la cultura e con la conoscenza. Renata Fonte era un’amministratrice che faceva il suo dovere: difendeva il territorio e per questo ha pagato con la vita”.
L’omaggio si è chiuso con la lettura di alcuni articoli della Costituzione e con la deposizione di un mazzo di fiori vicino alla targa che la ricorda. Gli alunni hanno poi appeso a un "Albero della Legalità" i loro messaggi: biglietti colorati con frasi contro la mafia e a favore della giustizia, simbolo di un impegno che parte dai banchi di scuola e di un pannello che ricorda l’assessora uccisa dalla mafia. Il Progetto Legalità proseguirà anche il prossimo anno, con l’obiettivo di far dialogare sempre più primaria e secondaria su temi di cittadinanza attiva. Perché ricordare Renata Fonte significa ricordarsi che la legalità si costruisce ogni giorno, insieme.