Promuovere una visione della salute centrata sulla qualità della vita e sulla dignità della persona, contrastando al tempo stesso stigma e disinformazione legati al fine vita. È con questo obiettivo che l’Umbria si stringe attorno alla Giornata nazionale del Sollievo, istituita nel 2001 per promuovere la solidarietà e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dell’affiancamento terapeutico, psicologico e umano. La ricorrenza, che si celebra domenica 31 maggio e che vede come messaggio per questa XXV edizione “Io mi prendo cura”, rappresenta per l’intero territorio regionale un momento fondamentale per unire le forze e mettere al centro i bisogni dei pazienti e delle loro famiglie.
La direzione regionale Salute e Welfare, in collaborazione con le quattro aziende sanitarie e ospedaliere umbre, ha lavorato al potenziamento strutturale, attraverso l’istituzione del Centro di coordinamento rete regionale di Cure Palliative (Crrcp). Il gruppo di lavoro vede i dottori Susanna Perazzini dell’Usl Umbria 1, coordinatrice e referente clinico per l’Hospice, e Daniele Mezzetti dell’Azienda ospedaliera di Perugia, coordinatore della rete di Cure palliative pediatriche, affiancati da un’équipe multidisciplinare di oltre 15 professionisti tra medici, infermieri e rappresentanti del Terzo settore (Società italiana di cure palliative regionale e Federazione cure palliative).
Il programma di sensibilizzazione e formazione vede una serie di iniziative messe in campo per tutto il mese di maggio fino ai primi giorni di giugno, oltre a giornate che si terranno anche negli ultimi mesi dell’anno. All’interno delle strutture sanitarie e degli hospice coinvolti delle Usl 1 e 2 (Perugia, Terni, Spoleto) si alternano percorsi formativi residenziali volti a potenziare le competenze relazionali degli operatori e a prevenire il ‘burnout’ (sindrome da stress cronico correlato al lavoro), accanto a incontri esperienziali di ‘family conference’ strutturati per favorire la continuità nei processi di cura e di comunicazione tra équipe e caregiver.
I presidi ospedalieri di Foligno e Spoleto partecipano attivamente promuovendo un apposito videomessaggio web volto a divulgare il manifesto sociale contro la sofferenza. A queste attività si aggiunge il progetto di informazione e sensibilizzazione curato dalla Terapia del dolore dell’Azienda ospedaliera di Perugia, che prevede la realizzazione di un video formativo e comunicativo sull’impiego della cannabis terapeutica nel trattamento del dolore cronico refrattario alle terapie convenzionali, volto sia a fornire ai clinici gli strumenti per integrarla in un approccio multimodale, sia a chiarire alla cittadinanza che la cannabis medicale è un farmaco a tutti gli effetti.
Vicinanza alla cittadinanza attraverso l’apertura delle strutture dedicate e la capillarizzazione di punti informativi sul territorio. Gli hospice regionali aprono, infatti, le proprie porte con giornate di accoglienza per mostrare alla comunità ambienti ad alta intensità di cura e relazioni, offrendo anche momenti di sostegno spirituale.
Nelle piazze e nei presidi cittadini di Terni, Spoleto e Campello sul Clitunno, professionisti sanitari e volontari dell’Azienda ospedaliera di Terni e Usl 2 accolgono la popolazione allestendo spazi dedicati per fornire orientamento sui percorsi assistenziali d’inguaribilità e informazioni fondamentali in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento, con il territorio che diventa scenario di iniziative culturali di rilievo nazionale, attraverso la tappa del Giro d’Italia (sabato 30 maggio), delle cure palliative pediatriche.
Oltre alla presentazione del libro “Cure palliative. Motivazione, formazione e competenze degli infermieri” e la tavola rotonda sulla pianificazione condivisa delle cure, in programma sabato 30 maggio al Museo Emilio Greco di Orvieto. “Garantire dignità, risposte tempestive e un sostegno concreto a chi affronta la malattia e alle loro famiglie — dichiara la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti — è un dovere morale prima ancora che sanitario. Per questo stiamo investendo con determinazione nella costruzione della rete di cure palliative che sia davvero integrata nel territorio e valorizzi l’approccio multidisciplinare per accogliere non solo il dolore fisico, ma l’intera sofferenza bio-psico-sociale del malato e del suo nucleo familiare”.