sociale

"Non un passo indietro". Manifestazione contro omofobia e misoginia

venerdì 16 ottobre 2020
"Non un passo indietro". Manifestazione contro omofobia e misoginia

"Da oltre trent'anni l’Italia attende una legge che contrasti efficacemente l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia, la transfobia e la misoginia. Non c’è più tempo da perdere. Scendiamo in piazza per chiedere a gran voce non una legge qualsiasi, ma una buona legge che contrasti le discriminazioni per orientamento sessuale, identità di genere e genere nel nostro Paese. Per chiedere che non si facciano passi indietro o compromessi al ribasso".

Suona così l'invito a "Non un passo indietro", la manifestazione in programma sabato 17 ottobre alle 17 a Terni, in Piazza della Repubblica alla quale aderiranno anche le consigliere di parità della Provincia, Maria Teresa Di Lernia e Ivana Bouché, Lo annunciano loro stesse dicendosi “consapevoli che tra i propri compiti, come indicato espressamente dalle leggi, sia fondamentale quello di informazione e formazione culturale sulle pari opportunità e sulle varie forme di discriminazione e che rientra in questo ambito la promozione e l’adesione ad ogni attività tesa a contrastare gli episodi, sempre più frequenti, di discriminazione e di violenza basati sull’orientamento sessuale, l’identità di genere, il genere”.

Secondo Di Lernia e Bouché la proposta di legge che la manifestazione intende appoggiare presenta aspetti inovativi perchè propone un approccio sulle discriminazioni che tiene conto dell’identità sessuale nelle sue varie componenti, sesso, genere, orientamento sessuale e identità di genere, non limitandosi ad un intervento di carattere penale, pur necessario e presente, ma prevedendo anche strategie di prevenzione, contrasto e sostegno alle vittime.

“Nonostante il periodo difficile che stiamo attraversando nel Paese e nel mondo - dichiarano - l’attenzione a queste tematiche non può venire meno, anzi occorre una sempre maggiore attenzione alla solidarietà sociale e al rispetto delle differenze, per garantire, ad ogni persona, il proprio diritto alla felicità, contro ogni forma di discriminazione su base etnica, religiosa, per disabilità, per età, così come contro il razzismo, il sessismo e la omotransfobia.

Come già enunciato in altre occasioni - concludono - crediamo che solo garantendo il rispetto per ogni singolarità, le barriere che ostacolano il pieno riconoscimento dei diritti inalienabili di ciascun essere umano, potranno essere abbattute".