"Sanità, scuole e trasporti. La partita strategica continua ad essere quella dei servizi"

Un dialogo a più voci tra esperti, amministratori e rappresentanti istituzionali per mettere a fuoco il ruolo fondamentale che le Aree Interne rivestono come custodi di territori, tradizioni e paesaggio, ma soprattutto come risorsa strategica per lo sviluppo e la salvaguardia dell'intero Paese. È quello che ha animato l’annunciato convegno promosso martedì 3 novembre al Teatro Comunale di Fabro Scalo dalla Green Community Umbria Etrusca – composta dai Comuni di Allerona, Baschi, Castel Viscardo, Fabro, Ficulle, Guardea, Montecchio, Montegabbione, Monteleone d’Orvieto, Orvieto, Parrano e San Venanzo – e, in particolare, dal primo cittadino di Parrano, Valentino Filippetti, come anteprima della 37esima Mostra del Tartufo e dei Prodotti Agroalimentari di Qualità di Fabro e della Festa dell'Aria 2026.
Ai saluti istituzionali del sindaco di Fabro, Simone Barbanera, del capo di Gabinetto della Provincia di Terni, Raffaello Federighi, e del presidente dell’Anci Umbria, Federico Gori, ha fatto seguito l’intervento di Luca Lo Bianco, direttore scientifico di Uncem e Fondazione Montagne Italia. "Il percorso per definire un modello rurale e montano – ha detto – va ancora compiuto. A fronte di un saldo naturale, come quello legato crollo delle nascite, c’è un saldo migratorio importante di chi viene a vivere in queste aree. Qui, in particolare, si registra un +7%. Arrivano persone portatrici di modelli di vita diversi che hanno interesse a stare qui. Le Regioni sono al lavoro sulla programmazione, questo è il momento di attivare lo scambio di servizi contro servizi. Serve aprire un processo che vede una convergenza di strategie e valorizzare l’agricoltura come custodia del territorio, difesa della biodiversità e gestione dei servizi”.
"Si avverte la necessità di una politica delle Aree Interne e – ha sottolineato Gian Luigi Maravalle, sindaco di Ficulle – ci sono modelli virtuosi come la Francia a cui guardare. Serve, però, maggiore efficacia dei progetti che vengono presentati e servono forme come quella dell'Unione dei Comuni. Va fatto uno sforzo a livello regionale, le comunità si sono trasformate. C’è tanta ricchezza arrivata in termini di vitalità dei borghi. E c’è un trend che riguarda la riqualificazione degli immobili. I modelli Stu - Società di trasformazione urbana aiutano ad intervenire, ma occorre anche una razionalità della politica nell’affrontare sfide che spesso hanno complicato la vita delle pubbliche amministrazioni".
Per Vanni Treu (Rigenerazione Territoriale) "vivere in un’area interna è un discorso di libertà, quella di poter restare, scegliere di andare altrove e tornare. Bisogna condividere il futuro, il cambiamento richiede scelte oggi e continuità nel tempo. Servono politiche capaci di leggere le interdipendenze. Nelle Aree Interne scuola, servizi, mobilità e governo locale si influenzano a vicenda. Lo spopolamento è la punta dell’iceberg. Serve progettare servizi accessibili a tutti, progettare per abitare ed orientare il cambiamento".
Accanto alle politiche dell’abitare, la progettualità riguarda anche la "valorizzazione della filiera bosco-legno ed edilizia, in un’area come questo lembo di Umbria quanto mai ricco di boschi e foreste che – ha sottolineato il sindaco di San Venanzo, Marsilio Marinelli – sono lì da sempre”. "Nel 2025 – ha proseguito Giuliano Granocchia, presidente regionale di Confesercenti Umbria – questa regione contava 851.000 residenti, nel 2026 ne ha già persi 1.600. Se il trend rimanesse quello attuale, le proiezioni prevedono che entro il 2.035 l’Umbria perderebbe altri 43.000 residenti. Il commercio ne risente. Di qui la proposta di legge per difendere i negozi di prossimità e la qualità di cui sono espressione, attraverso agevolazioni fiscali per le imprese, semplificazione amministrativa, l’istituzione di un Fondo nazionale per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità e di un osservatorio per valutarne gli effetti”.
"Nel pieno di una drammatica rottura climatica – ha rimarcato il direttore di Infiniti Mondi, Gianfranco Nappi (Movimento Rigenera Campania) – occorre immaginare altri modelli di sviluppo per dare forza ad esperienze che bloccano il consumo di suolo, destinano risorse all’agricoltura e spingono sulle comunità energetiche per restituire centralità. La proposta politica del reddito di contadinanza completa questa visione di intervento riconoscendo un sostegno economico e sociale a chi pratica un’agricoltura sostenibile, tutelando il territorio, la biodiversità e contrastando lo spopolamento delle aree interne e montane".
Per Marco Niccolai, responsabile nazionale delle Aree Interne Pd "va cambiato il paradigma che lo sviluppo abbia la forma urbana della città, così come la retorica dell’eroismo che sottintende quasi una commiserazione". "Le dimensioni dei paesi e delle Aree Interne – ha detto – mantengono con la comunità l’antidoto alla solitudine. E, andando oltre la dimensione sociologica, conservano, senza riconoscimenti, valori e caratteristiche di presidio del territorio e salvaguardia del paesaggio".
"Per anni – ha convenuto Luca Della Bitta, sindaco di Chiavenna e coordinatore di Cittaslow Italia – i paesi sono stati raccontati come piccoli e poveri. Queste caratteristiche, unite a quelle del territorio, sono la nostra grande forza. A volte ce ne dimentichiamo. Sul fronte turistico, accoglienza e ricettività crescono, ma la fase è delicata. Rischiamo di perdere di vista le comunità. La rete di Cittaslow si concentra sul tema dell’abitare e porta un’esperienza robusta in termini di progetti positivi, ma siamo anche chiamati a condividere problematiche. La partita strategica continua ad essere quella dei servizi che le Aree Interne offrono: sanità, scuole e trasporti. Dobbiamo costruire modelli diversi, senza tifoserie".
Nel portare i saluti dell’assessore regionale alle Politiche Sociali Fabio Barcaioli, il consigliere regionale Francesco Filipponi, presidente della Prima Commissione Consiliare in Assemblea Legislativa dell’Umbria, ha annunciato la presentazione di una proposta di legge sui distretti industriali, la programmazione di altri assegni da 1.500 euro per ogni nuovo nato, “segno concreto di un impegno per contrastare lo spopolamento”, 20 milioni di euro a favore delle esigenze dell’abitare e la possibilità di attivare 500 posti nido così come molti Comuni hanno già fatto.
L’assessore all’Ambiente del Comune di Orvieto, Andrea Sacripanti, non ha potuto partecipare ai lavori perché impegnato in Regione sul vincolo a tutela degli impianti eolici e fotovoltaici, dando corso a quanto previsto nell’ultima Assemblea dei Sindaci di avvalersi dello Stina come strumento attraverso il quale affrontare il nodo ambientale, difendendo il territorio da progetti impattanti.
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