sociale

Le associazioni Lgbti umbre danno vita al primo Umbria Pride

martedì 15 marzo 2022

Dopo l’esperienza del Perugia Pride, che per sette anni ha portato in piazza e per le strade del capoluogo migliaia di persone, e dopo due anni di stop a causa della pandemia, le associazioni gay, lesbiche, bisessuali, trans* e intersex dell’Umbria annunciano il primo Umbria Pride, una grande manifestazione regionale per la promozione e la tutela dei diritti. Del coordinamento Umbria Pride fanno parte AGEDO Terni, Amelia Pride, Esedomani Terni, Famiglie Arcobaleno e Omphalos LGBTI.

«L’Umbria Pride nasce dalla volontà di coordinamento delle principali realtà LGBTI (lesbiche, gay, bisessuali, trans* e intersex) umbre – dichiarano i portavoce delle cinque organizzazioni – lo scopo è quello di promuovere i diritti della nostra comunità regionale e di favorirne il benessere e le rivendicazioni tramite l'organizzazione del Pride regionale e di eventi, manifestazioni, campagne e iniziative ad esso collegate. Il coordinamento Umbria Pride si pone l'obiettivo di parlare di diritti e rispetto delle differenze in tutti i territori della nostra regione, anche fuori dai grandi centri, incentivando la nascita di nuove realtà di aggregazione che perseguono gli stessi scopi del coordinamento e mettendo in rete quelle realtà già esistenti.»

Il grande corteo conclusivo dell’Umbria Pride si terrà sabato 25 giugno e sarà preceduto da un nutrito cartellone di eventi, appuntamenti culturali, dibattiti e rassegne organizzate in tutta la regione, per approfondire le tematiche e le rivendicazioni del movimento LGBTI (lesbico, gay, bisessuale, trans* e intersex).

«Le rivendicazioni del coordinamento – continuano gli organizzatori – sono quelle proprie del Movimento LGBTI+ italiano ed in quanto tali sono intersezionali alle lotte femministe, dei lavoratori e delle lavoratrici, antifasciste, ecologiste, antirazziste, antiabiliste ed in generale laiche e progressiste, nella piena convinzione che soltanto la piena espressione dei diritti sociali e di quelli civili garantisca la dignità e la realizzazione personale.»