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"La sfida educativa non va dimenticata". Il Gruppo Scout Orvieto 1 pone la questione al centro del dibattito cittadino

venerdì 20 novembre 2020
"La sfida educativa non va dimenticata". Il Gruppo Scout Orvieto 1 pone la questione al centro del dibattito cittadino

Foto scattata prima dell’Ordinanza n. 68 del 23/10/2020 della Presidente della Giunta Regionale

Il Gruppo Scout Orvieto 1 porta avanti il suo servizio e pone la questione educativa al centro del dibattito cittadino. Lo fa con una lettera aperta alla città con la quale invita a non dimenticare la sfida educativa. Di seguito in forma integrale:

Lo scorso 11 ottobre abbiamo dato il via a un nuovo anno di attività. Il ventiquattresimo di una storia che, dal 1997, prova a rispondere alle sfide educative di questo territorio. Sfide che oggi si intensificano e ci pongono di fronte a nuovi interrogativi e prospettive prima nemmeno considerate.

Durante il primo lockdown, come tutti, abbiamo dovuto sperimentare nuove modalità per tenere vive le relazioni educative con i giovani che ci vengono affidati - sono oltre 100 tra ragazzi e ragazze, di età compresa tra gli 8 e i 21 anni, che vivono a Orvieto, Bolsena e nel comprensorio. 

Non è facile rimodularsi ancora una volta durante questa seconda ondata. Non possiamo nascondercelo. Zoom, Meet, Skype e qualsiasi altra piattaforma non bastano e vengono sempre meno tollerate.

Non è facile inventare, in questo tempo, alternative valide per chi fonda la propria proposta educativa sull’essenziale - lontana quindi da social e smartphone - per chi si nutre di contatti, corpo, gioco, avventura all’aria aperta, per chi crede che la condivisione di esperienze con realtà che si battono per una società più giusta, significhi educare a una cittadinanza attiva e critica.

Sperimentiamo tutti l’assoluta inadeguatezza del virtuale nel porsi come surrogato di un percorso, quello educativo, alimentato da sguardi, vissuti e relazioni fatte di carne, dialogo e presenza. Interrogarsi sul senso di fare educazione in questo tempo, è prioritario e fondamentale per la nostra realtà, così come per le scuole e le associazioni attive sul territorio.

Spesso ce lo chiediamo: cosa stiamo davvero offrendo oggi ai nostri ragazzi? In che lingua stiamo parlando con loro? Quali significati stiamo attribuendo a questo tempo? Quali riflessioni sul nostro rapporto con l’ambiente e gli altri porteremo in eredità? Quanto incide sulla salute di bambine e bambini, ragazze e ragazzi, l’assenza di socialità, di momenti autentici di confronto, di contatto con la natura, di movimento? E, non ultimo, cosa rimarrà di questo tempo interrotto, nel percorso di formazione degli adulti di domani?

Domande che vogliamo rivolgere a tutti i cittadini di Orvieto, alle associazioni, ai docenti, alla Chiesa, alle istituzioni pubbliche della nostra città, perché porsi il problema della dimensione educativa dei ragazzi, patrimonio inestimabile, è un obbligo a cui oggi ogni cittadino non può e non deve sottrarsi.

La nostra voce, come associazione, è generalmente assente nel pubblico dibattito, ma in questo preciso momento storico, ci sentiamo in dovere di richiamare tutti a porre l’attenzione su questo tema. Possiamo portare la nostra sensibilità, la nostra esperienza e la volontà di essere parte attiva di un possibile – e quanto mai utile – confronto: per dialogare su ciò che stiamo vivendo oggi e, cosa ancor più importante, per prepararci a quello che avverrà.

Alla luce di queste riflessioni ci piacerebbe proporre un tavolo di lavoro tra rappresentati delle istituzioni, della Scuola, della Chiesa, delle associazioni e delle altre realtà educative presenti nel nostro territorio per confrontarci e insieme sostenerci nell’ottica di un obiettivo comune: la sfida educativa.

Noi tutti Capi dell’Orvieto 1 continuiamo a metterci in gioco, perché non vogliamo venire meno al patto educativo stretto con le famiglie e la società, e perché non smetteremo di credere che fare proposta educativa sia il primo passo per dare al futuro una speranza vera, sostenibile e autentica.