sociale

Scampia con "La Scugnizzeria" in Valnestore. "Un'esperienza interessante e coinvolgente"

martedì 2 giugno 2026

È giunto a compimento il progetto "Dove l’impossibile diventa realtà", incentrato sulla legalità, la sicurezza, il contrasto alla corruzione, alle mafie, per la formazione di cittadini consapevoli, organizzato da Libera Umbria - Associazioni, Nomi e Numeri contro le Mafie, Biblioteca Intercomunale Ulisse, Libreria Libri Parlanti, “Essere Insieme Festival” e rivolto alle scuole del territorio, a cui hanno risposto otto classi dell’Istituto Comprensivo Panicale, Paciano, Piegaro, con oltre 120 alunni.

Lunedì 25 maggio, presso la Sala Polivalente di Pietrafitta, le scolaresche hanno incontrato Emanuele Aruta della casa Editrice Marotta&Cafiero, “scugnizzo” di Scampia e componente attivo de “La Scugnizzeria”, una vivace, multiforme e imponente realtà che ha cambiato il volto di questo quartiere di Napoli che agli inizi del 2000 è stato scenario di una faida che ha lasciato a terra 70 morti tra cui 4 vittime innocenti: Antonio Landieri, Gelsomina Verde, Attilio Romanò, Dario Scherillo.

Scampia a quei tempi era sotto il controllo pressoché totale della camorra, persone  seguite, fermate in strada, aree trasformate in discariche e diventate luoghi “del buco", dove migliaia di tossicodipendenti si rifugiavano per assumere droga dopo averla acquistata nelle vicine piazze di spaccio. Oggi le cose sono cambiate, gli abitanti di Scampia si sono ripresi i propri spazi, molti luoghi portano il nome delle quattro vittime innocenti della faida: lo stadio, la scuola, il centro culturale. 

È proprio dalla morte di Antonio Landieri, dal desiderio di dimostrare la sua innocenza dopo il fango gettatogli addosso e di farne un monito per il riscatto di Scampia, che è nata “La Scugnizzeria” con tutte le attività che le girano intorno e con i progetti che sono ancora nei desideri di Rosario Esposito La Rossa, cugino di Antonio, di Maddalena Stornaiuolo e dei tanti suoi collaboratori, scugnizzi o meno, come Emanuele che, di famiglia semplice ma “pulita”, si è trovato a dover vivere in un quartiere che già da piccolo non accettava e dal quale sarebbe voluto fuggire e che oggi, al contrario, quando gli capita di allontanarsene anche momentaneamente ne sente la  mancanza.

L’assistere a episodi violenti, l’avere tra gli amici chi faceva uso di droga e chi poi è stato incriminato e anche ucciso, non è stato sicuramente facile per lui e oggi raccontare quel quartiere completamente diverso lo riempie di orgoglio. L’incontro con Emanuele, preceduto dalla lettura del libro “Pennablu” lo spaccato di vita di un camorrista, di Lorenzo Marone, dal lavoro svolto in classe e dall’incontro con l’autore, è stato molto interessante e vivace. Emanuele ha saputo stimolare la curiosità degli alunni che non finivano mai di fare domande, favorita anche dalla sua capacità comunicativa e dal narrare situazioni vissute.

Le classi sono state letteralmente “catapultate” nel quartiere di allora tra le vie, i punti di spaccio e il degrado di una Scampia che per fortuna ora non c’è più. Un forte esempio di resilienza, di riflessione per tutti sul fatto che volere è potere anche quando i presupposti potrebbero far pensare il contrario. Sono stati inoltre lasciati ai docenti spunti di riflessione, indicazioni su cui lavorare ancora e la promessa di rimanere in contatto. Aspetti di non poco conto. 

Emanuele ha poi incontrato nel pomeriggio, presso la Biblioteca Intercomunale Ulisse di Tavernelle, la cittadinanza. In entrambe gli eventi a guidare la discussione è stata Maria Grazia Virgilio di Libri Parlanti. Anche in questo caso un momento intenso di racconto partecipato e di profonda riflessione, in cui ancora una volta a emergere è stata la volontà di forte “ribellione” ad una società che non si sente propria, alla vergogna di esserne involontariamente parte e al desiderio di dare nuove opportunità ad un quartiere assoggettato al malaffare, al potere mafioso.

Sicuramente un monito, un insegnamento anche per noi, per la piccola Umbria non immune da fenomeni di corruzione, criminalità e potere mafioso, una regione dove ci sono ben 75 beni sequestrati alle mafie che, per la quasi totalità dei casi, aspettano di essere consegnati alla collettività e destinati a scopi sociali. 

È desiderio, sia degli organizzatori sia della Marotta&Cafiero, rimanere in contatto e continuare, sebbene a distanza, una effettiva collaborazione. Libera e la Biblioteca, unitamente alle insegnanti, stanno già pensando ad un nuovo progetto sulla cittadinanza attiva  che interesserà le scuole e la popolazione il prossimo anno scolastico. In programma, per l’immediato, un ulteriore incontro presso la Biblioteca Intercomunale Ulisse per riflettere sul lavoro svolto e su quanto acquisito con l’esperienza, arricchito dalla visione di video e dal collegamento online con Emanuele e  “La Scugnizzeria”. 

 

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