Una giornata calda e luminosa, come solo la primavera sa donare, ha accolto in Piazza del Popolo lunedì 20 aprile oltre trecento bambini e studenti dell'Istituto Comprensivo Orvieto-Baschi. "La scuola in movimento: un ponte per la pace" è stata una festa della scuola per la città, un momento per far risuonare, a partire dai ragazzi, un forte No alla guerra. Un grido sentito e vissuto attraverso riflessioni e performance che acquistano maggiore valenza educativa proprio perché legate a un percorso esperienziale.

"La scuola in movimento" è un progetto nato all'interno dei Dipartimenti Verticali e coinvolge le classi-ponte dell’Istituto: la terza sezione dell’Infanzia, le classi prime e quinte della Primaria e le prime della Secondaria di Primo Grado. Un lavoro di squadra che ha coinvolto tutti i docenti dei tre ordini, coordinato dalla dirigente scolastica, Antonella Meatta. Bambini e ragazzi hanno sfilato in corteo in base al proprio ordine di scuola e, giunti in Piazza del Popolo, hanno trovato ad attenderli il sindaco, Roberta Tardani, e la "madrina" dell'iniziativa, la scrittrice Paola Zannoner, appositamente giunta per presenziare all'evento.

Al lancio di tre palloncini verdi hanno avuto inizio le attività. I primi ad esibirsi sono stati i bambini dell’Infanzia di Orvieto centro, Baschi, Bardano e Canonica, che hanno presentato un percorso motorio dal titolo "La danza della pace": i piccoli protagonisti, come vagoni di un magico trenino delle parole gentili guidato da una maestra-capotreno, sono giunti alla stazione della pace. La Primaria ha poi presentato "I colori della pace", un percorso che ha avuto come sottofondo musicale "Divenire" di Ludovico Einaudi.

A seguire, "Promemoria" di Gianni Rodari, esibizione ispirata alla performance di Ghali alle recenti Olimpiadi Invernali Milano-Cortina: una coreografia che si è conclusa cantando la parte più significativa della poesia di Rodari nelle lingue che, oltre all’italiano, caratterizzano le classi: francese, spagnolo, arabo e inglese, una polifonia perché non basta usare la propria lingua, occorre ribadire il "No alla guerra" con le voci del mondo.

Infine, la performance dei ragazzi della Secondaria di Primo Grado dal titolo "La colomba della pace". Un’articolata coreografia, curata da Marco Spallaccia, che ha rappresentato varie situazioni: la serenità della pace, il dramma della guerra, il ritorno della speranza. A conclusione, come momento corale e di incontro, tutti insieme hanno cantato "Heal the World", per ribadire la necessità impellente di "guarire" il mondo, liberandolo dalla malattia della guerra e da tutti gli orrori che ne derivano. In un tempo in cui le immagini di guerra arrivano quotidianamente, far vivere ai ragazzi un’esperienza corporea di pace, fatta di danza, musica e poesia, è un antidoto, la pace "spiegata" si dimentica, la pace "vissuta" diventa memoria indelebile.
Un ringraziamento va all’Amministrazione Comunale per l’utilizzo della piazza, al Sindaco per la sua presenza, alla Protezione Civile e al Comitato di Orvieto della Croce Rossa Italiana, alla scrittrice Paola Zannoner per aver accolto con grande entusiasmo l’invito della scuola, allo sponsor Antonio Basilici di "Casalinda" e, infine, a tutti i docenti che hanno collaborato all’ottima riuscita dell’evento. Iniziative come "La scuola in movimento" dimostrano che la pace non è solo assenza di conflitto, ma un esercizio quotidiano che si impara da piccoli. Quando più di trecento bambini e ragazzi trasformano una piazza in un laboratorio di parole gentili, colori e musica, stanno costruendo i mattoni invisibili di una convivenza futura.
"Ci sono cose da non fare mai, né di giorno né di notte, né per mare né per terra: per esempio, la guerra..." (Gianni Rodari).