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La facciata del Municipio si illumina di rosso. Azioni concrete a tutela dei diritti delle donne

mercoledì 24 novembre 2021
La facciata del Municipio si illumina di rosso. Azioni concrete a tutela dei diritti delle donne

La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è stata istituita con la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che ha invitato governi, organizzazioni internazionali e ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della violenza contro le donne e ridurne il fenomeno. 

La Giornata del 25 Novembre parte dall’assunto che la violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani ed è conseguenza della discriminazione contro le donne, che inasprisce le disuguaglianze di genere. In questo senso, per sottolineare che la violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani, la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne dà inizio ai “16 giorni di attivismo contro la violenza di genere” che precedono la Giornata Mondiale dei Diritti Umani celebrata il 10 dicembre di ogni anno. 
 
Come segno di vicinanza a questi temi, giovedì 25 novembre la facciata del Palazzo Comunale di Orvieto sarà illuminata di rosso e, lungo il loggiato, saranno posizionati 100 palloncini rossi a rappresentare le vittime di violenza e femminicidio.
 
“Il Comune di Orvieto sostiene le politiche contro la violenza sulle donne - afferma l’assessore alle Politiche Sociali, Angela Maria Sartini – proponendo, sostenendo e partecipando ad iniziative ed interventi. In questo senso, nell’ultimo anno il Comune di Orvieto ha contribuito economicamente con un cofinanziamento maggiore rispetto agli anni precedenti in quanto. Nel 2021 è stata attivata una struttura di emergenza territoriale per la quale è stato concesso un contributo regionale che richiede un cofinanziamento da parte della Zona Sociale proporzionale al finanziamento erogato. L’esigenza di avere sul territorio una struttura di questo genere si è amplificata durante l’emergenza sanitaria che a tutt’oggi stiamo vivendo, un periodo storico che ha visto le donne vittime di violenza ancora più sottoposte alla convivenza forzata con i propri maltrattanti. 
 
La violenza domestica - aggiunge - già presuppone la messa in atto ad opera dell’abusante di una vera e propria strategia di controllo e di potere, che utilizza elementi strutturali a livello sociale oltre al controllo individuale e ambientale per isolare le donne dalle loro reti e fonti di sostegno esterno, principalmente la famiglia di origine e gli amici. Il confinamento e la quarantena, hanno di fatto contribuito ad aumentare ulteriormente l’isolamento delle donne e le loro difficoltà ad attivare reti di supporto.

A completamento della rete di accoglienza delle vittime di violenza e degli interventi di prevenzione stiamo valutando lo sviluppo di progetti, rivolti agli autori di comportamenti violenti, abusanti e maltrattanti, in linea con le indicazioni del progetto unico regionale. L’obiettivo è intervenire sulla loro consapevolezza del problema e dei danni che provocano alle donne ed ai loro figli e sulla loro motivazione al cambiamento al fine di prevenire nuove violenze e contrastarne la trasmissione intergenerazionale. Infatti, gli uomini maltrattanti presentano le loro storie negando, distorcendo e minimizzando il proprio comportamento.

Infine - conclude Sartini - come auspicato dall’inizio della fase di emergenza che non è solo sanitaria ma anche sociale e lavorativa, proprio in questi giorni è partito il reddito di libertà, erogato dall’Inps, un sostegno economico diretto alle donne vittime di violenza seguite dai Centri antiviolenza e dai Servizi Sociali Comunali che è di supporto all’autonomia economica e abitativa delle donne e dei loro figli minori”.

"Desidero ringraziare tutte le Associazioni - afferma il sindaco, Roberta Tardani - per l’impegno dimostrato nella lotta contro la violenza di genere. L’obiettivo è quello di promuovere tutti insieme una diversa cultura fatta di relazioni positive fra uomini e donne in cui non ci sia bisogno di prevaricare per valere, né della violenza per dominare. Dopo il periodo difficile degli ultimi due anni dove le misure di contenimento della pandemia da Covid-19 hanno limitato le iniziative pubbliche, quest’anno, anche se non completamente fuori dal problema, si assiste ad una risposta importante e significativa, dimostrata dalle iniziative che si realizzano nel nostro Comune, a ricordo delle donne vittime della violenza di genere e come strumento di prevenzione. 

La violenza - continua - affonda le sue radici nei problemi di relazione tra uomini e donne, nei retaggi culturali, negli stereotipi di genere in una visione di possesso da parte dell’uomo nei confronti della donna. Troppo spesso le donne vittime di violenza si sentono sole, convinte che nessuno possa capirle o, peggio ancora, aiutarle. A tutte le donne vorremmo far giungere il messaggio che non è così: porre sotto i riflettori il fenomeno, vuol dire abbattere l’omertà e il silenzio spesso collegato a questo problema considerato da sempre un ‘fatto privato’. Per questo motivo un ringraziamento particolare lo rivolgo all’Associazione ‘Albero di Antonia’ da sempre impegnata nel sostegno concreto delle donne con la gestione del Centro Antiviolenza e la realizzazione della Casa di emergenza. Un ringraziamento va inoltre all’Associazione Fidapa che promuove una iniziativa di sensibilizzazione sulla condizione delle donne afghane”.  

In occasione della “Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne” ad Orvieto si svolgeranno inoltre le seguenti manifestazioni: 
Mercoledì 24 novembre dalle 19 alle 20 sulla loggia del Palazzo Comunale si terrà una fiaccolata per ricordare la drammatica situazione che stanno vivendo le donne afghane promossa da Fidapa Bpw Italy - Distretto Centro e Sezione di Orvieto. Il Centro Antiviolenza "L’Albero di Antonia" promuove,
Giovedì 25 novembre, una iniziativa di denuncia e contro-narrazione con la performance di musica popolare del Gruppo Tusciamannate che proporranno canti e danze tradizionali del Centro-Sud Italia, canti che narrano storie d’amore (passioni lontane o ostacolate, amori che diventano avversione, relazioni che amore non sono ma violenza fino a esplodere in femminicidio) e il lavoro faticoso e sottopagato delle donne.

Per sabato 27 novembre alle 17.30, presso "Lo Scalo" Community Hub di Orvieto Scalo organizza, inoltre, un altro momento di riflessione sulla violenza contro le donne, con la presentazione del libro “Storie di genere”, cinque storie di violenze di genere scaturite dalla voce diretta delle sopravvissute. Si tratta del secondo volume scritto da "L’Albero di Antonia", edito dal Cesvol-Centro servizi volontariato, e presentato lo scorso 29 ottobre a Umbria Libri a Terni, che contiene contributi di esperte, professioniste ed associazioni. Alla lettura di brani da parte delle lettrici Daniela Viola e Alessia Cardinali, si alternerà la voce di Martina Maggi, cantautrice di Orvieto già nota nel panorama musicale italiano per aver lavorato a progetti folk, rock-blues e canto multistilistico, che sarà accompagnata alla chitarra da Andrea Vincenti.  

Fonte: Ufficio Stampa Comune di Orvieto