A un anno dalla costituzione del comitato promotore Liberi Subito in Umbria, è stata presentata in Commissione III Sanità del Consiglio Regionale dell’Umbria la proposta di legge di iniziativa popolare che porta il nome e la storia di Laura Santi. La proposta, nella scorsa primavera, ha raggiunto in soli due mesi il quorum di firme necessario ed è stata dichiarata ammissibile in UdP lo scorso novembre 2025. Dichiarazione di Alice Spaccini e Stefano Massoli Associazione Luca Coscioni – Comitato Promotore Liberi Subito Umbria
"È stato emozionante portare in quella sede una battaglia che Laura ha voluto con forza e determinazione. Abbiamo spiegato ai consiglieri perché questa legge è necessaria e urgente: chi si trova nelle condizioni previste dalla sentenza 242 del 2019 non può attendere anni per vedersi riconosciuto un diritto. Laura ha atteso oltre due anni e otto mesi. Una legge regionale che disciplini in modo chiaro e tempestivo la presa in carico delle richieste di suicidio assistito e che attribuisca responsabilità certe alle strutture sanitarie e garanzie reali alle persone è necessaria per evitare che situazioni analoghe si ripetano".
A seguito della sentenza 204 del 2025, che ha riconosciuto la piena potestà legislativa delle Regioni in materia, è stata richiamata la responsabilità politica della Commissione. In Italia il suicidio assistito è oggi consentito, anche in assenza di una legge regionale, grazie alle pronunce della Corte costituzionale, intervenuta più volte sul tema. Ciò che manca sono procedure definite e garanzie operative adeguate alle esigenze delle persone che ne fanno richiesta.
In assenza di una normativa, sono le persone malate a sopportare le conseguenze di questo vuoto, spesso costrette a percorsi giuridici lunghi e complessi. Le sensazioni emerse dopo l’illustrazione del progetto di legge sono considerate positive. Si attende ora l’avvio dell’istruttoria tecnico-legislativa, con fiducia che la Commissione possa procedere nel merito e in senso favorevole.