sociale

"Creatività senza confini", in mostra l'arte che unisce, include e restituisce dignità

mercoledì 15 aprile 2026

È stata inaugurata lunedì 13 aprile, come annunciato, nell’Atrio del Palazzo dei Sette di Orvieto, la mostra "Creatività senza confini", un progetto che intreccia arte, solidarietà e inclusione sociale. L’iniziativa, promossa dal Lions Club Orvieto e dal Comitato Artisti della Solidarietà, si avvale del patrocinio dei Comuni di Orvieto e Castel Viscardo e del contributo dei Lions Club e Leo Club dell’Umbria. In esposizione circa 65 opere, testimonianza concreta di percorsi creativi e formativi sviluppati anche all’interno della Casa di Reclusione di Orvieto. 



I lavori nascono dai laboratori di fotografia, pittura, sartoria artigianale, oreficeria, lavorazione del cuoio e della pelle e tessitura, con l’auspicio di poter riattivare presto anche quello di ceramica. L’allestimento stesso ha visto il coinvolgimento diretto di due persone provenienti dall’istituto, attualmente impegnate nel delicato passaggio tra la detenzione e il reinserimento nella società.


All’inaugurazione, aperta dal sax di Massimo Gambetta, hanno preso parte tra gli altri il presidente del Lions Club Orvieto, Luigi Fuschi, il segretario Francesco Manciati e l’officer distrettuale Artisti della Solidarietà Lions, Francesca Cencetti, che hanno evidenziato il valore dell’arte come strumento di riscatto e partecipazione. L’assessore alle Politiche Sociali, Alda Coppola, ha ricordato le progettualità condivise con la Casa di Reclusione, tra cui la manutenzione dell’Anello della Rupe e del Giardino della Gentilezza, realizzate grazie a una specifica convenzione con il Comune.




Presenti anche la direttrice Annunziata Passannante, il referente educativo Paolo Maddonni e il commissario capo Luigi Bove, comandante della Polizia Penitenziaria, e rappresentanti dell'Associazione Nazionale Carabinieri. La mostra sarà visitabile fino a domenica 19 aprile, il ricavato delle donazioni sarà destinato all’acquisto di materiali per sostenere e sviluppare ulteriormente i laboratori artistici e artigianali della struttura.


L’esperienza di “Creatività senza confini” invita a riflettere sul ruolo dell’arte come autentico servizio sociale. In contesti fragili, come quello della detenzione, l’arte non è soltanto espressione estetica, ma diventa occasione di ascolto, crescita personale e ricostruzione dell’identità. Creare significa riappropriarsi del proprio tempo, delle proprie capacità e della possibilità di immaginare un futuro diverso. In questo senso, l’arte si trasforma in un ponte tra individuo e comunità, contribuendo a ridurre le distanze, a superare lo stigma e a generare valore condiviso. Non è solo ciò che si osserva sulle pareti di una mostra, ma un processo che restituisce dignità, favorisce il dialogo e rende concreta l’idea di inclusione.

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