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"Una giornata con Luca Coscioni". Evento commemorativo a vent'anni dalla sua morte

lunedì 2 marzo 2026

Mercoledì 4 marzo, a partire dalle 17.30, il Cinema Multisala Corso di Orvieto, ospiterà come anticipato "Una giornata con Luca Coscioni", un'iniziativa aperta alla cittadinanza e alla stampa per ricordare la figura di Luca Coscioni, cittadino di Orvieto, a venti anni dalla sua morte, e rinnovarne l’impegno per la libertà di ricerca scientifica e i diritti civili. 

L’evento sarà un momento di memoria e di confronto pubblico, promosso dalla Cellula Coscioni di Orvieto, con la partecipazione di:
- Anna, Monica e Rodolfo Coscioni
- Roberta Tardani, sindaco di Orvieto
- Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni
- Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni
- Stefano Massoli, coordinatore della Cellula Coscioni di Perugia

Alle 19 è prevista la proiezione del film-documentario "Il Maratoneta – Io, Luca Coscioni", seguita da un dibattito con la partecipazione del regista Marco Leopardi.

Luca Coscioni, economista ha trasformato la propria condizione di malato di sclerosi laterale amiotrofica in occasione di lotta per la libertà di ricerca scientifica, il diritto l’autodeterminazione, in particolare delle persone malate e con disabilità e la ricerca di cure innovative. Nel 2000 è eletto online nel Comitato dei radicali presieduto da Marco Cappato. Nel 2001 è capolista della Lista Bonino-Pannella, sostenuto da 100 premi Nobel per la sua lotta per legalizzare la ricerca sugli embrioni. Nel 2002 fonda, l’Associazione che ancora oggi porta il suo nome e che negli anni ha contribuito in modo determinante, grazie al lavoro coordinato dall’attuale segretaria Filomena Gallo, ad abbattere buona parte delle proibizioni contenute nella Legge 40 adottata nel 2004 e che fu il centro dell’azione di Luca. Luca Coscioni è morto il 20 febbraio 2006, all’indomani della terza sessione del Congresso mondiale per la libertà di ricerca scientifica da lui fortemente voluto e alla vigilia delle elezioni politiche dove sarebbe stato candidato nella Rosa nel Pugno.

Alcune sue frasi celebri:

"Le nostre esistenze hanno bisogno di libertà per la ricerca scientifica. Ma non possono aspettare. Non possono aspettare le scuse di uno dei prossimi Papi".

"Non posso che vivere il tempo dando più fiato possibile, che è anelito d’amore e di speranza, a questa storia di libertà e civiltà".

"Da vivo ho dimostrato che si può parlare essendo muti".

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