sociale

A.Ge. e Unitre Orvieto contro il bullismo. Doppio incontro a Palazzo Coelli

martedì 3 febbraio 2026
di Angelo Palmieri

Un patto educativo che unisce generazioni diverse per affrontare una delle ferite più diffuse e meno denunciate dell’età scolastica: il bullismo. Giovedì 5 febbraio, come anticipato, l'A.Ge. – Associazione Italiana Genitori Orvieto e l'Università delle Tre Età di Orvieto promuovono la giornata "Rompere il silenzio", con due momenti a Palazzo Coelli (Piazza Febei, 3): un incontro dedicato agli studenti e, nel pomeriggio, una presentazione aperta alla cittadinanza.

Al centro dell’iniziativa il libro "Il seme del male. Per una scuola della nonviolenza", della docente Paola Ducato, che propone una riflessione lucida sui meccanismi della violenza tra pari e sugli strumenti – culturali prima ancora che disciplinari – per trasformare la scuola in uno spazio di riconoscimento. La giornata si aprirà alle 10 con una sessione dedicata agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, pensato come momento di ascolto e confronto. Nel pomeriggio, alle 17, nella Sala Blu, si terrà un dialogo con ingresso libero, rivolto a famiglie, docenti, educatori.

A condurre l’appuntamento sarà la giornalista Beatrice Curci. Letture a cura di Alberto Romizi.

Perché "Rompere il silenzio". Il bullismo non è una semplice “ragazzata”, né un inevitabile rito di passaggio. È una prevaricazione che si ripete, isola, umilia e spesso prospera proprio nella zona grigia dell’indifferenza: lo sguardo che si volta altrove, il "non è niente", il "passerà". I numeri, del resto, raccontano una realtà più ampia di quanto si immagini: le rilevazioni più recenti sul mondo scolastico indicano che il bullismo riguarda una quota consistente di adolescenti e che, nelle scuole superiori, oltre un quarto degli studenti dichiara di averne fatto esperienza almeno una volta nel periodo osservato, mentre circa uno su cinque ammette un coinvolgimento attivo in episodi di comportamenti vessatori.

A rendere il quadro più complesso è l’intreccio tra vita in presenza e vita digitale: un insulto può moltiplicarsi, un video può diventare stigma, un’esclusione può prolungarsi nel tempo e nello spazio. E non di rado il bersaglio coincide con una differenza – origine, disabilità, orientamento, fragilità – trasformata in etichetta. È in questa cornice che l’iniziativa "Rompere il silenzio" sceglie di mettere in campo un’alleanza educativa tra generazioni, scuola e famiglie: perché prevenire significa riconoscere i segnali, nominare le cose con parole giuste e costruire contesti in cui nessuno resti solo.

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