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Pozzo di San Patrizio, prove di accessibilità possibile. La discesa di Giulia nel cuore di Orvieto

domenica 26 aprile 2026

Abbattere le barriere ereditate dalla storia per consentire alla piccola Giulia di scendere e risalire i 248 scalini del Pozzo di San Patrizio di Orvieto e vedere da vicino uno dei capolavori di ingegneria più importanti e conosciuti al mondo. Questa la sfida vinta dai volontari dell’Associazione Majella Sporting Team di Lama dei Peligni, Chieti, che nel pomeriggio di sabato 25 aprile, grazie alla collaborazione del Comune di Orvieto e di CoopCulture, hanno trasportato la dodicenne Giulia Romano a bordo di una joelette tra le rampe delle scale elicoidali del Pozzo di San Patrizio. Ad accoglierli il sindaco Roberta Tardani e la responsabile di CoopCulture, Anna Rebella. 

L’associazione sportiva abruzzese dal 2014 promuove il progetto “Montagne senza barriere” che accompagna le persone con disabilità in montagna utilizzando speciali carrozzelle da fuori-strada a ruota unica, denominate joelette, che permettono ai soggetti con mobilità ridotta, adulti o bambini anche se totalmente dipendenti, di praticare escursioni con l’aiuto di due o più accompagnatori. Nel corso degli anni l’iniziativa si è estesa oltre i confini della montagna interessando siti e monumenti difficilmente accessibili alle persone con disabilità. Da qui la proposta all’amministrazione comunale di Orvieto di tentare la discesa e la risalita del Pozzo di San Patrizio. 

"Solo l’idea di scendere insieme a Giulia in fondo al Pozzo di San Patrizio era un’emozione - ha detto Giuseppe Ardente, responsabile del settore trekking dell’associazione Majella Sporting Team - farlo lo è stato ancora di più. Ringraziamo il Comune di Orvieto e CoopCulture non solo per avercene dato la possibilità ma soprattutto per l’accoglienza che ci hanno riservato che è stata altrettanto emozionante". Emozionata e divertita anche la piccola Giulia che, come da tradizione, una volta scesa in fondo ha gettato una moneta portafortuna nell’acqua del pozzo. "Ero veramente curiosa di vedere quanto fosse profondo questo pozzo - ha detto - ed è stato sicuramente uno dei più bei viaggi che potevo immaginare".

"Ci tenevamo molto a fare questa esperienza - ha affermato il papà di Giulia, Giordano Romano - e a dimostrare quanto possa essere inclusivo anche il Pozzo di San Patrizio. E’ questo il messaggio che vogliamo lanciare, rendere accessibili quei posti dove si pensa che non si possa accedere. Per Giulia, per noi genitori e per l’associazione è stata una bellissima giornata ed è stato ancora più bello essere accolti in questa maniera dal sindaco e dalla città. Un’esperienza che racconteremo, non dimenticheremo e porteremo sempre nel cuore". 

"Abbiamo accolto con grande piacere la richiesta di Giulia e dell’associazione Majella Sporting Team che ci ha emozionato e stimolato", commenta il sindaco Roberta Tardani. "In questi anni - continua - abbiamo cercato di sviluppare idee e progetti che attraverso la tecnologia potessero rendere fruibile il Pozzo di San Patrizio anche alle persone con disabilità ma questa esperienza ha un valore particolare perché dimostra che anche un luogo complesso, per sua natura non pienamente accessibile, può aprirsi a forme di fruizione più inclusive.

Questa iniziativa rappresenta un segnale concreto perché con attenzione, organizzazione e collaborazione è possibile ampliare le opportunità di visita, costruendo percorsi che mettano al centro le persone. Pensiamo quindi che non possa rimanere solo un gesto simbolico ma un primo passo verso un’idea di accessibilità possibile da sviluppare con iniziative e visite dedicate. Ringrazio CoopCulture che ha creato tutte le condizioni perché tutto si svolgesse per il meglio e naturalmente Giulia, la sua famiglia e l’Associazione Majella Sporting Team che ci hanno fatto vedere il Pozzo di San Patrizio con occhi diversi".

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