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Ospitalità italiana 2026: cresce la domanda internazionale e cambiano le destinazioni

lunedì 26 ottobre 2026

Dai piccoli borghi alle dimore di prestigio, il 2026 racconta un nuovo modo di vivere l’Italia. I dati di Great Stays ne mostrano le tendenze tra Umbria e Toscana.

I numeri dell'ospitalità italiana nel 2026

L’estate 2026 conferma la forte attrattività dell’Italia sul fronte turistico e restituisce un quadro caratterizzato da una domanda vivace, da una crescente presenza internazionale e da una rinnovata attenzione verso formule di soggiorno più flessibili. Tra giugno e agosto, il Paese ha superato i 276 milioni di presenze e raggiunto 72,4 milioni di arrivi, con una crescita del 2% rispetto allo stesso periodo del 2025. A delineare con maggiore precisione l’evoluzione dei flussi è il quadro relativo al secondo trimestre 2026: gli esercizi ricettivi italiani hanno registrato circa 47 milioni di arrivi e quasi 148 milioni di presenze. Se gli arrivi hanno evidenziato una lieve contrazione rispetto allo stesso periodo del 2025, le presenze, ovvero le notti trascorse nelle strutture ricettive, sono invece aumentate del 3,9%, segnalando una permanenza mediamente più consistente (Fonte dati: borsaitaliana.it).

A trainare il movimento turistico è soprattutto la componente internazionale, che rappresenta il 61,6% delle presenze complessive. Rispetto al secondo trimestre del 2025, secondo dati Istat, le presenze della clientela internazionale sono aumentate del 4,6%, a fronte di una crescita del 2,7% per quella italiana. Un dato che evidenzia il ruolo sempre più rilevante dei viaggiatori internazionali nel panorama turistico italiano. Particolarmente significativo è il dato relativo all’extra-alberghiero, che nel secondo trimestre ha raggiunto oltre 19,3 milioni di arrivi e circa 70,3 milioni di presenze. È proprio questo comparto ad aver registrato la crescita più marcata delle presenze, pari al +5,6% su base annua. L’aumento ha interessato sia la clientela italiana (+4,2%) sia quella internazionale (+6,4%), con quest’ultima ancora una volta in evidenza.

A cambiare, insieme ai numeri, è anche la geografia delle preferenze. I dati del Ministero del Turismo dell’estate 2026 mostrano infatti una crescita dei flussi verso i piccoli borghi, con un +5,6% degli arrivi, a conferma dell’interesse verso destinazioni meno congestionate e capaci di offrire un rapporto più diretto con il territorio. Una tendenza particolarmente interessante per il Centro Italia, dove borghi storici, paesaggi rurali e destinazioni lontane dai circuiti del turismo di massa rappresentano un patrimonio sempre più attrattivo.

Dalla destinazione all'esperienza: il nuovo modo di soggiornare

In questo scenario, l’extra-alberghiero si inserisce come una delle formule più dinamiche dell’ospitalità italiana. Case e appartamenti destinati alle locazioni turistiche, insieme a strutture ricettive di diversa tipologia, rispondono a una domanda che ricerca maggiore autonomia, spazi più ampi e modalità di soggiorno capaci di adattarsi alle esigenze di viaggiatori italiani e internazionali. È all’interno di questo contesto in evoluzione che si inserisce anche il segmento delle dimore di prestigio, dove la scelta della destinazione si intreccia sempre più con quella della proprietà e con il desiderio di vivere il territorio attraverso un’esperienza autentica e personale.

Ed è proprio in questa direzione che i dati di Great Stays, il tour operator del gruppo Great Estate specializzato nell’ospitalità di lusso in Umbria e Toscana, offrono una prospettiva concreta sull’evoluzione della domanda e sulle modalità con cui i viaggiatori scelgono di soggiornare nel Centro Italia. Nel periodo gennaio-agosto 2026, Great Stays ha registrato un incremento delle presenze del 28,24% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, confermando una dinamica di crescita significativa.

Particolarmente rilevante è la composizione della clientela: l’86,24% degli ospiti appartiene al mercato internazionale, mentre il 13,76% è rappresentato dalla clientela italiana. A orientare maggiormente le scelte sono soprattutto Umbria e Toscana, che insieme concentrano la quasi totalità delle richieste: circa il 60% delle presenze riguarda l’Umbria, mentre la Toscana si attesta intorno al 36%. Il restante 3% circa interessa il Lazio, confermando l’attrattività di un territorio più ampio, nel quale borghi, paesaggi rurali e dimore di pregio si inseriscono in itinerari sempre più articolati.

Fonte dati: Magazine Great Estate

 

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