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Contro la violenza sulle donne, numero nazionale 1522 e numero regionale 800.861126 sugli scontrini delle farmacie

martedì 27 aprile 2021
Contro la violenza sulle donne, numero nazionale 1522 e numero regionale 800.861126 sugli scontrini delle farmacie

Sugli scontrini delle farmacie dell’Umbria arriva la dicitura (anche in inglese) "Stop violenza! Se sei vittima di violenza chiama h24 il numero regionale 800.861126 o quello nazionale 1522”.  E’ un nuovo alleato contro la violenza sulle donne, che da martedì 27 aprile è codificato nell’accordo firmato presso la sede della Provincia di Perugia, fra Anci Umbria, Federsanità Umbria, il Centro regionale Pari Opportunità (Cpo) della Regione Umbria, Assofarm Umbria e Federfarma Umbria - in forza degli accordi già in essere - e Ordine dei Farmacisti di Perugia e Terni.
 
Dopo l’inserimento del numero nazionale antiviolenza ora infatti verrà aggiunto anche quello regionale della rete dei Centri AntiViolenza 800 861 126 collegato h24 al Centro AntiViolenza di riferimento che potrà fin da subito prendere in carico la vittima. Inoltre i farmacisti delle farmacie pubbliche e private che aderiranno saranno adeguatamente formati sulle funzioni della rete dei Cav e per recepire eventuali segnali da parte di potenziali vittime, indirizzandole verso il numero Cav o nazionale.
 
Lo prevede l’accordo della durata di due anni, rinnovabile per altri due, sottoscritto da Michele Toniaccini, presidente di Anci Umbria e Federsanità Umbria, Augusto Luciani presidente di Federfarma Umbria, Antonio D’Acunto presidente di Assofarm Umbria, Caterina Grechi presidente del Centro Pari Opportunità della Regione Umbria, Filiberto Orlacchio presidente dell’Ordine dei Farmacisti della provincia di Perugia e Andrea Carducci presidente dell’Ordine dei Farmacisti della provincia di Terni. Presenti anche Edi Cicchi Assessore al Comune di Perugia, in veste di presidente commissione Welfare e Pari Opportunità di Anci Umbria e Annalisa Mierla vicesindaco del Comune di Umbertide, che hanno contribuito a seguire l’iter del protocollo e Silvia Pagliacci presidente di Federfarma Perugia.
 
L’accordo prevede anche che il Cpo attivi un nuovo rapporto di collaborazione e scambio di informazioni con i farmacisti sul funzionamento e sulle finalità della rete dei Cav, affinché questi ultimi possano acquisire maggiori competenze per supportare meglio la donna, vittima di violenza e maltrattamenti. Il protocollo definisce gli impegni di ciascuno soggetto firmataria: Anci Umbria adotterà tutti gli strumenti per la sua attuazione e informazione ai Comuni associati; Federsanità Umbria diffonderà le finalità del protocollo; il Cpo fornirà ai farmacisti tutte le informazioni utili anche sul funzionamento della rete dei Cav; Federfarma Umbria, Assofarm Umbria e Ordine dei farmacisti di Perugia e Terni faciliteranno lo scambio di informazioni tra farmacisti e Cpo e l’acquisizione dal parte di quest’ultimo di tutte le notizie utili al contrasto.
 
“L’intento dei firmatari -  riferisce una nota di Anci Umbria – è quello di mettere in campo ogni tipo di azione per invertire un trend, quello della violenza e del maltrattamento, in netto aumento, ancor più in quest’ultimo periodo di emergenza sanitaria in cui molte famiglie, in particolari situazioni, sono state costrette a una difficile e pericolosa convivenza. Al numero nazionale, fondamentale, viene aggiunto il numero regionale 800 861 126 di riferimento per tutti i Cav, al fine di mettere direttamente in relazione la persona maltrattata con il Centro più adeguato: infatti, quello più vicino non necessariamente è quello scelto per il supporto.

Si è voluta rafforzare, inoltre, la formazione dei farmacisti per meglio intercettare segnali importanti provenienti dalle vittime e per spiegare la diffusa e ampia rete dei Cav. Con questo protocollo si interviene sul duplice fronte della tutela e della presa in carico delle vittime, uniformando su tutto il territorio una attività che si ritiene vincente e che valorizza la grande forza della territorialità e della capillarità dei servizi. Ci sono stati molti Comuni che hanno presentato ordini del giorno per la diffusione del numero nazionale: l’operazione messa in atto con il protocollo è stata non solo quella di mettere a sistema le diverse sensibilità, ma di andare oltre e creare una rete ancora più fitta, stringente e funzionale alle esigenze delle donne vittime di violenza o maltrattamenti, mettendole in diretto contatto con i Cav di riferimento”.