sociale

Tre detenuti della Casa Circondariale sperimentano il lavoro fuori dal carcere

venerdì 26 giugno 2020
Tre detenuti della Casa Circondariale sperimentano il lavoro fuori dal carcere

Tre detenuti della Casa Circondariale di Orvieto sperimentano il lavoro fuori dal carcere. Il progetto si chiama "Orto 21", si svolge nel parco del Centro di Palmetta ed ha il sostegno della Regione Umbria e dell’8xMille della Chiesa Valdese. A gestirlo, grazie al patto di collaborazione con il Comune di Terni, è l’Associazione Demetra, che ha dato il via al percorso culturale e artistico per la cura e la rigenerazione dell’area verde che, nei prossimi mesi, sarà riaperta e fruibile da tutta la cittadinanza.

La prima tappa è "Orto 21", realizzato in collaborazione con la casa circondariale di Terni, l’ufficio di esecuzione penale esterna di Terni, l’associazione Ora d’Aria, l’associazione Zoe, la cooperativa sociale Edit, la scuola edile, Mercato Brado e cooperativa mobilità trasporti. Per sei mesi i tre detenuti si dedicheranno ad attività formative e pratiche di giardinaggio, orticoltura e frutticoltura. In affiancamento ci saranno dei tutor, un agronomo e i volontari del Centro di Palmetta.

Oltre alla formazione e al lavoro saranno coinvolti nelle altre attività dell’associazione Demetra, in particolare con “Radici”, la residenza artistica dedicata alla land art e a tutte le pratiche creative inserite nel paesaggio prevista nell’area verde del Centro. Qui verrà ultimata la realizzazione del primo parco cittadino di “Arte Ambientale” gratuito e aperto al pubblico. Per questo progetto Demetra, che da dieci anni realizza residenze artistiche, ha vinto il bando Sillumina promosso da Siae e MiBACT e ospiterà nove artisti, fra settembre e ottobre, in collaborazione con la Casa Laboratorio di Cenci.

Durante le attività del tirocinio formativo dei detenuti l’associazione Demetra sta intensificando le proprie iniziative poiché il dato più evidente è che il beneficio più grande per i detenuti arriva non solo dall’occupazione lavorativa come misura alternativa alla detenzione ma dal contatto, durante l’attività, con altre persone.