Fotovoltaico alla Piscina e Cer del territorio, si accelera sulle rinnovabili

Nell'ultimo Consiglio Comunale, Matteo Panzetta (Civitas) ha chiesto di sapere se il Comune abbia partecipato o abbia intenzione di partecipare ai bandi regionali per le energie rinnovabili e la sicurezza sismica degli impianti sportivi pubblici.
"Avrei preferito che questa domanda me l’avesse fatta dopo la pubblicazione delle graduatorie - ha risposto l’assessore all’Ambiente, Andrea Sacripanti - dal momento che il Comune di Orvieto ha partecipato a uno dei due bandi regionali citati, in particolare a quello per l’efficientamento energetico degli edifici destinati a strutture sportive. Abbiamo infatti presentato una richiesta di finanziamento per la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 35 kW presso la piscina comunale. Il bando regionale mette a disposizione complessivamente poco più di 2 milioni di euro e il progetto presentato dal Comune di Orvieto ha un valore di circa 250mila euro.
Confidiamo che possa essere ammesso a finanziamento, anche alla luce dell’aumento dei costi energetici che incide significativamente sulla gestione della piscina e delle relative utenze. Per quanto riguarda invece il secondo bando, relativo all’adeguamento sismico degli impianti sportivi, abbiamo valutato la possibilità di partecipare, ma abbiamo dovuto rinunciare perché il progetto di adeguamento sismico della piscina comunale, sulla base della progettazione già avviata, prevede un investimento superiore al milione di euro. Un importo che supera la soglia massima ammissibile prevista dal bando. Abbiamo quindi concentrato la nostra attenzione sulla prima opportunità di finanziamento.
La domanda è stata presentata il 13 ottobre, data inizialmente prevista come scadenza, successivamente prorogata dalla Regione di due settimane. La procedura si è conclusa soltanto da pochi giorni e siamo ora in attesa della pubblicazione delle graduatorie. Colgo l’occasione - ha aggiunto - anche per rispondere ad alcune dichiarazioni apparse sulla stampa locale, nelle quali esponenti politici e consiglieri comunali hanno accusato questa amministrazione di immobilismo rispetto alle opportunità legate all’efficientamento energetico. Non è così, e la partecipazione a questo bando ne è una dimostrazione concreta. Ma c’è anche un’altra importante novità che riguarda il percorso, più volte annunciato, per la costituzione di una Comunità energetica rinnovabile pubblica.
Proprio in questi giorni abbiamo affidato a un professionista del settore un incarico per valutare la fattibilità della costituzione di una CER interamente pubblica, promossa dal Comune di Orvieto, con l’obiettivo di coinvolgere anche altre amministrazioni comunali del territorio. Si tratta di un progetto sul quale stiamo lavorando da tempo e che richiede particolare attenzione. La normativa sulle comunità energetiche rinnovabili è relativamente recente, in continua evoluzione e presenta aspetti complessi dal punto di vista amministrativo, giuridico e contabile. Proprio per questo i nostri uffici hanno ritenuto necessario avvalersi di un supporto specialistico, in modo da affrontare il percorso con le necessarie garanzie. Lo studio dovrà analizzare i dati relativi alla produzione di energia da fonti rinnovabili e ai consumi energetici del territorio, per verificare concretamente la sostenibilità e le opportunità offerte dalla costituzione di una comunità energetica pubblica.
A questo si aggiunge un’ulteriore opportunità. Abbiamo ricevuto una proposta da parte di una società aggiudicataria di un bando europeo dedicato alle comunità energetiche rinnovabili. Qualora lo studio confermasse la possibilità di costituire la CER, potremmo aderire a questa iniziativa, beneficiando di attività di promozione e comunicazione e, soprattutto, di un supporto giuridico, economico e amministrativo completamente gratuito per i primi due anni di attività della comunità energetica. Stiamo quindi percorrendo la strada che ci eravamo prefissati e non siamo stati con le mano in mano. La consigliera Palazzetti ha più volte sollecitato questa amministrazione sul tema, ma il tutto ha richiesto tempo e approfondimenti anche perché le CER sono nate da più parti e in molti casi sono rimaste al palo. Noi abbiamo la responsabilità di amministrare risorse pubbliche e vogliamo essere certi della validità e della sostenibilità delle scelte che compiamo".
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