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Torna il rito dei Pesci di Sant'Andrea. "Scegliete la qualità di pasticceria"

sabato 28 novembre 2020
di Davide Pompei
Torna il rito dei Pesci di Sant'Andrea. "Scegliete la qualità di pasticceria"

Quest’anno anche la pesca sarà diversa. Ma nella rete finiranno, comunque, elementi che neanche il Covid-19 potrà fermare. Come la qualità del prodotto artigiano. Nella sera di domenica 29 novembre, quindi, secondo un'antica tradizione tutta viterbese – come testimoniano sia la centralissima Chiesa di Sant'Andrea, a Pianoscarano, sia il fatto che l'apostolo pescatore, fratello di Simon Pietro, è patrono di Canino – i più piccoli potranno mettere tranquillamente il piattino sul davanzale della finestra, perché Sant’Andrea sarà generoso – anzi, buono – come sempre.

"Il piattino – spiega Luigia Melaragni, segretaria della CNA di Viterbo e Civitavecchia – lo mettono i bambini, ma poi si sa che anche gli adulti apprezzano una cioccolata fatta come si deve. E questa la può garantire solo un artigiano". Di qui l’appello a "premiare la qualità, rivolgendosi alle pasticcerie che in questo periodo, nonostante le difficoltà stanno lavorando sodo per far sì che la pandemia non fermi la magia e il sorriso dei bambini alla vista del piattino pieno, la mattina di lunedì 30 novembre". Dolce preludio al Natale, si rinnoverà così il rito del pesce di cioccolata.

Fondente, al latte o bianca, come dimostra a Castiglione in Teverina la Cioccolateria Santori. Per gli indecisi è anche a doppio gusto e di tutte le taglie: la produce, a Viterbo, la Pasticceria Garibaldi. Non manca niente, neanche nella forma e nella sostanza, perché nella rete finiscono anche pesci di marzapane e stelle marine che propone la Pasticceria Primavera. E poi c'è il confezionamento, coloratissimo quello della Pasticceria Alba. Ma la tradizione, come detto, è viva anche a Canino e Marpan Pasticceria la rende ogni anno più dolce.

La devozione al santo pescatore è forte anche in altre zone, prevalentemente della provincia di Viterbo. Da Latera a Marta, da Canino a Tessennano, fino a Gradoli. Soprattutto nelle case dove vivono i bambini. "Già da giorni – conferma Andrea De Simone, segretario provinciale di Confartigianato Imprese di Viterbo – le pasticcerie artigiane hanno cominciato la produzione e la commercializzazione dell’ormai noto pesce di cioccolata. Nonostante il periodo terribile che stiamo vivendo a causa del Covid, non rinunciamo alla nostra identità e alle nostre tradizioni.

Quest’anno, anzi, la richiesta di pesci di cioccolata è iniziata con largo anticipo, e i nostri artigiani sono al lavoro per soddisfare le esigenze di tutti". Insieme alla produzione classica, la Pasticceria Polozzi propone la novità dei Pesci di Sant'Andrea fruttati al lampone, fragola, frutto della passione, ovviamente senza coloranti e privi di latte per chi è intollerante. Pesci fondenti e al latte sono disponibili anche alla Pasticceria Lombardelli, insieme a quelli di marzapane e a deliziose conchiglie di cioccolata, fusa e sagomata in appositi stampi di forma ittica.

Il "pescato" fresco del giorno a disposizione nei banchi della Pasticceria Casantini propopone le varianti classiche al latte, fondente e bianco, insieme ai pesci di marzapane, anche in versione gluten free su richiesta. Previa richiesta, inoltre, è possibile personalizzare la sorpresa all’interno del pesce, confezionato nella classica carta stagnola colorata o in altre varianti. Quanto basta per rinnovare una tradizione legata a un rito religioso prima ancora che popolare ma soprattutto goloso vista la qualità delle creazioni in cioccolato.

Racconti e leggende tramandati di generazione in generazione vogliono che in occasione della ricorrenza di Sant’Andrea il parroco dell'omonima chiesa viterbese, risalente al XII secolo, era solito mettere nell’acquasantiera un pesce di cioccolato per ogni sacrestano e uno per il vescovo. Da qui l’usanza si sarebbe estesa prima al quartiere e poi all’intera città. La tradizione del pesce nell’acquasantiera si è, dunque, cristallizzata nel rito goloso del pesce di cioccolato, "portato" – ogni anno, anche quest'anno – da Sant’Andrea a chi ancora ha piacere di credere in qualcosa.