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Inps: "In Umbria in sei mesi sono pervenute 29.701 domande per il riconoscimento dell'invalidità"

giovedì 15 luglio 2021

 "In Umbria da gennaio a giugno 2021 sono pervenute 29.701 domande per il riconoscimento dell’invalidità, di cui 15.260 per invalidità civile, 13.070 per legge 104/92, 1.111 per legge 68/99 (categorie protette), 226 per cecità e 34 per sordità. A queste si aggiungono 4.263 domande per patologie tumorali, che hanno la priorità nelle visite, per un totale dunque di 33.964 domande nel semestre. I tempi medi di definizione sono stati di 73 giorni, 34 per gli oncologici".

A riferirlo è la Direzione Regionale dell'Umbria dell'Istituto Nazionale Previdenza Sociale riferendosi all’intero iter, sanitario e amministrativo, in tutte le sue fasi: presentazione della domanda da parte dell’interessato, visita medica a cura delle ASL, validazione del verbale sanitario da parte del Centro Medico Legale dell’Inps fino alla liquidazione della eventuale prestazione economica richiesta, al netto dei tempi tecnici necessari per i flussi di pagamento.

Un dato ben al di sotto dei 120 giorni previsti dalla normativa e che rispetto al panorama nazionale posiziona la nostra regione tra quelle più virtuose. A rendere più snello il processo rispetto al passato è la nuova modalità di presentazione delle domande, che include fin da subito tutti i dati utili alla liquidazione, compreso l’iban, evitando di comunicarli successivamente come accadeva in precedenza, con la trasmissione del modello AP/70. Soprattutto, determinante è l'impegno del Centro Medico Legale Inps e la proficua sinergia con le ASL, a cui è demandata la convocazione a visita medica.

Il nuovo e aggiornato protocollo in corso di stipula tra Direzione regionale Umbria e gli Enti di patronato - l'ultimo risale al 2013 - potrà dare un nuovo impulso alla fondamentale collaborazione tra tutti i soggetti che insieme operano al servizio degli umbri, soprattutto coloro che vivono un momento di disagio a causa dello stato di salute.

Il direttore regionale, Fabio Vitale, aderisce convintamente al principio secondo il quale è necessario ed urgente introdurre come prassi ordinaria e prevalente l’esame delle istanze sulla base della documentazione sanitaria agli atti, così da ridurre al minimo la presenza dei pazienti presso le Commissioni mediche e velocizzare ulteriormente il processo. "Si tratta - dice - di un obiettivo primario, una buona prassi amministrative per la quale la Direzione regionale Umbria ha già fornito la propria fattiva collaborazione al fine di un suo prossimo raggiungimento".